Guida agli Acquisti parte 1/2

– Diamo la preferenza a cracker, biscotti, cereali, ecc. confezionati con il cartone riciclato: si riconosce perché l’interno della scatola é grigio. Ogni tonnellata di carta riciclata fa evitare oltre due metri cubi di discarica.

– Acquistiamo più pesce e meno carne di bovino. Ogni anno nel mondo le mucche producono 100 milioni di tonnellate di metano che é  più potente del biossido di carbonio (CO2) nel trattenere il calore del sole.

– Andiamo a fare la spesa con una borsa di tela. Insieme alle pellicole per incartare, i sacchetti costituiscono il 40% dei rifiuti in plastica nelle discariche. Dove restano per 5 secoli.

– Scegliamo le ricariche quando acquistiamo saponi o detersivi per lavatrici. La produzione di cartone che serve per le scatole di detersivo crea solfuro di diossina, un gas nocivo che contribuisce alla formazione di piogge acide.

– Evitiamo l’acquisto di acqua minerale se quella di rubinetto é buona. Ogni anno si gettano via 77 milioni di bottiglie di plastica.

– Acquistiamo verdura e frutta di stagione. I vegetali fuori stagione, coltivati in serre, richiedono un uso massiccio di fertilizzanti chimici e pesticidi, responsabili dell’impoverimento del terreno, dell’inquinamento delle falde acquifere e dell’alterazione dell’ecosistema.

– Preferiamo frutta e verdura locale a quella esotica. Si risparmierà il carburante necessario al trasporto dal Paese d’origine. L’istituto Wuppertal ha mostrato che in Germania gli ingredienti di un vasetto di yogurt alle fragole viaggiano per quasi 8 mila Km prima di arrivare sulla tavola di chi lo acquista. Figuriamoci il viaggio che deve fare un ananas.

– Compriamo lattine sulle quali é dichiarato che si tratta di materiale riciclato. Se in Italia si riciclasse il 50% di lattine si risparmierebbero 50 mila tonnellate di petrolio.

– Non acquistiamo prodotti che abbiano confezioni troppo voluminose. Ogni anno in Italia si buttano nella spazzatura 12 milioni di tonnellate di imballaggi, pari al 35% in volume di tutti i rifiuti solidi urbani.

Ketty Coslovich

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