Dio Ignoto

Io mi prendo cura di te anche se non ti conosco, anche se non sei ricco, anche se non potrai mai ringraziarmi, anche se non sei mio figlio
Sono Rodolfo Bisatti e con la Kineofilm, società di produzione indipendente, da qualche anno stiamo lavorando alla creazione di questo film che parla della morte e il morire. Non si tratta di un horror o di un thriller ma di un’opera poetica che mostra la Cura, quando si accompagna amorevolmente chi non può guarire. In questo film si racconta dell’elaborazione del lutto, di come una famiglia riesca a gestire il dolore per la perdita di un figlio. Insomma abbiamo, come si suol dire, preso il toro per le corna, siamo entrati in quel dolore totale dal quale tutti rifuggono finché non ci cascano dentro . E’ quindi più ragionevole, proprio per fronteggiare la Sofferenza, occuparsi coscientemente di Lei per tempo, così come ci si prende cura del proprio corpo, della propria crescita spirituale, del lavoro e delle relazioni che intratteniamo con il prossimo.
La realizzazione di questo film è un modo intelligente e profondo per condividere la sofferenza senza esserne sopraffatti. Per affrontare argomenti scientemente in modo responsabile.
AL DIO IGNOTO
“Una delle avventure più straordinarie è avvicinarsi all’abisso e scoprire che il terrore che avevi per la vertigine, la paura di cadere è misteriosamente passato, così anche quella paura della notte e della foresta che provavi da bambino non c’è più. E senti tutto il mondo alle spalle e sei inspiegabilmente tranquillo; nessuno osa realmente avvicinarsi a te, nemmeno tua madre, e quindi spegni lontani nella memoria i clamori della folla, le chiacchiere nei bar, l’invidia e l’ambizione. Ora sei solo con Dio, a tu per tu, come del resto sei sempre stato, e lo sai, da tutta la vita…” (l’autore)

Al “Dio Ignoto” avrà una diffusione nelle sale e in Video On Demand, con annessi dibattiti pubblici per discutere la tematica del fine vita, delle cure palliative, dell’accompagnamento dei pazienti e dell’elaborazione del lutto dei loro famigliari. Abbiamo costruito una cordata di partner che appoggia questa iniziativa. Il progetto del film è il risultato di una lunga attività relativa all’argomento. Il prodotto di questa ricerca ha condotto alla realizzazione di documentari su alcuni importanti hospice- nazionali, il primo fu realizzato nel 2000 quando in Italia c’era soltanto l’Hospice Domus Salutis di Brescia. Il documentario, all’epoca il primo in Italia, fu girato per promuovere le cure palliative e l’avvallo della legge 38 che le regola. Oggi gli Hospice e i centri per la terapia del dolore sono più di 500. C’è però ancora un lungo cammino da fare per sensibilizzare le persone e le istituzioni su questo argomento tabù che ci riguarda tutti; basti pensare al problema ancora insoluto degli hospice pediatrici e di tutte quelle malattie non oncologiche che avrebbero bisogno di un supporto palliativo più’ costante, ramificato ed efficace. Il nostro scopo è che l’opera sia un utile strumento per aiutare chi affronta questo momento così doloroso della vita.
Le Cure Palliative sono nate negli anni sessanta per opera di Cicely Saunders, infermiera di guerra, assistente sociale e infine medico. Questo approccio si basa sull’ascolto dei reali bisogni delle persone malate e delle loro famiglie; non è sufficiente lenire il dolore fisico, c’è bisogno di un concreto sostegno psicologico, sociale e spirituale.
Cicely Saunders definisce il dolore del paziente terminale e della sua famiglia “Dolore Totale”.
Nonostante questa disciplina esista fin dagli anni sessanta, da noi stenta ad entrare nella mentalità corrente, anche nella stessa ottica di molti medici.
La nostra società è stata allestita come se non si morisse mai e se la morte non vale una sua “consumazione mediatica“, è meglio rimuoverla subitaneamente, cancellarne ogni traccia e passare rapidamente ad altro.
L’ecumenismo capitalista offre ai consumatori la ricreazione permanente, l’illusione dell’immortalità materiale, del rinviare di giorno in giorno l’incontro con la propria coscienza, con i temi centrali dell’umanità. I canoni di bellezza e di salute sono quelli fondati sull’iconografia pubblicitaria in tutte le sue estensioni mediali.
Il protagonista del nostro film è la RELAZIONE tra chi si prepara alla fine della propria esistenza e chi rimane. In questa relazione si stabilisce una reciprocità: chi viene accompagnato diventa Maestro di chi lo accompagna.
Curare le Persone è Curare la Società Tra Guarire e Curare c’è una essenziale differenza:
E’ possibile Curare amorevolmente le persone malate anche quando non possono più guarire. Le Cure Palliative sono una realtà concreta, con una legislazione nazionale attiva. La Comunicazione non è un aspetto ancillare di questa dimensione medica, multidisciplinare e umana ma Primario. Ecco perché il film “Al Dio Ignoto”, contribuirà, se riusciremo a farlo grazie al vostro aiuto, a questo processo di consapevolezza sociale. Aiutiamo quest’opera a nascere e a diffondersi. Uniamo le forze. Grazie
Sinossi
Lucia è un’infermiera che ha lavorato in un reparto di terapia intensiva in una grande città fino al giorno in cui si è ammalata la sua primogenita: Susy. Dopo un calvario di dieci mesi Susy muore. La famiglia si spezza: Michael, il padre di Susy, si chiude in se stesso, Gabriel, il fratello minore, insofferente, vive il senso di colpa di essere sopravvissuto. Lucia Intraprende un lungo percorso di riabilitazione; un’elaborazione al lutto che la porterà a cercare di dare un senso al dolore. Così, dopo qualche anno, si specializza in Cure Palliative per dare assistenza e sostegno ai morenti. Da Milano si trasferisce in provincia, seguendo suo marito, desideroso di allontanarsi dai luoghi del dolore e di ritornare nella sua terra natale: Merano. Qui, Lucia, lavora in un’hospice, il Martinsbrunn. In questa clinica incontra dei pazienti che diventano per lei dei veri e propri MAESTRI. Redetti, Mario, Walter, Martina, Irma… Saranno loro, ignari della vicenda di Lucia, a mostrarle la VIA, a dare una svolta concreta alla sua sofferenza, a insegnarle a vivere l’invivibile. Il cambiamento di Lucia provoca quello degli altri componenti della famiglia, in un’alternarsi di chiarimenti e di confronti. Michael inizia a dar voce ai suoi silenzi e Gabriel a trasformare la sua ribellione in una scelta di vita.
Ecco il link per sostenere il progetto AL DIO IGNOTO
Per capire meglio il tema del film c’è questo breve documentario:

https://vimeo.com/98017204

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