3 dicembre Wunderkammer: Mauro Valli al Teatro Miela ore 20.30 “Alla ricerca del violoncello”
ALLA RICERCA DEL VIOLONCELLO Mauro Valli
MAURO VALLI

violoncello barocco
violoncello Andrea Castagnari, Parigi ca 1740
Trieste – Il 3 dicembre il violoncellista Mauro Valli salirà sul palco del Teatro Miela alle 20.30 con un insolito e intrigante abbinamento: le splendide e arcinote suites a violoncello solo senza basso di Bach e gli oscuri Ricercari per violoncello solo del bolognese Domenico Gabrielli, primo esempio di scrittura per violoncello solo – senza accompagnamento – della storia, nonché unico precedente e possibile modello del capolavoro bachiano. C’è un legame tra le due composizioni? Mauro Valli è convinto che una connessione ci sia, riconducibile a diversi elementi, fra cui la corrispondenza quasi totale delle tonalità. Non è difficile immaginare che Bach, noto frequentatore e trascrittore di composizioni italiane, abbia conosciuto le musiche di Gabrielli, in particolare i suoi Ricercari. Mauro Valli, violoncellista barocco, membro fondatore di Accademia Bizantina e violoncello solista dei Barocchisti di Lugano, ha pubblicato per Arcana il cofanetto “Bach in Bologna” in cui propone questo ardito parallelo tra i Ricercari per violoncello solo di Domenico Gabrielli e le Suites di Johann Sebastian Bach. Mettendo insieme documenti storici, fatti accertati e alcune verosimili congetture, Valli arriva a ipotizzare che copie manoscritte dei Ricercari dell’oscuro Gabrielli possano essere arrivate al sommo Bach e aver in qualche modo ispirato la composizione delle celeberrime Suites per violoncello solo. Domenico Gabrielli é musicista della generazione precedente a Bach (nato nel 1659, morto nel 1690 quando Bach aveva solo 5 anni) ma nella sua brevissima carriera di musicista e di compositore si impegnò nel valorizzare il violoncello come strumento solista, forse per primo, probabilmente sviluppando lo stile veneziano per la composizione solistica quando nella sua città la richiesta era comunemente “da chiesa”. Le sue sonate e le suite di questo periodo hanno profondi legami con la musica strumentale italiana, e ci sono le prove che Bach possedeva svariati manoscritti di compositori italiani, con materiale ampiamente “riciclato”. Perchè non potrebbe aver dato una sbirciatina ai ricercari di Gabrielli e trarre spunto da questi ? Come che sia ne risulta un programma con musiche tra le più vive e palpitanti, capolavori che meritano di essere ascoltati dal vivo.