Con Elio nella Vienna di Beethoven

“Dove le parole non arrivano… la musica parla.”

Ludwig van Beethoven

 

 

E’ un Elio seriamente stravagante quello che inaugura la Stagione Teatrale, riprogrammata, del Comunale di Monfalcone. Un Elio che promette al pubblico uno straordinario viaggio, fra musica e parole, nella Vienna di Beethoven.

Elio © Nuri Rashid fornita da Teatro Comunale di Monfalcone

Con la sua consueta e straordinaria ecletticità non poteva esserci spettacolo migliore di quello di Elio a inaugurare, venerdì 7 maggio alle 19.30, la Stagione 2020-2021 del Teatro Comunale di Monfalcone. Il suo concerto che ha portato il pieno riempimento del Teatro concesso con le nuove normative è il primo di tredici eventi riprogrammati, fra maggio e luglio, nel segno dell’alta qualità dell’offerta culturale e della sicurezza dell’accoglienza.

Il disciplinato pubblico in parte richiamato dall’artista, dalla musica e perchè no, anche da quella che una volta era la dominazione austriaca di questi luoghi, si mette in fila ben prima dell’inizio dello spettacolo per l’acquisto o il ritiro dei biglietti e l’ingresso disciplinato e controllato. A qualcuno non sfugge l’ingresso dell’artista che si concede per uno scatto fotografico di rito.

Il rientro a Teatro tocca tutti gli animi ed è ben espresso dai saluti di rappresentanza prima dell’iniziare dello spettacolo.

Un meraviglioso fortepiano color miele è illuminato sul palcoscenico rapendo lo sguardo di tutti gli amanti di musica. Verrà suonato da Alessandro Benigni che a tratti sarà accompagnato da Ettore Pagano al violoncello.

Elio si presenta in scena al fianco di quattro solisti dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo il soprano Zuzanna Klemanska, il mezzosoprano Nutsa Zakaidze, il tenore Daniele Adriani e il baritono Matteo Torcaso.

Elio narra e si esibisce nel canto lirico, alternandosi agli altri cantanti. Il il testo dello spettacolo è di Vincenzo De Vivo e narra di un ipotetico viaggio nel tempo di Elio che attraversa la vita e le opere di quanto ruotava intorno al grande Maestro di Bonn. Si spazia da Beethoven a Rossini, da Mozart a Salieri, da Haydn a Schubert.

Durante questo viaggio a Elio scappa qualche anticipazione temporale, sollevando il sorriso nonostante la serietà impostata dal personaggio, ma principalmente rimane l’importanza del momento storico musicale e di quanto l’arte sia importante per lo svolgersi degli eventi.

La Nona Sinfonia di Beethoven deve essere ultimata. Elio si imbatte in alcuni personaggi che gli sembrano familiari: il vecchio Salieri su una sedia a rotelle, il giovane Schubert, l’abate Carpani – poeta e biografo di Haydn – e l’affascinante primadonna Henriette Sontag e ovviamente lo scarmigliato Beethoven, ormai completamente sordo, che sprizza energia da tutti i pori e mette in rispettosa soggezione coro, orchestra e solisti. 

L’Inno alla gioia, conosciuto da tutti in quanto ai nostri giorni rappresenta l’inno d’Europa, porta gioia in un brindisi finale.

Grandi applausi e richiesta di un bis da parte del pubblico che ha apprezzato lo spettacolo , che non voleva abbandonare un luogo del cuore finalmente riconquistato e una musica così amata.

Con Elio nella Vienna di Beethoven è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Salieri di Legnago e Asolo Musica.

Laura Poretti Rizman

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