Ogni volta che ascolto Goldoni non comprendo appieno se appartiene al popolo dei maschi che giudica la femmina inferiore, superiore o alla pari. Nei Rusteghi questa domanda è quanto mai più forte, e la risposta, per quanto riposta in un mondo d’usi e costumi che sembra lontano, in realtà potrebbe pendere dalla parte dell’eguaglianza. A mio avviso lui, come altri grandi illuminati, aborrisce in realtà ogni forma di supremazia, sia dall’una che dall’altra parte.
Rivedere I Rusteghi fa sempre piacere. Ogni forma scenica e recitativa è un voler dimostrare affetto per la parte storica del teatro, per il cuore di quest’arte. Sulla scena un regista che nonostante l’età riscalda il cuore. Nel suo essere acconciato, chissà per quale motivo, per un attimo mi ritrovo a pensare ad un altro grande della scena, sia pur per la maggior parte televisiva, Raimondo Vianello. Ottima interpretazione da parte di tutti gli attori, che in un’armonia complessiva hanno saputo ridare vita con i loro modi ad una rappresentazione molto amata.
Laura Poretti Rizman
I rusteghi
di Carlo Goldoni
riduzione e adattamento di Giorgio Amodeo
regia di Gianfranco Saletta
con
Gianfranco Saletta, Eva Mauri, Riccardo Canali, Giorgio Amodeo,
Mairim Cheber, Federica Zoldan, Riccardo Beltrame, Liliana Decadeva,
Sergio Maggio e Julian Sgherla
Teatro Orazio Bobbio
(Via del Ghirlandaio 12, Trieste)
Martedì 6 Dicembre 2011
ore 16.30
(lo spettacolo replica mercoledì 7 alle 20.30)
Martedì 6 e mercoledì 7 dicembre andrà in scena al Teatro Orazio Bobbio “I rusteghi”, capolavoro di Carlo Goldoni in una nuova edizione prodotta da Gorizia Spettacoli e dal Gruppo Teatrale per il Dialetto di Gianfranco Saletta.
“I rusteghi” costituisce uno dei vertici assoluti della drammaturgia goldoniana. “Rusteghi” sono esseri burberi e irosi, esempio estremo di come l’uomo borghese, attento alle sorti economiche e alla rispettabilità della famiglia, possa degenerare, divenendo gretto e prepotente.
La vicenda ha per protagonisti quattro di loro: Lunardo, Canciano, Simon e Maurizio. Quando Lunardo decide di combinare il matrimonio della figlia Lucietta con Filippetto, figlio di Maurizio, senza che i ragazzi vengano neppure consultati, le donne decidono di ribellarsi. Margarita, matrigna di Lucietta – aiutata da Felice, moglie di Canciano, e Marina, moglie di Simon – all’insaputa dei mariti, riesce a far sì che i due giovani possano almeno incontrarsi prima delle nozze. I quattro uomini, saputa la cosa, montano su tutte le furie, ma è Felice, nel corso della splendida scena finale, a dimostrare quanto assurdo sia il comportamento dei rusteghi; questi, seppure di malavoglia, riconoscono i loro torti e si rassegnano ad accettare la nuova situazione.
La commedia si caratterizza per una analisi psicologica particolarmente attenta, che trova riflesso anche sul piano linguistico: il dialogo brioso e spumeggiante delle donne si contrappone a quello cupo e nervoso degli uomini. Viene messo in scena lo scontro tra il nuovo e l’antico, tra una concezione di vita rigida e una più moderna, fondata sul dialogo e sulla reciproca comprensione, analizzando anche la condizione femminile e la sua nascente emancipazione; l’uomo infatti rappresenta il passato, e la donna l’equilibrio, la serenità e il progresso.
Ridotto e adattato per le scene da Giorgio Amodeo, lo spettacolo è il nuovo allestimento del Gruppo Teatrale per il Dialetto, diretto da Gianfranco Saletta, che continua la fortunata serie di produzioni teatrali dopo: “Udrai nel mar che mormora” (1999), “Porto sconto” (2000), “Un biglietto da mille corone” (2001), “Marinaresca” (2002), “Una dona de polso” (2003), “I botoni de la montura” (2004), “Beato el turco” (2005), “El vapor de fero” (2006), “Locanda Granda” (2007), “I Nobili Ragusei” (2008), “La finta ammalata” (2009) e “I titoli dell’Imperatore” (2010).
Gianfranco Saletta, Giorgio Amodeo, Riccardo Beltrame e Sergio Maggio interpretano i quattro “rusteghi”, mentre Felice, Margarita e Marina hanno il volto di Eva Mauri, Mairim Cheber e Liliana Decaneva. Federica Zoldan e Julian Sgherla sono i due giovani fidanzati, con Riccardo Canali nel ruolo del conte Riccardo.
Diretto da Gianfranco Saletta, “I rusteghi” si arricchisce con le scenografie di Remigio Gabellini, i costumi di Rossella Plaino e le musiche di Livio Cecchelin.
Presentato fuori abbonamento nella Stagione di Prosa della Contrada, “I rusteghi” debutta martedì 6 dicembre alle 16.30 e replica mercoledì 7 alle 20.30.
Il biglietto intero è di 10 €; ridotto 8 € (per gli spettatori sopra i 60 anni e per gli abbonati della Contrada); ulteriore riduzione a 7 € per ragazzi e studenti sotto i 26 anni.
Prevendita dei biglietti e prenotazione dei posti presso la biglietteria del Teatro Bobbio (tel. 040.390613/948471 – orari: 8.30-13.00; 15.30-18.30) o al TicketPoint di Corso Italia 6/C (tel. 040.3498276/3498277 – orari: 8.30-12.30; 15.30-19.00). Prevendita On Line: Circuito VIVATICKET by Charta (vivaticket.it).
Informazioni: 040.390613; contrada@contrada.it; www.contrada.it.
Il capolavoro di Goldoni “I rusteghi” fuori abbonamento al Teatro Bobbio
nella nuova edizione della compagnia di Gianfranco Saletta.
Comunicato Stampa n°21.
Trieste, 2 dicembre 2010