
presenterà una serie di piccoli lavori su carta dal titolo “dubito ergo cogito” che volutamente non sono attuali, ma li presenta riconoscendoli come se li avesse appena compiuti. Sono alcuni dei suoi famosi paesaggi sospesi costituiti da luoghi indefiniti e senza tempo che diventano tangibili grazie alla saturazione dei suoi colori prediletti quali il bianco, il nero e tutte le loro sfumature. In mostra queste opere diventano ancora più intense allo sguardo dello spettatore grazie ad una sapiente sequenza espositiva.
Marco Stoppa descrive appieno il concetto delle opere di Manuela: “Di fronte al primitivo sconosciuto proposto da Manuela Sedmach, gli osservatori stessi sono costretti a giocare con il tempo prima di esprimere un giudizio, dilatare il tempo della risposta prima dell’arrivo dell’ansia per scoprire ciò che c’è al di là di quella densa atmosfera di nebbia che ci separa da una luce vibrante e misteriosa, l’unico punto di riferimento in un luogo senza coordinate”.
In occasione di questa esposizione inoltre sarà presentato un lavoro nuovo e concettualmente distintivo dal percorso classico di Manuela. Infatti saranno esposte alcune piccole opere in matita su carta con supporto ligneo dal titolo “folta quebrada encontrada na rua mira da naia”. Un progetto nel progetto nato da una foglia rotta trovata a rua da Naia in Portogallo e raccontata dall’artista da diversi punti di vista.Barbara Stefani
presenta un particolare polittico di dipinti, sempre di piccolo formato, ad omaggio e di personale interpretazione dell’atmosfera sospesa de “I nottambuli” di Edward Hopper.
In questo lavoro Barbara crea una sequenza visivamente geometrica e ritmata dell’opera citata su un supporto di scatole di carta, object trouvè, di primitiva utilità quali porta occhiali.
La scenografia hopperiana viene attraversata dall’artista e scomposta in singole scansioni verticali, pitture ad acrilico dalla inconsueta varietà cromatica. Il susseguirsi delle inquadrature crea, nella visione di insieme, una ricomposizione originale e onirica del soggetto. Barbara ritiene che ogni singolo “frame” si possa considerare un percorso tra presente e futuro come se ad ogni passo si sostasse, indugiando intimamente, come se il passaggio precedente anticipasse quello successivo, suggerendo un continuum emotivo.
Anche in questa serie, intitolata “Le tracce mnemoniche sono vive”, si parla di tempo e di gestione dello spazio. Opere che consentono di emergere dalla frammentarietà, generando senso e recuperando complessità.
Elisa Vladilo
Le opere di Elisa sono un’esplosione di piccoli lavori dai colori vivaci che sottolineano il suo percorso artistico utilizzando pastello e acquerello su carta e supporto ligneo. Un susseguirsi di forme geometriche quali righe, punti che si fondono a forme più morbide, ma sempre astratte per raccontare paesaggi sospesi grazie al consueto uso dei colori solari. Questi lavori raccontano in modo gioioso e vivace la percezione del tempo sospeso dove il passato lascia il posto al presente che a sua volta prepara ad affrontare il futuro.
Elisa allude anche al tempo della pandemia: la sua sensazione è che “il tempo” si sia fermato per lasciare spazio “a questo tempo” in modo più dilatato di quello precedente. Espansione dilatata che viene rappresentata muovendosi lentamente nello spazio della carta usata per tracciare il segno astratto dei suoi pensieri. Un tempo che, se prima poteva essere immaginato come una linea orizzontale continua, ora è come se si fosse espanso verticalmente per aprire nuovi spazi nell’infinito. Elisa propone così il suo personale sentire di una forma temporalmente indefinita che allontana dalla realtà e rimane sospesa e indistinta nel tempo.
La mostra rimarrà visitabile sino al 30 luglio 2022
The art project presents a series of small-format artworks on paper. As the artists declare, “It is a project that has been pending for long time, and now it is the right moment to be shown to give a shape to the thoughts “.
The three artists are very different in their artistic gesture, but they are link by a sincere friendship that allows this exhibition to find the invisible red thread to create “un unicum” with a great emotional impact.
Manuela Sedmach
presents a series of small works on paper called “dubito ergo cogito” that aren’t new, but she presents them recognizing them as if she had just painted. These artworks represent her famous suspended landscapes, artworks that create an indefinite and timeless place that become tangible thanks to the colors’ saturation as white, black and all their nuances. These artworks become even more intense to the gaze of the viewer thanks to a skilful exhibition sequence.
Marco Stoppa writes about Manuela’s artworks: “Faced with the primitive unknown proposed by Manuela Sedmach the observers themselves are forced to play for time before making a judgment, to dilate the time of the reply before the arrival of the anxiety of discovering what there is beyond that dense atmosphere of fog that separates us from a vibrant and mysterious light, the sole reference point in a place without coordinates”.
In this exhibition Manuela shows also a new works conceptually different of her classic path. In fact, she presents some small works in pencil on paper with wooden support entitled “folta quebrada encontrada na rua mira da naia”. A project within the project born from a broken leaf found in rua da Naia in Portugal and drawing by the artist from different points of view.
Barbara Stefani
presents a particular polyptych of paintings, always in small format, with her personal interpretation and a tribute of the suspended atmosphere of Edward Hopper’s “Nighthawks”.
In this work Barbara creates a geometric and rhythmic sequence of the cited work on a support of paper boxes, object trouvè, of primitive usefulness such as glasses holder.
The Hopperian scenography is crossed by the artist and broken down into a single vertical scans with an unusual chromatic colors. This sequence of shots creates, in the overall view, an original and dreamlike recomposition of the subject. Barbara believes that every single “frame” can be considered a path between present and future as if each step was in pause, lingering intimately, as the previous step anticipated the next one suggesting an emotional continuum.
Also in this series, entitled “Memory traces are alive”, she talks about time and space management. The artworks allow to emerge from fragmentation, generating meaning and recovering complexity.
Elisa Vladilo
Elisa’s artworks are an explosion of small brightly colored works that underline her artistic path using pastel and watercolor on paper and wooden support. A sequence of geometric shapes such as lines and points that blend with softer but always abstract shapes to tell us suspended landscapes thanks to the use of sunny colors. These works tell us -in a joyful and lively way – the perception of suspended time where the past gives the way to the present which prepares to face up the future.
Elisa also refers to the pandemic’s period: her feeling is that “time” has stopped to make space for “this time” in a more dilated way than the previous one. The dilated expansion is represented by the artist trough a slow gesture into the space of paper: a trace and an abstract sign of her own thoughts. A time that before could be only imagined as a continuous horizontal line and now it opens new spaces towards infinity thanks a series of vertical signs. Elisa proposes her personal feeling of an indefinite time, a distance from reality that remains suspended and indistinct in the time.
The exhibition will remain open till July 30, 2022.