Il sole e gli sguardi

Pier Paolo Pasolini

Supplica a mia madre

 

È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

 

Meraviglioso. Stupendo.

Ebbene si, lo so bene, non si inizia una recensione con questi termini così esagerati, ma io scrivo da anni le mie impressioni in maniera spontanea e questi sono i vocaboli che riesco a trovare per questo spettacolo di pura poesia.

Perchè qui tutto è perfettamente godibile. La scena che si muove trasmettendo un senso preciso di sensazioni che unite alle parole fuori campo riescono a raccontare appieno la vita di Pier Paolo Pasolini attraverso le sue parole.

Gli inserimenti video in contesti inusuali poi aggiungono merito, così come la scelta delle luci, ma la genialità che completa l’opera è la creazione sul campo di opere artistiche che  tolgono il fiato.

La magistrale interpretazione di Luigi Lo Cascio poi non poteva essere meglio eseguita.

Dovessi dare un Premio a questo lavoro, lo farei immediatamente.

Assolutamente da non perdere, è un consiglio!

Laura Poretti Rizman

foto fornita dal Teatro Stabile del FVG
foto fornita dal Teatro Stabile del FVG

“Luigi Lo Cascio ne Il sole e gli sguardi traccia un ritratto di Pier Paolo Pasolini attraverso l’opera poetica di questo grande protagonista della cultura del Novecento. Regista e protagonista della suggestiva messinscena, Lo Cascio ritorna alla Sala Bartoli da martedì 22 a domenica 27 novembre per la stagione altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.

Dopo le magnetiche prove in Otello, nel 2015, e nel kafkiano Nella tana, nel 2006, Luigi Lo Cascio ritorna al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con una proposta che intreccia teatro e poesia nel nome di Pier Paolo Pasolini: uno spettacolo dalle raffinate suggestioni che debutta alla Sala Bartoli martedì 22 novembre e vi replica fino a domenica 27 per la stagione altripercorsi.

Il sole e gli sguardi – questo il titolo dello spettacolo – impreziosisce il percorso di approfondimento che il Teatro Stabile ha dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini, facendo conoscere al pubblico questo protagonista della cultura del Novecento da un’angolazione ancora diversa, dopo le produzioni a lui dedicate, Una giovinezza enormemente giovane con Roberto Herlitzka e la regia di Calenda e Porcile diretto da Valerio Binasco.

Quando il 2 novembre 1975 Pier Paolo Pasolini morì, nelle violente circostanze di cui si continua ancora a discutere, si narra che il suo amico Alberto Moravia urlasse «Abbiamo perso prima di tutto un poeta».
Sembrerebbe difficile, davanti all’immensità della produzione pasoliniana (fu intellettuale, romanziere, cineasta, critico, saggista, drammaturgo), focalizzarsi su un unico aspetto: eppure la poesia, per Pasolini, rappresentava una dimensione d’elezione. Egli intrattenne con la poesia un rapporto costante, a partire da quando, a sette anni appena, compose i primi versi.

L’espressione lirica, potente e delicata assieme, sembra pervadere anche le altre dimensioni della sua arte: la riconosciamo in tante opere teatrali scritte in versi, e nel suo cinema che egli stesso definiva “di poesia”.

Proprio alla dimensione poetica, con l’intuizione e la sensibilità che gli sono proprie, si è volto Luigi Lo Cascio – artista di raro talento e finezza – per creare un particolare ritratto, anzi proprio un “autoritratto” di Pier Paolo Pasolini.
Nasce così Il sole e gli sguardi, che segna il primo incontro sulle tavole del palcoscenico, fra l’attore e regista e la scrittura pasoliniana: lo spettacolo è una produzione del CSS – Teatro Stabile d’innovazione del FVG e del Teatro Metastasio, ed è scritto, diretto e interpretato da Luigi Lo Cascio, accompagnato sulla scena da Nicola Console, un artista visivo che nel corso di ogni spettacolo realizza alcuni disegni, richiamando in qualche modo anche l’aspetto di Pasolini “creatore di immagini”, attraverso il cinema e la pittura.

Lo Cascio ha avuto modo in più occasioni di esprimere la propria soddisfazione per la genesi di questo ultimo lavoro: di certo è stato profondamente impegnativo per lui analizzare l’opera poetica pasoliniana per enuclearne tante tessere di mosaico, tanti tratti capaci, nel loro assieme, di restituirci il profilo dell’intellettuale.

Un’operazione che ha affrontato forte della sua cultura, ma anche con l’aiuto – nel momento creativo – dell’apporto musicale, un work in progress di Andrea Rocca, e delle fascinazioni sceniche di Alice Mangano.

Nei versi interpretati da Lo Cascio ritroveremo dunque il Pasolini presago nel suo pensiero sul mondo, la sua riflessione sull’arte e sulla poetica, ma anche parole – come le ha definite l’artista – “nude e abbaglianti” che ci restituiranno il ritratto più intimo e fragile del poeta di Casarsa, pur senza nulla togliere alla sua anomalia, alla sua libertà, alla sua feconda contraddizione.

Il sole e gli sguardi va in scena martedì 22 alle ore 19.30 alla Sala Bartoli, e replica mercoledì, giovedì e sabato alle 21, venerdì nuovamente alle 19.30 e domenica in orario pomeridiano alle 17.

Per abbonamenti e per i posti ancora disponibili ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

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