Nella seconda metà degli anni duemila sembrava che la situazione economica e politica nell’area balcanica si fosse stabilizzata. I paesi della parte ovest della penisola hanno aumento il loro PIL. Ora la crescita economica indotta attraverso la liberalizzazione forzata del mercato è cessata. La principale causa di questo è la mancanza degli investimenti esteri che sono spariti con la crisi. Sotto questa circostanza cominciano a farsi sentire le vere conseguenze della liberalizzazione menzionata prima. Con il pretesto di una transizione tardiva dal “comunismo” alla socialdemocrazia ovvero capitalismo, l’area balcanica è diventata una via di mezzo tra un paradiso fiscale e il mercato libero più sregolato di tutta l’Europa. Comunque questo suolo fertile per qualsiasi tipo di transazione economica illecita non è stato preso di mira dalle grandi banche in modo aperto, fino appena la seconda metà degli anni duemila. In questo periodo hanno cominciato a spuntare fuori le filiali della Societé Generale, Unicredit, Deutsche Bank, et al, in giro per i Balcani. Tornando a casa spesso dal 2010 in poi, mi sono reso conto che nel centro di Belgrado ci sono sempre più banche. Addirittura pur non avendo vissuto molto fuori dalla Serbia e Italia, personalmente conosco i nomi di quasi tutte grandi banche Europee esistenti. Per aggiungere giusto un po’ di ironia, a Belgrado ci sono anche tante filiali delle banche Greche, per esempio la Pireus Banka.
Questo fenomeno di concentrazione bancaria in un unico posto è noto a tutti come lavaggio di soldi derivati da transazioni che nell’Unione Europea o da altre parti non sono legali. Un esempio; secondo i fonti del Wikileaks che Assange ha promesso di pubblicare a fine gennaio, in Montenegro ogni quarto credito emanato dalle banche è impagabile. Come mai e perché le banche fanno i prestiti a persone/società che non possono ripagarli? Hmm… non è, per caso questo una specie di credit crunch alla domaća [casareccia n.d.r.]? L’unica conclusione mia è che man mano che si va avanti con la sregolatezza del mercato, le speculazioni porteranno anche nei Balcani ad un aumento dell’illegittimo debito lordo a livelli nazionali che esiste già.
Vi faccio due esempi microeconomici estremi, di cosa si può fare con il debito/credito in un mercato supersregolato alla far west, oppure forse anche close east in questo caso …
– Il Credito alla 100%, è una bellissima forma di signoraggio che non so se esiste da altre parti. Uno paga alla banca un deposito di basse, che in realtà è la metà del suo prestito al quale la banca aggiunge ancora altri 100%. Il deposito viene restituito al cliente dopo il saldo del debito con un minimo interesse pagato dalla banca sul deposito, mentre il cliente deve ripagare il debito intero con l’interesse più grosso di quello che si obbliga la banca. Ovviamente il cliente paga l’interesse maggiore non sul suo 100%, ma sul 200% della somma totale. Fa venire la voglia di comprarsi una nuova casa al mare in Croazia, eh?
– Il secondo esempio è un po’ più umano. Il debito viene emesso in DINari oppure Konvertibilne Marke bosniache, però la banca lo registra effettivamente con l’indice del franco svizzero oppure un’altra valuta più forte. Come il valore del franco, euro o la sterlina si rafforza, anche la vostra rata da pagare ogni mese diventa più grande. Nonostante che il valore in dinari che voi avete preso dalla banca può effettivamente essere al momento inferiore a quello che state “ufficialmente” ripagando.
Diventa pensate immaginare cosa succede quando prestiti di questi generi vengono rilasciati alle grandi aziende, anche istituzioni pubbliche in Bosnia, Serbia, Croazia e altrove.
Quindi aspettateci Europei, cosa ci importa di qualche fallimento di stato e un po’ di turbo-corruzione. Pur di non sembrare di essere troppo poveri per indebitarci “sul serio”, CI STIAMO ARRIVANDO ANCHE NOI!
(Saluti)
Rajko