Far finta di essere sani 🗓

Per ora rimando il suicidioE faccio un gruppo di studioLe masse, la lotta di classe, i testi gramscianiFar finta di essere sani
Far finta di essere un uomo con tanta energiaChe va a realizzarsi in India o in TurchiaIl suo salvataggio è un viaggio in luoghi lontaniFar finta di essere saniFar finta di essere
Giorgio Gaberščik, in arte Giorgio Gaber, è stato un cantautore, commediografo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano, tra i più importanti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra. Sandro Luporini è un riferimento importante nella cultura contemporanea, attraverso l’opera pittorica e l’attività di scrittore e coautore dei testi negli spettacoli teatrali di Giorgio Gaber e del suo teatro canzone.
Far finta di essere sani è un album di Giorgio Gaber pubblicato nel 1973. Registrato in studio, raccoglie le canzoni dell’omonimo spettacolo scritto da Gaber e Sandro Luporini che ha condiviso con Gaber la paternità di canzoni e spettacoli.
Allegerito dall’ironia, nel testo si svolge un’analisi politico e sociale che inizialmente può sembrare pessimistica ma offre la possibilità di guarigione partendo da se stessi. 
Negli anni moltissimi spettacoli di Gaber sono stati portati sui palcoscenici triestini, e proprio a Trieste, città paterna, Gaber era legato e ci tornava spesso. La città del resto non lo ha mai deluso nè dimenticato, omaggiandolo anche di un angolo a lui dedicato e riportando sovente sulla scena i suoi spettacoli.
In questa occasione, Far finta di essere sani ritorna  sotto la regia e l’adattamento di Emilio Russo.
In scena Andrea Mirò a dirigere il gruppo formato da Enrico Ballardini e i “Musica da Ripostiglio”, formati da Luca Pirozzi, Luca Giacomelli, Raffaele Toninelli, Emanuele Pellegrini.
Uno spettacolo che nasce come un monologo, che viene trasformato in un dialogo tra le parti, spesso musicali.
Un dialogo che non perde ma acquista valore, nella splendida esecuzione artistica degli attori e musicisti.
Una scena che ricorda un palco da locali di cabaret, degli abiti semplici che riportano alla memoria la classe di Gaber e delle immancabili bretelle rosse.
In tanti sul palcoscenico, in tanti rispetto al monologo di Gaber, ma volendo analizzare per bene, la moltiplicazione dei “Gaber” non può che far bene a questo mondo. Non a caso, proprio lui è divenuto materia di studio scolastico.
Laura Poretti Rizman
“Far finta di essere sani” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini con Andrea Mirò, l’attore Enrico Ballardini e i “Musica da Ripostiglio”, foto fornita da ufficio stampa

UN OMAGGIO A GIORGIO GABER

TRA MUSICA E TEATRO, SULLA TRACCIA DEL SUO SPETTACOLO PIÙ FAMOSO

 

“FAR FINTA DI ESSERE SANI”

CON ANDREA MIRÒ, ENRICO BALLARDINI E I “MUSICA DA RIPOSTIGLIO”

 

20 GENNAIO ORE 20.30

TEATRO ORAZIO BOBBIO – TRIESTE

 

Dalla comparsa in scena di “Far finta di essere sani” sono passati quasi 50 anni, tanti. Eppure lo spettacolo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini non ha perso un grammo della sua attualità e del suo spirito caustico: lo riscopriremo insieme nell’omaggio portato sul palco del Teatro La Contrada dalla cantautrice e musicista Andrea Mirò, l’attore Enrico Ballardini e i “Musica da Ripostiglio”, con la regia di Emilio Russo, venerdì 20 gennaio alle ore 20.30 al Teatro Orazio Bobbio di Trieste, in data unica, come evento speciale della Stagione 2022/2023 del Teatro La Contrada.

«Abbiamo scelto di riportare in scena “Far finta di essere sani” prima della pandemia, e mai spettacolo ha avuto un titolo più in tema con quello che stavamo vivendo», dice Andrea Mirò. «È uno degli spettacoli più famosi, più forti e più conosciuti di Gaber dal punto di vista dei contenuti e delle canzoni».

“Far finta di essere sani” ha esordito nell’ottobre del 1973, a Genova, poi le sue canzoni canzoni, da “Lo shampoo” a “La comune”, da “Chiedo scusa se parlo di Maria” a “La libertà”, sono state pubblicate in forma di doppio disco. Stupisce e rincuora il fatto che Gaber sia riuscito ad anticipare i tempi, a scrivere la storia prima ancora che questa fosse presente: del resto lui era capace di raccontare la realtà come pochi al mondo ma, allo stesso tempo, di andare oltre. In “Far finta di essere sani” tutto questo è ancora più evidente. Lo spettacolo però, in questa messa in scena, prende nuova forma e un nuovo registro. «Ci premeva non farne una copia: per l’ironia, la tragedia, i rimandi, apparteneva totalmente a Gaber», dice Andrea Mirò. «Abbiamo pensato più alla celebrazione di un classico che puoi rimaneggiare, anche ribaltare, perché ormai appartiene alla storia. Abbiamo preso i monologhi più lunghi e li abbiamo trasformati in dialoghi tra me e Ballardini. I “Musica da ripostiglio”, quattro fantastici musicisti, insieme a noi hanno attualizzato e riarrangiato musicalmente i brani. Per chi ha visto quello spettacolo allora, o chi lo sente attraverso il disco, sarà come se fosse la stessa casa alla quale abbiamo cambiato un po’ l’arredamento».

L’ironia si fa più dominante e a volte anche un po’ più aggressiva. Il tema che già trapelava negli spettacoli precedenti è quasi esclusivamente quello dell’“interezza”: «Pare che l’uomo attraversi una fase un po’ schizoide dove a volte il proprio corpo è assai distante da certi slanci ideali. L’analisi, anche se alleggerita dall’ironia, può sembrare pessimistica ma suggerisce la possibilità di abbracciare le più grosse realtà sociali partendo da se stessi». Suona attualissimo, anche a 50 anni di distanza.

FAR FINTA DI ESSERE SANI

di Giorgio Gaber e Sandro Luporini

adattamento e regia di Emilio Russo

con Andrea Mirò, Enrico Ballardini e “Musica da Ripostiglio”

costumi Pamela Aicardi

luci Andrea Violato

produzione Tieffe Teatro Milano/Viola Produzioni srl

in collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber

20 GENNAIO, ORE 20.30

TEATRO BOBBIO – TRIESTE

Scheduled Arte e spettacolo Trieste

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