Basta con la concezione ‘900 della politica

Lo sappiamo, da tempo più che un senso di scollamento con i rappresentanti la vecchia politica del ‘900, stantia ed ammuffita, ora sprattutto, aggredita e soccombente alla grande finanza ed alla disonestà endogena, politica legata agli affari ed alle clientele, alle antiche gerarchie verticistiche, c’è anche, frammisto, un sentimento di disgusto che va diffondendosi nel Paese, nell’aria che respiriamo ma che dobbiamo con solerzia allontanare se lo stesso sconfini nel qualunquismo. Anche le recenti notizie di miliardi gettati più che al vento all’ingordigia di mummie speculatrici a capo di partiti, morti e fatti rivivere per ricevere, da veri zombi di memoria cinematografica, meri contributi in denaro, due miliardi e mezzo circa (in pochi anni) che sono di noi tutti e che ancora ci appartengono e devono essere assolutamente restituiti all’Erario. Vecchie istituzioni ormai imbalsamate e mummificate, che presentano sempre, dietro oscuri sarcofagi, gli stessi volti, sempre eguali, da decenni e decenni, per farli votare da una base elettorale non più convinta, ma che esegue passivamente gli ordini impartiti dal relativo vertice burocratico. Partiti i cui schemi appartengono ormai ad un altro secolo, ci sembra, quasi ad altre galassie, ora che apparteniamo al terzo millennio. Istituzioni di un passato pseudo-politico che non vogliamo più rivivere, perché siamo vivi e vogliamo partecipare attivamente noi tutti, senza schematismi o calcoli freddi, di banchieri incalliti, “yesmen” che non vogliono neanche svelare i bilanci, le entrate cospicue e non rivelano, di contro, le rare, poche spese che non giustificano peraltro, i grossi introiti per un apparato di vecchia non-cultura di partito che rappresenta ,ormai, solo se stessa. Perché si sente ormai, nell’aria, la necessità di diffondere un nuovo potere giovane, non di accentrarlo, vecchio e logoro, per concentrarlo, poi, in poche mani, perché si vuole un nuovo spazio di democrazia, insomma, si sente l’esigenza di percepire, finalmente, un luogo dove dibattere, ascoltare, voci di democrazia partecipata ed allargata, che non sia più chiusa a tutto, e a tutti, come un riccio. Cambiare finalmente il rapporto tra pubblico e privato, tra bene comune, di tutti e quello di pochi privilegiati. L’attuale degenerazione dei vecchi schemi del ‘900 risulta, pertanto, superata dalle trasformazioni della società, dalle esigenze di nuove aggregazioni, di nuovi interpreti di un teatro-verità, senza vecchi attori “prima donna” ma soggetti freschi che vogliano agire e che vogliano interpretare realmente le istanze di noi tutti, cittadini partecipanti e non meri deleganti, senza attivi e veri interessi. Respingiamo, così, una vecchia concezione della politica, indiretta, quella risultante dall’attuale neo-liberismo ingombrante e invadente, che rappresenta pochi o meglio gli interessi di pochi. Sentiamo, soprattutto ora, la necessità di un contesto finalmente nuovo, lontano dai partiti dell’altro secolo, dell’ormai distante ‘900, vogliamo trasparenza senza segreti di sorta. Cerchiamo di tutelare i beni comuni, di noi tutti, che non possono essere alienati o privatizzati, l’acqua, la terra, gli alberi, l’ambiente tout-court. Riprendiamo il discorso dall’esito positivo del Referendum del 2011 per l’acqua e cerchiamo una società di eguali diritti e che rispetti il lavoro e non lo strumentalizzi come una merce, che non esiga più salari iniqui e che non faccia morire i lavoratori nei luoghi di lavoro, dove si rispetti la salute di tutti e si accolga e tuteli i bisogni collettivi in una visione altruistica e non più ristretta, ma pluralista e libertaria, di cultura critica e aperta. Una società che respinga la voglia di sopraffare o di scavalcare gli altri, il prossimo, senza più curarsi di vecchie rivalità o furbizie, senso del mero “business” o di guadagni sproporzionati, senza alcuna speculazione. Vorremmo, dunque, vedere nuovi modelli di politica attiva e partecipata da tutti, e non dai soliti, arrugginiti, professionisti, per una Società di vera solidarietà che veda un sincero dialogo di “cives” (cittadini), quali partecipanti attivi, senza delegare o assegnare ad altri i propri interessi. Una vera democrazia che difenda i beni comuni, di noi cittadini. (Da un’idea del “Manifesto per un soggetto politico nuovo” de “Il Manifesto” di questi giorni, del mese di Aprile 2012).


Claudio Cossu 
cell: (+39)333.2737624

One thought on “Basta con la concezione ‘900 della politica

  1. Vorrei vedere riprendere in mano dai lavoratori le giuste idee di:
    SOLIDARIETÀ DI CLASSE
    VOLONTÀ DI LIBERAZIONE DAL LAVORO INUTILE
    VOGLIA DI PACE, NON COME ASSENZA DI GUERRA, MA COME RIFIUTO DELLA STESSA E DEI SUOI STRUMENTI
    RIFIUTO DEL PROFITTO, BESTEMMIA AL LAVORO E CREATORE DI DEBITO (se rivendo a 12 quello che vale 10, ho necessariamente creato un debito di 2)
    DESIDERIO DI AVERE SECONDO LE PROPRIE NECESSITÀ, DANDO SECONDO LE PROPRIE POSSIBILITÀ
    *
    Siamo in tanti, la maggioranza assoluta, ma pensiamo come vuole il padrone, corriamo dietro alle sue chimere, alle fate morgane che ci propone (la nuova auto, il nuovo telefonino, la carriera a spese del collega, il lavoro purché sia…) e ci spendiamo per “nuovisoggettipolitici” dei quali non sappiamo nulla, sui quali non possiamo incidere, che non hanno corpo…
    Forse che i “vecchi” partiti, magari meno litigiosi, più consapevoli dei limiti che necessariamente hanno, ma anche più disponibii ad agire basterebbero, che ne dite? L’importante sarebbe che i “compagni, amici o altro” invece di cercare “chi fa per me” facessero essi direttamente, agissero, ci fossero, perché le NOSTRE lotte non le farà nessuno per noi…
    *
    Peter

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