Juliette 🗓

Con lo spettacolo Juliette, la compagnia Cie Twain di Roma, ha portato in scena lunedi 5 ottobre alle ore 20.30 al Teatro Orazio Bobbio di Trieste la sua creazione per dieci interpreti ispirata al dramma shakespeariano, sotto la direzione della coreografa  Loredana Parrella.

Lo spettacolo si è inserito nella XVII edizione del Danceproject Festival, ed è stato presentato al terzo appuntamento di questa rassegna organizzata dall’Associazione Culturale Teatro Immagine Suono ACTIS di Trieste. Il Danceproject Festival è la manifestazione dedicata alla danza contemporanea e al teatro, e nella sua XVII edizione affronta proprio la tematica “Flussi e confronti tra danza e teatro”, ed è proprio sotto questo profilo che la compagnia si presenta al pubblico.

Per permettere lo svolgimento di questa esibizione, tutti i ballerini per poter danzare in sicurezza e a contatto, si sono sottoposti al controllo Agis, l’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, fondata il 7 dicembre del 1945, che riunisce associazioni di categoria, federazioni e fondazioni ed è presente sul territorio nazionale con Unioni regionali e interregionali.

Il sipario si apre con un regista che “dal vangelo secondo Shakespeare” cerca di far ordine tra la compagnia, mentre i personaggi, e in particolar modo le due protagoniste, Giulietta e Juliette, si adoperano intorno ad una corda, l’una avvolgendola, l’altra tirandola, mai in contemporanea, una in posizione antistante l’altra, l’una vestita di bianco, l’altra di nero.

Fin dall’inizio la rappresentazione dell’assurda tragedia d’amore si rivela seguire questo filo conduttore di instabilità e di scelte possibili, create tra il dinamico e lo statico, la danza e la recitazione, la comicità e la tragedia. Tra inni di stadio e filastrocche cantalenanti si celebra la poesia e si attualizza il racconto soprattutto attraverso la musica che dal genere techno, passa attraverso popoli e millenni di tragedie religiose e politiche. I suoni orientali e arabi si mescolano e mentre i corpi giacciono immobili sul pavimento altri saltano di gioia e danze per immedesimarsi in lotte che riportano, soprattutto grazie al suono, alla millenaria e assurda diatriba che arriva fino ai nostri giorni e che miete ancora troppe vittime.

Famiglie in lotta che diventano popoli, la storia che continua a non portar frutto d’insegnamento, neanche fossimo pedine di un gioco altrui che non demorde.

Strappano commozione le interpretazioni poetiche della morte, ma lasciano ben presto il passo a frasi dissacranti che riportano il sorriso. Tra cenni negroamari, si alternano coreografie corali di grande impatto, sostenute da registrazioni attoriali in lingua originale del bardo, mentre una Giulietta si esprime in francese. La lingua come effettivo distacco e blocco comprensivo, mette muri mentre la corda intreccia, lega e sottrae, il ritmo africano dei djambee avanza e sale una domanda basilare: Esiste il libero arbitrio?

Splendido spettacolo sul palcoscenico triestino del Teatro Stabile Orazio Bobbio che ha visto una grande interpretazione di danza e teatro, ma soprattutto una composizione coreografica di grande simbolismo.

Laura Poretti Rizman

 

 

CIE TWAIN, foto fornita da Giorgia Gelsi

La compagnia “Cie Twain, dance phisical theater”, è una delle compagnie di danza contemporanea più significative nel panorama italiano. In questo spettacolo Juliette decide di vivere, strappando le pagine del libro che la chiudono in un vincolo d’amore eterno con Romeo, iniziando un viaggio alla ricerca della sua libertà.

Sono passati più di 400 anni da quando la storia di Romeo e Giulietta, l’amore di due giovani, ostacolati dall’attrito tra le rispettive famiglie, dai vincoli del buon costume e dal fato scaldava i teatri londinesi. È la storia che più di tutte le altre opere di Shakespeare ancora scalda il cuore di giovani e meno giovani in tutto il mondo. C’ è quel fantastico momento, nel 5° atto, in cui Giulietta si sveglia e trova di fronte a sé i corpi morti di Paride e del suo Romeo, bacia quest’ultimo nella speranza di morire avvelenata tra le sue labbra, poi estrae il pugnale e si uccide. Ma se in quel momento Giulietta avesse fatto una scelta diversa? Se invece di uccidersi col pugnale di Romeo, avesse accettato l’invito del frate a fuggire? Se fosse scappata, lontano, da sola? Se fosse cresciuta, si fosse innamorata di nuovo, se fosse diventata madre? Giulietta è morta ma Juliette decide di vivere, decide di strappare le pagine del libro che la chiudono in un vincolo eterno d’amore con Romeo. Decide di saltar fuori dalla storia, e scriverne una diversa, lasciandosi alle spalle la famiglia, il cugino defunto, la nutrice, Mercuzio, il frate, e pure il suo Romeo. Juliette inizia un viaggio alla ricerca della sua libertà ma c’è una storia che la reclama costantemente. Ci sono delle persone costrette a vivere la tragedia da cui lei è scappata. C’è il suo Romeo che continua a proteggerla e ad amarla ad ogni respiro, c’è Mercuzio smarrito nei suoi sogni d’amore, ci sono i genitori di Juliette, bloccati e ciechi come due pilastri che devono sostenere il peso di questa storia (di un mondo) le cui chiavi sono custodite dal frate, condannato eternamente in un limbo, come un moderno Virgilio, e costretto a convivere con la sua colpa. Non è la bella Verona, ma l’inferno di Frate Lorenzo la cornice di questo viaggio all’interno dei personaggi di Juliette. Tra antichi rancori ed eterni atti d’amore incosciente, Juliette trascina il pubblico all’interno del suo viaggio, fatto di ricordi, tensioni e amori che non finiscono. Juliette è una lente di ingrandimento che mette a fuoco i tormenti dei padri e la fragilità delle madri, dona luce ai vani sogni dell’essere umano e ai suoi continui tentativi di cambiamento, rende onore al coraggio di chi parte e alla sofferenza di chi è costretto a rimanere.

Regia e coreografia: Loredana Parrella
Testi: Aleksandros Memetaj
Progetto luci: Gianni Melis
Assistente alla coreografia: Yoris Petrillo
Costumi: Parrella/Formica
con: Gianluca Formica, Maeva Curco Llovera, Yoris Petrillo, Caroline Loiseau, Luca Zanni, Jessica De Masi, Guia Meucci, Aleksandros Memetaj, Maria Stella Pitarresi, Marco Pergallini
Produzione: Twain Centro di Produzione Danza Regionale

Scheduled Arte e spettacolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.