Dalla fotografia all’immagine: inaugurato AIM – Alinari Image Museum, museo multimediale e interattivo al Castello di San Giusto di Trieste
inugurazione AIM, foto LauraPorettiRizman
Il pesante portone del Bastione Fiorito del Castello di San Giusto è stato riaperto: da oggi accoglie i visitatori di AIM Alinari Image Museum, il museo dell’immagine Alinari, la più antica azienda di fotografia al mondo.
Il digitale, la realtà virtuale e il 3D irrompono nel contesto medievale di un monumento simbolo della città di Trieste, dove da oggi si può vivere un viaggio dalla fotografia all’immagine.
A tagliare il nastro inaugurale, il Prefetto di Trieste, Annapaola Porzio, il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, il presidente Alinari, Claudio de Polo, l’Assessore alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia, Gianni Torrenti, e l’Assessore alla Cultura del Comune di Trieste, Giorgio Rossi.
Il Museo inaugura con la mostra “La leggendaria Classe J nelle fotografia di Franco Pace”, gli affascinanti e maestosi scafi con cui si disputarono le regate di Coppa America negli anni Trenta. La mostra, organizzata in collaborazione con la Società Velica Barcola e Grignano e Barcolana, è aperta al pubblico da domenica 2 a domenica 30 ottobre e si articola in due principali sezioni: una “analogica” in cui le fotografie, stampate, si fruiscono in modo tradizionale, e, a contrasto, una multimediale e interattiva in cui la fotografia è smaterializzata in immagine.
AIM è un Museo da vivere come un grande laboratorio e in cui far parlare le immagini a più livelli di approfondimento, attraverso scenografiche proiezioni, elaborazioni digitali, video e contenuti ipertestuali. Lo spettatore può immergersi, interagire, scoprire una nuovo linguaggio visivo grazie alla tecnologia che non nasce per stupire, ma per accompagnarlo in questa nuova dimensione.
La fotografia d’oggi si arricchisce così di contenuti educativi, mentre quella storica viene liberata dalla patina di polvere e proiettata nei linguaggi contemporanei, sempre nel rispetto di un serio approccio filologico. Cuore del museo, le postazioni per la consultazione del database Alinari con 50mila immagini, ricercabili attraverso 80 classi semiologiche e 8mila parole chiave in italiano e in inglese.
«Con grande soddisfazione inauguriamo oggi questo Museo. Ringrazio le istituzioni che ci hanno sostenuto: AIM ha potuto contare su un sostanziale contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e del del Fondo Trieste – Commissariato del Governo nella Regione Friuli Venezia Giulia, oltre che sulla concessione dei prestigiosi spazi da parte del Comune di Trieste. Ringrazio anche tutti quelli che hanno lavorato al progetto: per il concept Max Pinucci e il suo team di MBVision, Piero Miceu – Arsenal per il coordinamento organizzativo, e poi Igor Moiseev, Aeroform, nonché tutti i dirigenti e funzionari del Comune di Trieste che hanno reso possibile un’impresa di grande complessità, innovazione tecnologica e qualità in tempi incredibili, ovvero solo 13 settimane».
Il 1 ottobre 2016
L’AIM – Alinari Image Museum inaugura al Castello di San Giusto di Trieste
Un nuovo museo unico e innovativo in cui, grazie alla tecnologia, l’immagine si anima e crea racconti
Dalla fotografia all’immagine: è il viaggio che Alinari, la più antica azienda di fotografia al mondo, farà intraprendere ai visitatori dell’AIM, l’Alinari Image Museum, a partire dal giorno della sua inaugurazione, sabato 1 ottobre 2016.
Nei prestigiosi spazi del Bastione Fiorito del Castello di San Giusto, monumento simbolo della città di Trieste, si insedia un Museo innovativo e unico nel suo genere. La fotografia viene smaterializzata in immagine grazie alle tecnologie digitali e sarà fruibile ai visitatori in una nuova veste multimediale e interattiva.
Una trasformazione epocale che offre nuove emozioni ai visitatori, rendendo le immagini fruibili, interattive, immersive e magari tridimensionali. Un modo per arricchire di contenuti educativi la fotografia d’oggi e per proiettare nei linguaggi contemporanei e liberare dalla patina di polvere la fotografia storica, un tempo frontiera della tecnologia, nel rispetto di un approccio filologico e scientifico, spesso assente in rete, che il marchio Alinari garantisce.
Cuore del museo, le postazioni per la consultazione del database Alinari con 50mila immagini, ricercabili attraverso 80 classi semiologiche e 8mila parole chiave in italiano e in inglese.
Un Museo da vivere come un grande laboratorio in cui far parlare le immagini a più livelli di approfondimento, attraverso proiezioni scenografiche, elaborazioni digitali, video e contenuti ipertestuali. Una tecnologia che non nasce per stupire, ma accompagna il visitatore in una nuova dimensione dell’immagine, raccontandola attraverso i linguaggi contemporanei della multimedialità e dell’infografica. Schermi ad altissima risoluzione, videoproiettori, occhiali immersivi, una dotazione hardware destinata ad evolversi e ad aggiornarsi nel tempo si affiancano a stampe tradizionali e a oggetti di un passato recente. E dietro le quinte del Museo, un software di pubblicazione e aggiornamento dei contenuti permette di gestire l’intero museo, anche in remoto, e rende possibile costruire le esposizioni (ed esportarle) in una modalità innovativa, anzi, unica.
«Correva l’anno 2004 quando, in occasione dell’inaugurazione di due mostre curate da Alinari a Trieste, l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e, a qualche mese di distanza, il Presidente del Consiglio Romano Prodi espressero l’idea di creare a Trieste, grazie ad Alinari, un grande museo dell’immagine – racconta Claudio de Polo, Presidente di Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia -. La fotografia stava lasciando la sua veste storica per darsi quella dell’immagine e della multimedialità e il nuovo museo avrebbe dovuto fungere da centro di scambio tra la cultura e le immagini dell’area mediterranea e dell’Europa del Sud e dell’Ovest con tutta l’area dell’Europa dell’Est. L’allora Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, e l’allora Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, hanno firmato con Alinari una convenzione che ha permesso oggi, dopo una laboriosa gestione, di portare a compimento il progetto del Museo nella prestigiosa sede del Castello di S.Giusto. Resta centrale ancor’oggi il supporto di queste istituzioni, che si è concretizzato in particolar modo in un sostanziale contributo della Regione e nella concessione degli spazi da parte del Comune, così come è stato rilevante il contributo del Fondo Trieste – Commissariato del Governo nella Regione Friuli Venezia Giulia. Parimenti si prospetta di primaria importanza e carica di interessanti potenzialità la convenzione che abbiamo siglato con l’Università degli Studi di Trieste, che assicurerà supporto scientifico e tecnologico. Inoltre è emblematico il fatto che questo Museo inauguri la sua prima esposizione in collaborazione con la Barcolana, grande evento della città».
Proprio a fianco del Comune di Trieste la Fondazione Alinari ha avviato un percorso di valorizzazione del Castello di San Giusto: «Una cultura si costruisce attraverso il ricordo, ma anche attraverso la selezione dei ricordi disse Umberto Eco. Attraverso la fotografia possiamo evitare “l’oblio del ricordo” e grazie alla sua capacità intrinseca, possiamo documentare e lasciare una traccia tangibile e accessibile di un volto, di un’emozione, di un momento, di una storia, di un’epoca – nota il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza -. È con grande piacere che oggi presentiamo un nuovo successo che nasce dalla fattiva collaborazione tra pubblico e privato. L’apertura del Museo della Fondazione Alinari nel Castello di San Giusto di Trieste, raggiunge un duplice obiettivo, sia quello di rivitalizzare il nostro patrimonio culturale cittadino, sia di promuovere ulteriormente Trieste in chiave turistica-culturale attraverso esposizioni interattive di respiro internazionale grazie alla partnership con AIM. Oggi ci prepariamo a scattare una fotografia che guarda al futuro».
«Ritengo l’apertura del Museo della Fondazione Alinari del prossimo 1 ottobre un primo fondamentale passo per il rilancio strategico del Castello di San Giusto e del patrimonio culturale cittadino – rileva Giorgio Rossi, Assessore alla Cultura del Comune di Trieste-. Trieste è ormai protagonista dei grandi circuiti turistici che stanno lanciando la città su scenari internazionali. La rivalutazione degli inestimabili valori culturali presenti in città, che da adesso si arricchiscono di una realtà di livello indiscutibile come AIM, è imprescindibile obiettivo di questo nostro mandato. Questo traguardo passa anche attraverso la consapevolezza e la riappropriazione dei cittadini (soprattutto dei giovani) dei valori – a volte unici al mondo – del patrimonio storico – artistico e museale di Trieste, che è intenzione del mio assessorato favorire al massimo».
Le partnernership
L’intuizione e la sfida lanciata da Claudio de Polo è stata raccolta dal progettista, Max Pinucci, e dal team internazionale che negli anni ha concepito e sviluppato il concept di AIM, trasformandolo in Museo. Partner quali Epson, Samsung, iGuzzini, 3M e l’appassionato contributo di MBVision, Arsenal, Aereform e di tanti professionisti e consulenti portano all’inaugurazione di uno spazio destinato a crescere con il progredire delle tecnologie e delle loro frontiere, per comprenderle e sfruttarle con la consapevolezza di chi, 150 anni fa, si avvicinava al misterioso e magico mondo della fotografia.
La proposta culturale
Esposizioni, grandi monografie di fotografi, ricerche personalizzate per studenti e appassionati, valorizzazione delle collezioni fotografiche di Trieste e del Friuli Venezia Giulia, attività didattica per le scuole del Friuli Venezia Giulia e delle nazioni limitrofe e attività scientifica e di formazione in collaborazione con l’Università di Trieste con cui è stata stipulata una convenzione: ecco in sintesi i fronti su cui si articola l’offerta culturale del Museo.
«Aprire la ricerca universitaria a istituzioni che operano sul territorio è di grande importanza per arricchire vicendevolmente modelli e modalità di saperi, sempre più trasversali – rileva Cristina Benussi, Università degli Studi di Trieste -. In questa prospettiva la convenzione con AIM è significativa sia sul piano della ricerca che su quello della didattica in relazione ad ambiti scientifici e umanistici, dato l’imponente database di partenza, da implementare con fruttuosi scambi reciproci».
Il calendario espositivo dell’AIM inaugura con la mostra “La leggendaria Classe J nelle fotografie di Franco Pace”, aperta fino al 30 ottobre, organizzata in collaborazione con la Società Barcola Grignano e la Barcolana, a cui è dedicata anche la presentazione in Villaggio Barcolana di giovedì 6 ottobre, alle ore 11.00.
“La Società Velica di Barcola e Grignano – ha dichiarato il presidente, Mitja Gialuz – è onorata e lieta di collaborare con la Fondazione Alinari in occasione della prima mostra del Museo: l’inaugurazione in contemporanea con la Barcolana sottolinea quanto sia importante fare squadra, trovare percorsi e narrative comuni, lavorare in sinergia affinché la città possa beneficiare di nuove e importanti iniziative culturali. La mostra di Franco Pace onora un grande fotografo triestino e la grande passione per la vela della nostra città, sintetizzata dalla Barcolana”.
Su Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia
La Fratelli Alinari nel settembre del 1998 ha costituito la “Fratelli Alinari. Fondazione per la storia della Fotografia”, al fine di svolgere un fondamentale ruolo di tutela, promozione e valorizzazione di tutto ciò che è riferito all’ambito della fotografia e alla sua storia, nonché alle arti figurative in genere.
Ha il compito di promuovere e realizzare le attività espositive oltre che di gestire le attività museali sia scientifiche che didattiche del MNAF, Museo Nazionale Alinari della Fotografia nella sua sede delle Leopoldine di Piazza S. Maria Novella a Firenze, e dell’AIM, Alinari Image Museum, nella sua sede al Bastione Fiorito del Castello di San Giusto di Trieste.
Su Fratelli Alinari
Fondata a Firenze nel 1852, la Fratelli Alinari è la più antica azienda al mondo operante nel campo della fotografia, dell’immagine e della comunicazione. La nascita della fotografia e la storia dell’Azienda sono legate da un percorso comune di evoluzione e crescita, testimoniato oggi dall’immenso patrimonio di 5.000.000 di fotografie di proprietà, raccolto negli attuali Archivi Alinari.
È un patrimonio che si va sempre più ampliando e che, grazie a una ragionata politica di nuove acquisizioni e alle nuove campagne fotografiche, spazia dai dagherrotipi ai moderni fotocolor.