Andrea Scanzi, racconta la vita di Gaber, colui che non è stato solo un cantante, ma anche un filosofo, un sognatore, un utopista.
Il racconto si dipana come fosse un documentario, in maniera scientifica e storica, viene analizzato nel suo percorso artistico e intellettuale. Ma chi lo racconta in fondo, ne è rimasto incantato proprio attraverso la scintilla che la magia del palcoscenico procura. Il pubblico lo scopre a fine spettacolo, quando Scanzi parla di quella foto divenuta famosa, e scattata proprio da lui.
Una foto che vede Gaber interpretare uno dei suoi successi, ma che soprattutto fa scegliere la strada da percorrere a quel giovane uomo che diventerà poi un grande giornalista.
Scanzi ci racconta Gaber lungo gli anni della sua vita. Anni di ribellione e di volontà di cambiare il mondo in qualcosa di migliore.
Li percorre tutti, attraverso filmati e registrazioni delle canzoni che hanno segnato le tappe principali della carriera di Gaber. Attraverso le sue canzoni, ci ritroviamo nella nostra storia, quella italiana, politica e artistica.
Anni di volontà e bisogno, ma anche anni di consapevolezza che si riducono in inadeguatezza nel creare un sistema migliore.
Nello scorrere tra canzone e canzone, sentiamo il racconto delle emozioni di Gaber: i suoi contatti con gli artisti del tempo, Mina e De Andrè, il suo rapporto d’amicizia e lavoro con Luporini, il suo osservare i politici, i borghesi, la classe operaia. Ritroviamo i suoi intenti spezzati e la sua rabbia, urlata ma anche raccontata attraverso le lacrime. Un Gaber analizzato sotto mille aspetti, ma che ogni volta, e questa volta è una in più, ci stupisce per il suo anticonformismo fuori del tempo nel quale viveva.
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©Laura Poretti Rizman
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“Andrea Scanzi e Gorgio Gaber, il giornalista racconta l’artista e calca, per lui, il palcoscenico: questo il cuore della lezione-spettacolo Gaber se fosse Gaber, scritta e interpretata dallo stesso scanzi e messa in scena dalla Fondazione Gaber. Alla Sala Assicurazioni Generali, soltanto il 18 dicembre per il cartellone altripercorsi dello Stabile regionale.”

Da 10 anni Giorgio Gaber non c’è più… ma non per il pubblico del Politeama Rossetti, da sempre legato all’artista milanese, di origini triestine. Il palcoscenico dello Stabile ha accolto molte volte lo spirito iconoclasta ed arguto di Gaber fino al 1998 – anno di Un’idiozia conquistata a fatica, il suo ultimo lavoro – e dal 2003 ha continuato ad evocarlo, attraverso spettacoli ispirati alla sua intelligenza e personalità firmati da artisti come Neri Marcorè, Maddalena Crippa…
Mai però – come accade ora – attraverso lo sguardo di un giornalista dello spessore di Andrea Scanzi. A lungo giornalista de La Stampa ora firma eclettica del Fatto Quotidiano e MicroMega, ha pubblicato per Giunti e Mondadori, prima di approdare a Feltrinelli ed è un noto volto televisivo, soprattutto su La7.
Andrea Scanzi è infatti autore e protagonista di Gaber se fosse Gaber in scena per una sola sera – nell’ambito del cartellone altripercorsi – mercoledì 18 dicembre alle ore 20.30.
Gaber se fosse Gaber è un Incontro-Spettacolo proposto e prodotto dalla Fondazione Gaber.
In 90 minuti, il pubblico assiste allo scorrere di immagini e filmati – spesso inediti – ai quali si alterna l’analisi affabulatoria di Scanzi. Il giornalista ne è dunque il protagonista, con Gaber, e raccontando emoziona chi ha conosciuto e amato quest’artista, ma soprattutto coinvolge quel pubblico giovane che non lo ha potuto conoscere.
Dalla vasta produzione dello straordinario artista, Scanzi sceglie di soffermarsi maggiormente sul Teatro-Canzone, da cui trae, ad esempio “Quando è moda è moda”, “Qualcuno era comunista”, “Io se fossi Dio” ecc.., e brani che gli permettono di analizzare, quasi come in una “lezione teatrale”, le cifre dell’intellettuale italiano.
La presenza scenica, la mimica, la lucidità profetica, il gusto anarcoide per la provocazione e il coraggio (a volte brutale) di “buttare lì qualcosa”, l’avere anticipato così drammaticamente i tempi, fanno del pensiero di Gaber-Luporini, oggi più che mai, un attualissimo riferimento per personaggi della politica, dello spettacolo, della cultura, del nostro sociale quotidiano.
La Fondazione Gaber è felice della proposta e del successo di questo Incontro-Spettacolo, certa com’è di contribuire a mantenere vive le coscienze, scuotendole, e ampliando il grande messaggio alle nuove generazioni.
Gaber se fosse Gaber va in scena alla Sala Assicurazioni Generali mercoledì 18 dicembre alle ore 20.30: la replica è unica.
L’ufficio stampa