Inner 🗓

“INNER”

UNA PERFORMANCE AUDIOVISIVA 

DI PAOLA PISANI CON MARTINA SERBAN

VENERDÌ 23 FEBBRAIO ORE 18:30 E 20:30

 

Inner, in foto martina Serban

Doppia replica per la performance “Inner” di Paola Pisani con Martina Serban: venerdì 23 febbraio alle 18:30 e alle 20:30 presso Hangar Teatri.

Venerdì 23 febbraio va in scena ad Hangar Teatri, via Luigi Pecenco 10, la performance audiovisiva “Inner” di Paola Pisani con Martina Serban. Due saranno le repliche dello spettacolo: la prima alle 18:30 e la seconda alle 20:30.

“Inner” nasce dalla volontà di fondere la ricerca artistica con quella scientifica per immergere il pubblico nella complessità dell’ecosistema, terrestre e marino, mettendone in luce le relazioni che intercorrono tra generi diversi, in una prospettiva di reciproca sopravvivenza. Attraverso poesia, meraviglia, stupore e inquietudine, in un’alchimia squisitamente sperimentale che fonde immagini, luci, elettroacustica, interazione elettronica e danza, lo spettatore troverà il luogo e il tempo per una riflessione personale e intima, in un flusso continuo di suggestioni e possibili letture.

Nel ruolo di Noctiluca, la danzatrice goriziana Martina Serban, in un solo di cinquanta minuti, è un corpo che si immerge, fisicamente e metaforicamente, nel profondo e che scopre attraverso spazio e suono l’ingombrante presenza del rumori interni, che giorno dopo giorno, lungo un ciclo continuo, le permettono di apprezzare la complessità di materia e sostanza, cambiandone le percezioni. Martina interpreta il senso della ricerca condotta dall’amica e regista Paola Pisani, ovvero sensibilizzare come dal macro al micro ogni cosa è interconnessa, e come l’alterazione degli equilibri, possa spezzare l’armonia del corpo/corpi generando disturbo, alterazione, disorientamento e malattia.

L’equipe al lavoro, già testata in altri spettacoli (ma non ancora formatasi in compagnia), è trasversale ed oltre a Martina Serban, si esibiranno il macedone Ivan Penov, con una composizione sonora a stampo minimalista che insiste sulle armoniche trasportando il pubblico in una meditazione sullo stile del “deep listening” e Alessandro Fogar, musicista sulla scena, che in un “live electronics”, ispirato ai ritmi circadiani, mette in gioco anche una serie di sensori per tracciare i movimenti della danzatrice, una sorta di “strumento musicale”, con cui questa interagirà in un dialogo tra performers, danzatrice e musicista, che quest’ultimo controllerà dalla regia, influenzandone il comportamento (come accade nell’oceano alla presenza dell’uomo).

Tutte le composizioni sonore si avvalgono anche di registrazioni marine provenienti dai grandi archivi scientifici sul tema, registrazioni particolari e prestigiose che permettono ai ricercatori di studiare i molteplici effetti del suono nell’oceano. L’uso di questi materiali all’interno dello spettacolo rientra nella drammaturgia, pertanto sono suoni da concepire come personaggi che entrano in scena con un ruolo preciso. Incontreremo quindi presenze marine ( si dice che il mare sia muto, ma scopriremo che non è così…), ma anche e soprattutto suoni nuovi, come quelli relativi al dragaggio, alle turbine eoliche, alle palificazioni, accanto a suoni di navi, sonar, mascheramenti, radar, radio, per citarne alcuni, i quali rappresentano chiaramente la disturbante presenza dell’uomo in mare e le sue conseguenze.

L’idea si è potuta sviluppare grazie alla relazione che Pisani ha costruito e nutre da diversi anni con l’Università di Trieste -in particolare con il Laboratorio di cognizione animale della Prof.ssa Cinzia Chiandetti- e l’ OGS, Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste e Bologna, nonché con WWF Area marina protetta di Miramare e con la Cooperativa Ecothema sul tema di ecologia, mondo animale ed inquinamento. All’interno di questa versione di INNER grazie a Marta Picciulin, ma soprattutto grazie ad Alice Affatati, Pisani, come in altri lavori, riporta il focus sull’inquinamento acustico dovuto all’accumulo di azioni e rumori antropici, che finiscono con il danneggiare il ventre del nostro pianeta, alterando il funzionamento di tutti i corpi ad esso connesso. La linea guida ha poi ispirato i musicisti ad elaborare liberamente le loro composizioni.

Ai suoni si accompagnano anche le voci: quella narrante di Manuel Marrese e la voce del senegalese Mamadou Wade, in arte Aw Zikroullah, grazie a cui il gruppo firma una collaborazione con lo studio discografico LDS di Laye Diagne a Dakar, incrociando musica contemporanea e sperimentale con vocalismi tradizionali africani.

Una parte importante dello spettacolo sono anche i video: quelli realizzati e montati da Pisani, basati su immagini che lei stessa ha girato al microscopio presso la Collezione di Microrganismi Marini CosMi di OGS, le quali mostrano le bellezze, invisibili ad occhio nudo, di fitoplancton ed organismi eterotrofi che non fotosintetizzano, come la Noctiluca Scintillans, affiancate a immagini radiografie, ecografie ed immagini anatomiche, umane e marine. Accanto a questi, i video generati sinteticamente da Amedeo Pinni, grazie a cui il gruppo si lega al Conservatorio Tartini, ed in particolare alla sezione di Musica e Nuove tecnologico presso cui tutti gli artisti in scena, eccetto Serban, hanno studiato in anni diversi.

Biglietto intero 12€, ridotto 8€ per soci del Teatro degli Sterpi, soci CUT, over 65, under 18 e studenti universitari under 26. È consigliata la prenotazione a biglietteria@hangarteatri.it o al numero di telefono +39 3883980768. Biglietti acquistabili in prevendita su vivaticket.com.

La Stagione delle Piume è organizzata dal Teatro degli Sterpi, grazie al sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia.

Scheduled Arte e spettacolo Trieste

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