La Campania non solo è diretta verso una nuova crisi per quanto riguarda il problema dei rifiuti, ma anche verso una grave situazione ambientale e un crollo nella fiducia tra il governo e i cittadini.
Nel periodo intercorso tra la missione di inchiesta del Parlamento europeo sui rifiuti in Campania avvenuta nel mese di aprile 2010 e l’approvazione della relazione su tale missione (vedi sotto) il 30 settembre, sono state fatte promesse dal governo nazionale e dai governi regionali sul rispetto dei regolamenti UE sull’ambiente, i rifiuti e il loro interramento.
Queste promesse prevedevano l’impegno a non aprire nuove discariche sul Vesuvio, a non aprire Cava di Vitiello e a non sovraccaricare il sito di Terzigno.
L’ultima di queste promesse è stata fatta durante la nostra visita: il governo regionale ha affermato che la discarica di Cava di Vitiello non sarebbe stata aperta, promessa poi reiterata dal Primo Ministro Berlusconi prima della pubblicazione della nostra relazione.
Queste promesse rischiano di non venire rispettate. Un governo è buono quando è affidabile. L’affidabilità consiste nel mantenere le promesse.
Un dialogo costruttivo inizia con un’apertura alle argomentazioni altrui e con l’affidabilità nel mantenere le promesse. La situazione attuale non sembra portare ad un dialogo costruttivo né tantomeno dà prova di affidabilità poiché non si stanno mantenendo le promesse.
L’Italia e la Campania devono iniziare a prendere misure reali e non soltanto temporanee. Smettiamola di affidarci all’apertura di nuovi interramenti di rifiuti per risolvere la crisi, dobbiamo invece aprire impianti e attrazzature di smistamento e sensibilizzare i cittadini alla riduzione, al riutilizzo e al riciclo dei rifiuti. Redigere piani e lasciare che trascorrano anni prima della loro attuazione serve solo ad esacerbare il problema.
Tradotto dall’originale: http://www.judithmerkies.nl/campania-stop-landfilling-start-resourcefulness/