ADELAIDE
NUOVA PRODUZIONE HANGAR TEATRI
ISPIRATA ALLA VITA DI ADELAIDE RISTORI
DA VENERDÍ 2 A DOMENICA 4 DICEMBRE
Nuova produzione Hangar Teatri: “Adelaide”, uno spettacolo liberamente ispirato alla vita dell’attrice Adelaide Ristori. Di Tullia Alborghetti e Valentina Milan, per la regia di Fulvio Falzarano. In scena Valentina Milan, Isabella Peghin, con la partecipazione di Fulvio Falzarano e Tullia Alborghetti. Da venerdì 2 dicembre a sabato 3 dicembre alle ore 20.30 e domenica 4 dicembre alle ore 17.00.
Arriva la seconda produzione di Hangar Teatri nell’ambito della Stagione dei Melograni. Lo spettacolo, prodotto in collaborazione con il Comune di Cividale del Friuli e la cooperativa PuntoZero di Udine, è già stato presentato al Teatro Adelaide Ristori di Cividale del Friuli il 4 novembre scorso, e vede la regia e la partecipazione in scena di Fulvio Falzarano, direttore artistico di Hangar Teatri.
In “Adelaide” viene celebrata la vita di Adelaide Ristori, indubbiamente l’attrice italiana più famosa ed influente dell’Ottocento. Nata a Cividale del Friuli nel 1822, fu sempre applaudita dal pubblico per essere un’attrice tragica dal talento estremo. Ad oggi, di lei rimangono un’autobiografia, i suoi meravigliosi vestiti, costumi e gioielli e i suoi copioni. A Cividale, e non solo, perfino un teatro la commemora, insieme a numerosi libri e statue che le sono stati dedicati.
Ciononostante, a un secolo di distanza, Adelaide Ristori è pressoché dimenticata. Tutto ciò che la riguarda appare lontano e fermo, difficile da decifrare, proprio come gran parte del diciannovesimo secolo, periodo caratterizzato da brillanti invenzioni ma anche da scontri sanguinosi e da cambiamenti radicali da ogni punto di vista.
Attraverso lo spettacolo abbiamo cercato il legame con un passato che sembra “troppo” passato, con figure di cui nessuno si ricorda più, pietrificate nelle statue che dominano le nostre piazze, ingiallite nelle immagini che guardiamo distratti sfogliando libri del passato.
Nel pieno di una crisi di mezza età un’attrice si ritrova a dover fare i conti con le sfide che il mestiere le presenta quotidianamente e, mossa dal bisogno di ritrovare la fiducia in se stessa, si rivolge a una dottoressa. Comincia così, su suggerimento di quest’ultima e con tanta determinazione, lo studio della vita di Adelaide Ristori: moglie, madre, attrice, imprenditrice, marchesa, patriota, tuttora detentrice della più lunga tournée teatrale mai compiuta attorno al mondo. Lo farà attraverso gli occhi di altri – storici, scrittrici, viaggiatrici, pittrici, artisti di ogni genere – rendendosi presto conto però che studiare la vita di Adelaide Ristori è impresa tutt’altro che semplice. La sua vita è immensa, i suoi traguardi infiniti; Adelaide è come il mare e nel mare, si sa, si rischia di perdersi.
In “Adelaide”, gli spettatori saranno accompagnati in una riflessione sul carattere delle proprie scelte e sul continuo e consapevole rinnovarsi della propria abilità a rispondere e reagire alla vita.
Dalle parole di Fulvio Falzarano: “Ci sono opere d’arte che per l’età o per incuria risulta impossibile riportare allo splendore originario. Vi si può intervenire soltanto con un restauro conservativo, e si continuerebbe ad ammirarle come le abbiamo sempre viste, i colori ingialliti, le materie fissate in un antico stato che ne caratterizza l’età ma non permette di restituirne l’originario splendore.
L’idea è proprio questa: rendere omaggio ad un’opera d’arte vivente, la cui grandezza la si può ammirare nelle fotografie d’epoca, nei sontuosi costumi, nella grande quantità di materiale scenico, nei suoi copioni e scritti teatrali. Tutto quello che rimane a testimonianza di una vita unica, nell’arte come nel profondamente umano e nel suo senso partecipativo. Il suo enorme repertorio teatrale è tutt’oggi stimolante e oggetto di grandi prove da parte di attrici di livello che si sono cimentate, a suo ricordo, peraltro con grandi successi. Tuttavia la forma viva, il pensiero di chi nel presente ha provato ad affrontare la sua figura , rimane un mistero. Come ha potuto fare tutto ciò che ha fatto, e rimanere a tutt’oggi conosciuta a pochi, come attualizzare la sua figura senza per forza attuare un’opera conservativa di commemorazione? Restituirle i colori di una farfalla regale che con le sue ali delicate non teme lunghe migrazioni, anzi piega la natura ad un mutamento pur di raggiungere il suo scopo prolifico. Mi ha colpito, alla fine dell’estate, quando siamo venuti a Cividale, con Tullia e Valentina, notare che nella mano sinistra della sua statua, ronzava un nido di api, come vivo desiderio di richiamare in qualche modo l’attenzione di chi osserva la figura bronzea di una donna che non accetta l’immobilità perenne. Occorreva quindi un pretesto, un legame con l’attuale, una storia personale che ricucisse tutto.”
Fulvio Falzarano ha lavorato in numerose compagnie di teatro di prosa nei più importanti teatri italiani. Tra gli altri, è stato diretto da Mario Monicelli, Armando Pugliese, Renato Sarti e Giorgio Pressburger. È l’attuale direttore artistico di Hangar Teatri.
Valentina Fiammetta Milan fonda il Teatro degli Sterpi nel 2016. Nel 2017 è tra le fondatrici di Hangar Teatri e dal 2018 si dedica interamente alla recitazione, creando e partecipando a numerosi spettacoli teatrali e film, oltre a condurre corsi di formazione teatrale.
Diplomata alla Bottega Teatrale di Firenze, Tullia Alborghetti studia con Vittorio Gassman e Jeanne Moreau. Lavora come attrice nel teatro e cinema con, tra gli altri, Vittorio Gassman, Adolfo Celi, Giancarlo Sbragia, Gigi Proietti e tanti altri. Affianca al lavoro di docente di recitazione e voce, la conduzione dell’agenzia cinematografica Fado Consulenza Artistica.
Biglietto intero 12€, ridotto 8€ per soci del Teatro degli Sterpi, soci CUT, over 65, under 18 e studenti universitari. È consigliata la prenotazione a biglietteria@hangarteatri.com o al numero di telefono +39 3883980768. Biglietti acquistabili in prevendita su vivaticket.com.
La “Stagione dei melograni” presso l’Hangar Teatri, è organizzata dal Teatro degli Sterpi, grazie al sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Casali.