Darla via… La mia famiglia

Un testo davvero difficile quello nel quale gli artisti del Consorzio Scenico si sono cimentati.

Un testo dove l’assurdità  dei comportamenti umani ci fa pensare che tutto sia in vendita, affetti compresi. Come se davvero l’affetto si potesse comperare.
In un mondo dove i bimbi vengono venduti dai loro stessi genitori, come non si può pensare ad una soluzione finale di vendita degli anziani stessi? Posteggiati in famiglie che spesso non sono proprio famiglie, abituati a ritmi frenetici e irrazionali, vengono secondo l’autore a crearsi situazioni di follia collettiva che non si distanziano tanto dal nostro vivere in società. Esasperando i comportamenti, chi non si è mai trovato  a considerare folle il mondo nel quale stiamo vivendo? Come riusciremo a salvarci da tutti questi schemi?
Forse solo con l’ironia nella quale Carlos Liscano ha voluto portarci.
 
Laura Poretti Rizman
foto LA CONTRADA

“La Contrada ai FABBRI” presenta i giovani attori del
ConsorzioScenico in “Darla via… La mia famiglia” di Carlos Liscano.

 

Dopo l’inaugurazione di giovedì scorso con il cabaret di Furian e Maxino, prosegue al Teatro dei Fabbri la nuova rassegna della Contrada, realizzata con il sostegno della Friuladria-Crédit Agricole. Debutta giovedì 12 gennaio il secondo appuntamento di “La Contrada ai FABBRI”: l’Associazione Culturale Gianni Fenzi presenta i giovani attori del ConsorzioScenico con un testo dell’autore sudamericano Carlos Liscano “Darla via… La mia famiglia”.

Siamo in qualche posto nel mondo dove la società è in crisi, proprio come nell’Italia di oggi. Al centro della trama una famiglia come tante altre dove ci sono sentimenti, affetti, bambini da sfamare e nonni da accudire; valori comuni, quasi banali, che però hanno mandato in crisi le nostre convenzioni e, forse, riusciranno a mettere in discussione anche quelle del pubblico, proponendo un’originalissima ricetta per la sopravvivenza.

Il tema della gestione economica in tempi difficili viene qui affrontato attraverso una scrittura scorrevole e ironica, in una messa in scena libera da schemi predefiniti per scoprire… come salvarsi dalla crisi.

I quattro attori del ConsorzioScenico, Xenia Bevitori, Roberta Colacino, Paola Saitta e Lorenzo Zuffi (tutti ex allievi dell’Accademia Teatrale “Città di Trieste”), si sono riscoperti con questo testo molto più vicini all’autore uruguayano di quanto la geografia possa suggerire. La realtà descritta in “Darla via… La mia famiglia” è sorprendentemente vicina a quella italiana, ma fra le righe di Liscano si respira un’atmosfera fresca, frizzante e capace di mettere in discussione tutto ciò che oggi noi diamo per scontato.

Innovativa e frizzante anche la messa in scena curata dal ConsorzioScenico: “Darla via… La mia famiglia” si presenta con una distribuzione libera, senza personaggi e ruoli assegnati. Questo permette ai quattro interpreti di dare massima libertà allo scambio e all’interazione con il pubblico, nell’ambito di un movimento non codificato che dà vita alla storia. E al termine della rappresentazione (grazie alla collaborazione delle Cantine Ca’ Ronesca) viene offerto al pubblico un calice di vino.

“Darla via… La mia famiglia”, nella traduzione di Eliana Patanè, debutta giovedì 12 gennaio alle 21.00 al Teatro dei Fabbri (Via dei Fabbri 2, alle spalle di Piazza Hortis) e viene replicato (sempre alle 21.00) venerdì 13 e sabato 14.

Ingresso intero: 15 euro; ridotti (over 60 e abbonati della Contrada) 12 euro; ridotto giovani (fino ai 26 anni) 10 euro. Il calice di vino è compreso nel biglietto.

Informazioni e prevendita dei biglietti presso la biglietteria del Teatro Bobbio (tel. 040.390613/948471 – orari: 8.30-13.00; 15.30-18.30) o al TicketPoint di Corso Italia 6/C (tel. 040.3498276/3498277 – orari: 8.30-12.30; 15.30-19.00).
Informazioni: 040.390613; contrada@contrada.it; www.contrada.it.

2 thoughts on “Darla via… La mia famiglia

  1. Salve,
    vorremmo ringraziarla per la critica e pubblicarla sul nostro sito.
    Cogliamo l’occasione per fare una puntualizzazione:
    noi abbiamo scelto il testo di Liscano perché leggendolo e studiandolo, qualcosa ha colpito le nostre sensibilità, ma per quanto riguarda la messa in scena dello spettacolo, quella è frutto delle nostre decisioni. I “ritmi frenetici e irrazionali” che creano questa “follia collettiva” sono il risultato di un lavoro di regia collettiva di due mesi, scardinando, destrutturando e rimontando sia la struttura che il significato stesso del testo in questione.
    Grazie per l’ascolto e speriamo di rivederla presto a teatro.
    ConsorzioScenico

  2. Buongiorno a voi, è una gradita sorpresa trovare un vostro commento. Vi auguro un percorso pieno di soddisfazioni. Alla prossima volta, Laura Poretti Rizman.
    P.S.
    Potete riportare l’articolo allegando il link di provenienza. Ringrazio

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