Mantova e i suoi teatri

Teatro Bibiena, foto©Laura Poretti Rizman
Teatro Bibiena, foto©Laura Poretti Rizman

 

Quando visito una città, mi ritrovo inevitabilmente a visitare anche gli spazi teatrali che essa offre ai suoi cittadini.

Mantova è una città splendida, da poco nominata a primeggiare nel ruolo della cultura, e i suoi teatri sono storici e ti riportano in un tempo lontano.

Il teatro Bibiena, sorto nel cinquecento presso un palazzo dei Gonzaga e ristrutturato nel settecento, ebbe l’onore di ospitare il giovanissimo Mozart ad un paio di settimane dall’inaugurazione.

E’ un teatro circolare, nato come  società musicale, l’Accademia degli Invaghiti , presenta dei palchi anche nel retro del palcoscenico ed è particolarmente adatto a concerti, ma nel tempo furono tenute anche molte conferenze scientifiche.

Il Teatro Sociale è stata un’ulteriore scoperta, in quanto sorto su desiderio e volontà di alcuni singoli cittadini. E’ ad oggi un teatro privato e i proprietari possiedono i palchi che, nel caso risultassero inutilizzati, possono decidere di renderli usabili per alcune rappresentazioni, a favore del teatro stesso.

Non potevo rimanere immune a una storia d’amore teatrale così grande, e così mi sono impegnata nel farla conoscere anche ai miei lettori.

Visitate Mantova e non dimenticatevi dei suoi Teatri.

©Laura Poretti Rizman

Velario fari hdr Facciata Teatro

Foto fornite da Teatro Sociale di Mantova

Note storiche:

Il Teatro Sociale nasce a Mantova tra il 1816 ed il 1822, quando un gruppo di privati cittadini si riunisce ed all’unanimità decide che sia necessaria per la città la costruzione di un nuovo Teatro.

In precedenza, c’erano a Mantova due teatri: il Teatro Regio, situato nell’attuale piazza Sordello, ed il Teatro Scientifico “Bibiena”; entrambe queste strutture, tuttavia, risultavano poco adatte a soddisfare le necessità culturali della città, sia per posizione che per inadeguatezza della struttura.

A colmare questa mancanza pensò dunque questo gruppo di mantovani, capitanati dal segretario della Camera di Commercio Luigi Preti. Nel 1816 egli fondò una Società, da cui il Teatro prese poi il nome, e con essa si impegnò ad erigere la struttura. L’11 Gennaio 1817 venne istituita la prima Commissione e stabilito il costo indicativo dell’opera; un anno più tardi, ottenuti i permessi, i terreni e attuate le demolizioni necessarie delle abitazione presti su tali terreni, venne posta la prima pietra.

Il progetto è dell’architetto Luigi Canonica, che aveva già lavorato a Brescia, Cremona e Milano, collaborando all’ampliamento del Teatro Alla Scala, che realizza una struttura dalle linee classiche e tradizionali, munendola inoltre del necessario peristilio, indispensabile ai mantovani per raggiungere il Teatro in carrozza nei mesi invernali.

Al suo interno, le decorazioni originali sono eseguite dai pittori mantovani Tranquillo Orsi e Carlo Bustaffa, ai quali si unisce poi anche il celebre Francesco Hayez per illustrare i medaglioni della volta della Platea.

Nasce così un nuovo spazio di divertimento e d’incontro per tutte le stagioni, in una posizione centrale rispetto allo sviluppo cittadino e, soprattutto, non strettamente vincolato e sottomesso al Governo Austriaco.

Nel corso della sua storia il Teatro Sociale ha ospitato personaggi importanti per Mantova e per la nazione: l’imperatore d’Austria Francesco I, dopo la sua visita, concede al Teatro il primato su tutti gli altri mantovani; nel 1867 Giuseppe Garibaldi assiste al “Trovatore” ed il giorno seguente si candida a deputato democratico di Mantova.

Anche per la sua città il Teatro è sfondo di importanti eventi: la folla inneggiante alla Costituzione nel 1848 è in Teatro che si riversa per festeggiare, mentre nel 1906 nel suo cortile si tiene il primo spettacolo cinematografico di Mantova.

Oggi il Teatro conserva la sua posizione e la sua importanza nel tessuto mantovano, vantando inoltre il raro titolo di “Teatro di Tradizione Italiano”, che condivide solamente con altre 28 strutture simili in tutta Italia.

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