
17.5.2012 COMPLEANNO DI ERIK SATIE
Tradizionale appuntamento della rassegna per il compleanno di ERIK SATIE (17 maggio 1866), che Bonawentura dedica ogni anno fin dal 1992 a questa figura emblematica della Parigi del primo 1900: amico delle figure più importanti delle avanguardie storiche.
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Sabato 12 maggio a partire dalle 09.00 fino all’arrivo del pubblico (ore 20.00) gli artisti arriveranno al Miela con le loro opere e sceglieranno dove esporle (chi prima arriva meglio alloggia): a loro disposizione ci saranno martelli, chiodi, scala, spago e tutte le pareti e gli spazi del teatro. Ne nasce un happening che si ripete ogni anno e a cui partecipano artisti, nazionali ed internazionali, che dedicano a Satie un loro lavoro sul tema. Alle 20.00 la Kermesse espositiva ASSURDE IRONIE.
Alle ore 21.30 UBU REY lo spettacolo teatrale del Fueddu e Gestu Teatro con regia e adattamento di Giampietro Orrù.
Adattamento dell’Ubu Roi di Alfred Jarry riscritto da Giampietro Orrù in un linguaggio maccheronico che contamina il sardo con il francese, lo spagnolo, l’italiano… in sintonia con la scrittura gestuale di Jarry e il carattere grottesco ironico del testo originario.
Si è mantenuta la funzione simbolica della maschera esplorando lo spirito di questo grottesco personaggio, marionetta umana, brutale, cinica e ingorda di potere e denaro, perfetta sintesi di disumanità e ludico gioco al massacro.
Sul palco si muovono e trasformano pochi oggetti scenici: assemblaggi essenziali di ossa, biciclette e bidoni di latta che hanno permesso di accentuare la dimensione grottesca e cannibalesca di Ubu.
Racconta Giampietro Orrù come nasce la sua opera teatrale: ”Nel 2007 ho costruito una maschera con scarti di legno e cuoio. L’aspetto grottesco, aggressivo allo stesso tempo ridicolo di quella maschera mi ha fato pensare a Ubu, il personato creato da Alfred Jarry. Così è nata l’idea di una messa in scena dell’Ubu Roi. Non appena l’amico Pablo Volta ha saputo del progetto mi ha messo in contatto con Ornella Volta e Thieri Foulc, componenti illustri del Collège de ‘Patafysique Francese. Ho inviato loro il mio adattamento dell’Ubu, riscritto in linguaggio maccheronico che contamina il sardo con il francese, lo spagnolo, l’italiano…in sintonia con la scrittura gestuale di Jarry e il carattere grottesco ironico del testo originario. Entrambi mi hanno scritto che oltre ad aver “capito” finalmente il sardo si erano divertiti tantissimo a quella sintesi “sardonica”.” E di come ha cercato di mantenere nello spettacolo la funzione simbolica della maschera, scansando ovvie attualizzazioni, esplorando lo spirito di questo grottesco personaggio, marionetta umana, brutale, cinica ed ingorda di potere e denaro, perfetta sintesi di disumanità e ludico gioco al massacro.
Pochi oggetti scenici, assemblaggi essenziali di ossa, biciclette e bidoni di latta hanno permesso di accentuare la dimensione grottesca e cannibalesca di Ubu. Il gioco trasformistico, realizzato con i materiali poveri, evocativi e simbolici, la teatralità di gestualità e voce.
Domenica 13, alle ore 21.00 l’HOMMAGE A’ ERIK SATIE .«Probabilmente ci sarà un po’ di musica»: ironia del vuoto nei cari Cage e Satie. Incontro con Daniele Martino e Orietta Fossati. A seguire: lettura di testi tratti da Erik Satie a cura Laura Bussani e concerto per pianoforte di Letizia Michielon con un programma musicale tutto da godere, musiche di G. Fauré, J. Cage, E. Satie, P. Boulez, O. Messiaen e M. Ravel.
Martedì 15 maggio, ore 18.00 la rassegna si sposta alla Stazione Rogers con la selezione di concerti, teatro sperimentale, cantanti, tra i più interessanti presenti su YouTube.
Alle ore 21.00 il reading poeticosonoro “CASADOLCECASA” La mia casa è una casa in cui nessuno si sente a casa…In cui le parole e i suoni si sono composti insieme procedendo paralleli, intrecciandosi, confondendosi, sovrapponendosi… a formare un percorso tra le stanze della casa della malinconia e degli orrori, dei desideri e della nostalgia, degli affetti e della pulizia, dei rumori, delle assenze, dei suoni e delle partenze…. la casa è un riparo ma anche un precipizio, è un nido, un nodo, una chiusura spalancata, una nave ombelicale, una parata…
“Casadolcecasa vuole essere anche una traccia che riporta a Erik Satie e alla sua musique d’ameublement con la quale Satie voleva confondere la musica con il suono delle forchette e il brusio della conversazione durante la cena, i passi nel corridoio con il rumore dei cassetti in camera. Queste composizioni di “musica d’arredamento” non sono fatte per essere ascoltate in silenzio e seduti. Il pubblico è invitato a muoversi,e a discutere..
Mercoledì 16 maggio: IL CINEMA AL TEMPO DI SATIE. Alle ore19.00 MÉLIÈSERIE viaggio nel cinema “impossibile” di Georges Méliès. Alle ore 21.30
“HUGO CABRET” di Martin Scorsese; con Con Ben Kingsley, Sacha Baron Cohen, Asa Butterfield, Chloe Moretz, Ray Winstone. USA, 2011, col., 125’, versione italiana
A chiudere la settimana, nel giorno del compleanno, giovedì 17 maggio alle ore 21.00 il concerto, UNA CERTA PREDISPOSIZIONE ALLA CONTENTEZZA.
Alessandra Celletti, pensando a Satie, suona Cage nel centenario della sua nascita.Concerto per pianoforte preparato e pianoforte giocattolo.
Musiche di John Cage, Erik Satie e Alessandra Celletti,
“Ho immaginato questo concerto come un viaggio a 360 gradi nel visionario mondo del compositore americano: cercherò di “onorare i suoni piuttosto che renderli schiavi”, di comunicare “una certa predisposizione alla contentezza”, di poter “ragionevolmente immaginare di poter avere in futuro, un altoparlante capace di volare nello spazio”.
Alessandra Celletti
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“Per interessarsi a Satie occorre cominciare non avendo interessi, accettare che un uomo sia un uomo… non si tratta di sapere se Satie è valido. Egli è indispensabile.” (John Cage).