Enron

Dici di volere un leader
Ma sembra che tu riesca a deciderti
Credo dovresti chiudere la tua mente
E lasciare che io ti conduca nella pioggia viola

Purple Rain

PRINCE

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Luci psicadeliche e musica disco suonata a gran volume aprono la scena mentre sulla parte superiore di quelli che vogliono sembrare grattacieli commerciali scorrono immagini e scritte: la più ricorrente è WHY? la seconda è ONLINE e saranno il filo conduttore di tutta la storia. I suoni a volte ovattati a volte rimbombanti ci portano dentro e fuori una festa, alternando dialoghi che si svolgono tra i protagonisti nel momento della difficile scelta del nuovo Presidente dell’Azienda.

Il testo viene proposto agli spettatori dentro un libro offerto in vendita nella sala e racconta la crisi finanziaria del secolo scorso di un colosso multinazionale americano  che si occupava di energia e che grazie alle idee rivoluzionarie finanziarie di Jeffrey Skilling, è salito ai vertici dei guadagni economici con picchi di valutazione azionaria.

Lo spettacolo racconta questa storia attraverso i suoi personaggi. Sul palcoscenico attori e ballerini si intervallano nell’esibizione rendendo lo spettacolo di imponente durata, fruibile da tutto il pubblico. La storia è ambientata in Texas, ad Huston, negli ultimi anni del millenovecento.

La regia è avveneristica: luci e immagini sono sfavillanti e accompagnano chiaramente l’idea del successo di questa impresa. A fianco ai protagonisti principali dell’azienda però si inseriscono anche dei mostri, che dapprima vestono panni di topi ciechi e giganti, per poi passare a vestire gli abiti di enormi raptor.

I Topi accompagnano il vecchio Presidente il quale li accetta consapevolmente come compagni, quasi a simboleggiare la sventura che sta incombendo sull’azienda causa la sua bramosia di divorare tutti gli introiti, e di fatto mantenendo solamente rapporti sociali, mentre i Raptor sono dei mostruosi e preistorici coccodrilli per metà umani che divorano i debiti e sono stati creati, come aziende fantasma, da un collaboratore responsabile dell’azienda assunto proprio questo motivo. Dapprima questi esseri si attaccano a lui come fossero ombre della sua mente, ma ben presto passano ad offuscare anche la mente del  nuovo Presidente: nessuno dei due riesce a tenerli a bada e ben presto uno dei tre, probabilmente associati all’idea di tre aziende create apposta come azione finanziaria per accollarsi i debiti dell’azienda madre Enron,  morirà per indigestione ma gli altri due prenderanno il soppravento sugli umani distruggendoli nella reputazione.

La musica utilizzata è scelta con cura tra le hit di quegli anni ma anche i testi sono molto  significativi per comprendere il bisogno di quegli anni di riemergere in una nuova età dell’oro, in quella che si annunciava come l’Era virtuale.

Sesso, potere, politica, sono legati al successo di questa Azienda che ha scommesso nel virtuale impalpabile rispetto alla solidità del manufatto. Traders e analisti del mercato ruotano attorno alla creazione di questo Impero, che solo con l’aiuto delle banche e delle promesse come scambio di favori di appoggio di campagne elettorali, è riuscito a imporsi sul mercato raggiungendo vertici di guadagno e di valutazione inimmaginabili.

Lo spettacolo è diviso in piccoli racconti, tutti annunciati attraverso un titolo che appare per pochi attimi sulla parte superiore dei grattacieli: ci troviamo così a sentire il racconto del Tempo è denaro, dell’Alleanza pericolosa, dell’Indigestione, dell’offesa, dell’Arrivo del temporale, del Cerchio d’accusa e del Finale, dove viene decretata una condanna.

Jeffrey Skilling finì in carcere per ventiquattro anni, dove attualmente risiede.

Volevo solo cambiare il mondo! E’ stata la sua difesa, ma la domanda che ne consegue è: Per chi?

Forse soltando per se stesso, visto che tutti i dipendenti sono finiti sul lastrico per aver aderito alla sua campagna di spronamento all’acquisto delle azioni Enron.

A tutti rimane la consapevolezza che perlomeno in questa storia sembra ci sia stata una forma di giustizia che spesso nel nostro Bel Paese viene a mancare dove con una multa di pochi migliaia di euro qualsiasi industriale riesce a celare l’avidità dirigenziale  troppo comune ai nostri giorni.

Uno spettacolo interessante e veramente ben costruito e interpretato che andrebbe visto da tutti perchè, anche a tratti alcune spiegazioni finanziarie possono sfuggire al comprendimento, esplicano chiaramente i giochi di potere dei quali ignaramente noi tutti alla fine ne subiamo le conseguenze.

©Laura Poretti Rizman

Enron PH michele lamanna 40, foto fornita da il Rossetti
Enron PH michele lamanna 40, foto fornita da il Rossetti

“Ultimo titolo di prosa allo Stabile regionale è il drompente Enron dell’autrice inglese Lucy Prebble. Indaga i temi e gli scandali della crisi finanziaria attraverso un linguaggio composito e affascinante orchestrato dalla regia di Leo Muscato. In scena ottimi interpreti e il Balletto Civile di Michela Lucenti. Recite solo il 16 e 17 aprile”.

Il tema della finanza creativa e la creatività graffiante del regista Leo Muscato, del Balletto Civile di Michela Lucenti e degli attori del Teatro Due di Parma si sposano sulla scena alla perfezione, con il risultato di aprire al pubblico prospettive interessanti su uno dei temi più difficili e attuali del nostro tempo.

In scena c’è Enron della giovane autrice inglese Lucy Prebble, da non perdere il 16 e 17 aprile  alle 20.30al Politeama Rossetti, ultimo spettacolo della stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Come sostiene la stessa Lucy Prebble, se dovessimo tradurre nella contemporaneità le lotte di potere dei grandi classici del teatro, come ad esempio Macbeth, bisognerebbe guardare proprio ai confronti cinici e alle spregiudicate strategie dei manager, degli operatori finanziari, capaci di affondare per il loro tornaconto la vita e il futuro di centinaia di persone.

Troviamo proprio questo in Enron, spettacolo che prende il nome dal colosso dell’energia texano che vanta il triste primato del primo clamoroso  tracollo – dopo una vertiginosa ascesa – di un’azienda che si era mossa nel mondo della finanza con incredibile scorrettezza.

L’epopea – che la regia di Muscato pone in scena ricorrendo a un’affascinante commistione di prosa, musica, danza, effetti video – parte all’inizio degli anni Novanta e accompagna i protagonisti e le loro truffe fino al 2006, quando nel giro di tre mesi la Enron fece bancarotta bruciando 60 miliari di dollari, travolgendo il destino di 29.000 dipendenti che persero tutto: il lavoro e (assieme a milioni di piccoli risparmiatori) anche gran parte dei loro averi, dato che l’azienda nelle ultime fasi li costrinse ad acquistare azioni, con la clausola addirittura di non venderle se avessero perduto valore…

Storie che purtroppo fino ad oggi, si sono poi iterate spesso, fra scandali e crolli finanziari (gli stessi produttori del Teatro Due, probabilmente avranno pensato alla parabola italiana di Parmalat, lavorando allo spettacolo).
Il presidente di Enron, Kennet Lee Lay, è il padre della perversa invenzione dei “titoli derivati”, della speculazione finanziaria su base virtuale, mascherava i passivi dell’azienda con una società ombra, sostenuto dall’amministratore delegato Jeffrey Skilling: sullo sfondo dei loro traffici, passa la storia recente americana, il Sex Gate di Clinton, l’elezione di Bush, l’attacco dell’11 settembre… Infine la condanna di presidente e Ad di Enron a oltre vent’anni di carcere.

A Lucy Prebble piacciono i panorami attuali e veri, gli scandali, gli intrighi, e la sua ricostruzione della vicenda Enron è precisa, tagliente: all’autrice (appena ventottenne nel 2009 quando lo spettacolo vide le scene londinesi per la prima volta, approdando in pochi mesi nel West End, poi nei maggiori teatri europei e infine, con grande successo a Broadway) il lavoro drammaturgico è costato quattro anni di ricerche approfondite.
Il caso Enron è ricostruito in scena attraverso la voce e i volti dei suoi protagonisti, scavando nella psicologia e nelle dinamiche della “corporate culture” che sottese le loro azioni.

La musica è il linguaggio che traduce al meglio il senso di euforica perdita di controllo che ha caratterizzato la fase di espansione e di crescita delle aziende in quel periodo e nell’articolato progetto scenico di Moscato si fonde all’affascinante “scrittura fisica” di Michela Lucenti e dei danzatori e all’ottima interpretazione degli attori.

Enron di Lucy Prebble nella traduzione e regia di Leo Muscato si avvale della scrittura fisica di Michela Lucenti.

Sul palcoscenico applaudiremo Roberto Abbati, Alessandro Averone, Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Cristina Cattellani, Ambra Chiarello, Massimiliano Frascà, Francesco Gabrielli, Michela Lucenti, Luca Nucera, Massimiliano Sbarsi, Emanuela Serra

Le scene sono di Federica Parolini, i costumi di Silvia Aymonino, l’ideazione e realizzazione video di Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii e le luci di Luca Bronzo

Enron è una produzione Fondazione Teatro Due in collaborazione con Balletto Civile.

I ruoli sono così distribuiti: KEN LAY, Roberto Abbati – JEFFREY SKILLING, Alessandro Averone – ANDY FASTOW, Massimiliano Sbarsi – CLAUDIA ROE, Michela Lucenti.
Un ensemble di attori per interpretare: AVVOCATO, Maurizio Camilli – DIPENDENTI, Ensemble – TRADERS, Ensemble – LA FIGLIA DI SKILLING, Video – NEWS REPORTER (GAYLE), Emanuela Serra – STAMPA, Ensemble – NEWS REPORTER (ELISE), Emanuela Serra – ANALISTI, Ensemble – ARTHUR ANDERSEN, Massimiliano Frascà – RAMSAY & HEWITT, Luca Nucera e Ambra Chiarello – DEPUTATA, Cristina Cattellani – GEEKS, Massimiliano Frascà, Luca Nucera – RAPTORS, Ambra Chiarello, Michela Lucenti, Emanuela Serra – LEHMAN BROTHERS, Francesco Gabrielli e Luca Nucera – AGENTE DELLA SECURITY, Andrea Capaldi – ANALISTA (Richard Grubman) Luca Nucera – SHERYL SLOMAN, Cristina Cattellani – SENATORE, Francesco Gabrielli – CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, Massimiliano Frascà, Ambra Chiarello, Emanuela Serra  – GIUDICE, Francesco Gabrielli – AVVOCATO 2, Luca Nucera – POLIZIOTTO, Massimiliano Frascà – IRENE GANT, Cristina Cattellani.

Lo spettacolo – in programma alla Sala Assicurazioni Generali per il cartellone Prosa del Teatro Stabile regionale – va in scena per solo due serate, mercoledì 16 e giovedì 17 aprile con inizio sempre alle ore 20.30.

Biglietti ancora disponibili presso i punti vendita e i circuiti consueti dello Stabile regionale e sul sito del teatro www.ilrossetti.it.

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