C’era molta attesa per il nuovo spettacolo Il canto della caduta di Marta Cuscunà la quale, insieme alla collaborazione con valenti professionisti di video, light, music design e innovazione con i tecnopolimeri, in co-produzione con centrale Fears, CSS teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, teatro stabile di Torino, Sao Luis teatro municipale di Lisbona e con il teatro stabile di Bolzano, ha messo in piedi uno spettacolo veramente innovativo.
Marta Cuscunà fa parte del progetto Fies Factory di Centrale Fies e queste sue collaborazione continua e l’hanno portata a sviluppare sempre maggiormente il suo talento artistico. In questo spettacolo della durata di un’ora ci sono varie rappresentazioni artistiche unite insieme: l’arte della costruzione delle marionette e della loro vitalità nei movimenti sono davvero accurate. Sul palcoscenico si sono viste due tipologie di marionette la prima classica e la seconda più somigliante a un’idea futuristica dove l’acciaio prende il posto dei fili. La capacità attoriale di dar voce a più personaggi nello stesso momento si unisce alla capacità atletica e mimica nel muoversi sul palcoscenico e nello saper dare la giusta intonazione di movimento. Anche la scelta sonora ha il suo valore perchè con il suo movimento d’aria incute emozioni anche sul corpo e non solo nell’ascolto e nella visione. Non da ultimo l’utilizzo di uno schermo con delle proiezioni, a tratti volontariamente disturbanti al fine di creare un senso di fastidio nei confronti di quanto stava accadendo sul palcoscenico attraverso il racconto della storia; quest’ultima forma artistica portava il pubblico direttamente davanti a un’istallazione degna di una Biennale veneziana.
Uno spettacolo che soprattutto porta avanti il filone di denuncia nei confronti di una parità di genere mancata, che Marta Cuscunà ha sempre seguito: il racconto della leggenda dolomitica del popolo di Fares che fino all’arrivo del popolo marziale viveva in pace in armonia con le marmotte del territorio.
Uno spettacolo che va visto, anche se a tratti infastidisce per la presenza di lampi continui e dei suoni molto accesi narra soprattutto l’orrore e la follia nella perseveranza della guerra come risposta alla vita.
Personalmente questo spettacolo mi ha portato in una dimensione onirica atavica di grande simbolismo e significato che forse, anch’io, negli anni, avevo trascurato.
Laura Poretti Rizman

“Marta Cuscunà è ospite della Stagione “altri percorsi” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con il suo nuovo spettacolo, “Il canto della caduta” in scena alla Sala Bartoli da martedì 8 a domenica 13 gennaio”.
Nello spettacolo ci sarà la presenza di forti e ripetuti suoni disturbanti e frequenti lampi di luce durante lo spettacolo.
Dall’8 gennaio alle 19.30, alla Sala Bartoli, è in scena lo spettacolo “Il canto della caduta” di e con
Marta Cuscunà.
Artista monfalconese, ma di formazione e carriera internazionale, Marta Cuscunà crea seguendo
una poetica e linguaggi originalissimi, esprimendosi attraverso il teatro visuale, sperimentando e
costruendo arte sulla base di uno studio meticoloso. Ne risulta un tipo di teatro singolare, raffinato e
dalla notevole forza emotiva, che ritorna allo Stabile regionale dopo l’applaudito “La semplicità
ingannata” ospitato a Trieste nel 2014.
Il mito di Fanes è una tradizione popolare dei Ladini, una piccola minoranza etnica che vive nelle
valli centrali delle Dolomiti. È un ciclo epico che racconta di un regno pacifico guidato da donne
regine, distrutto dall’inizio di un’epoca del dominio e della spada.
È il canto nero della caduta nell’orrore della guerra.
Oggi siamo ancora immersi in un sistema di guerre incessanti. Sembra che la guerra sia parte
inevitabile del destino dell’umanità.
Il mito di Fanes, invece, narra di un tempo d’oro della pace che è andato perduto.
Il canto della caduta vuole portare alla luce il racconto di come eravamo, di quell’alternativa sociale
auspicabile per il futuro dell’umanità che viene presentata sempre come un’utopia irrealizzabile. E
che invece, forse, è già esistita.
Al centro dello spettacolo c’è il tema della guerra.
Una guerra non si vede mai sulla scena. Eppure c’è, restituita al pubblico dal punto di vista degli
unici personaggi che ne traggono sempre vantaggio: i corvi.
Il protagonista principale della messa in scena è dunque uno stormo di corvi animatronici,
manovrati attraverso joystick meccanici, progettati e realizzati dalla scenografa Paola Villani.
Il tentativo che sta alla base del progetto scenografico è quello di scardinare l’immaginario del teatro di figura, che in Italia è ancora molto legato alla tradizione popolare, attraverso l’utilizzo di alcune tecnologie di animatronica comunemente applicate al mondo degli effetti speciali cinematografici e realizzate con elementi di componentistica industriale.
Il canto della caduta
Di e con: Marta Cuscunà
Progettazione e realizzazione animatronica: Paola Villani
Assistente alla regia: Marco Rogante
Progettazione video: Andrea Pizzalis
Lighting design: Claudio “Poldo” Parrino
Partitura vocale: Francesca Della Monica
Sound design: Michele Braga
Esecuzione dal vivo luci, audio e video: Marco Rogante
Costruzioni metalliche: Righi Franco Srl
Assistente alla realizzazione animatronica: Filippo Raschi
Collaborazione al progetto: Giacomo Raffaelli
Distribuzione: Laura Marinelli
Staff Centrale Fies: Ioana Bucurean, Maria Chemello, Laura Rizzo, Stefania Santoni, Virginia Sommadossi
Co-produzione: Centrale Fies, CSS Teatro stabile d’innovazione del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Torino, São Luiz Teatro Municipal | Lisbona
In collaborazione con: Teatro Stabile di Bolzano, A Tarumba Teatro de Marionetas | Lisbona
Residenze artistiche: Centrale Fies, Dialoghi–Residenze delle arti performative a Villa Manin, São Luiz Teatro Municipal, La Corte Ospitale
Con il contributo del Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto-Teatro Dimora | La Corte Ospitale”
Sponsor tecnici: igus®
innovazione con i tecnopolimeri; Marta s.r.l. forniture per l’industria
Si ringraziano Daniele Borghello, Cattivo Frank-Franco Brisighelli, Erika Castlunger, Ulrike Kindl, Andrea Macaluso, Alessandra Marocco, Famiglia Medioli-Valle, Giuseppe Michelotti, Giuliana Musso, Bernardetta Nagler
Marta Cuscunà fa parte del progetto Fies Factory di Centrale Fies
“Il canto della caduta” va in scena alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti da martedì 8 a domenica 13 gennaio per il cartellone “altri percorsi” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040. 3593511.