La Consulta Femminile di Trieste incontra le lavoratrici della Diaco

 

Foto Laura Poretti Rizman

 Si è tenuta lunedì 24 ottobre  la riunione mensile della Consulta Femminile di Trieste composta da 15 Associazioni (ADEI, ADOSITALIA, ANDE, AIDDA, AMMI, CIF, CONVEGNI MARIA CRISTINA, DONNE AFRICA, FIDAPA Tergeste, FUTURO DONNA, MDT, RETE DPI “Nodo di Trieste”, SOROPTIMIST, UDI “Il caffè delle donne”) convocata, come sempre, nella Sala del Consiglio provinciale di piazza Vittorio Veneto, 4 a Trieste.

Prima dell’apertura dell’assemblea con la presentazione dell’ordine del giorno, sono state presentate dalla rappresentante dell’Associazione Onlus FUTURO DONNA,  due lavoratrici della Diaco Laboratori Biomedicali, Monica Bernardi e Maria Cristina Ravalico, che hanno portato la loro situazione all’evidenza delle componenti della Consulta.

La Diaco Laboratori Biomedicali, azienda triestina che vanta 104 dipendenti ora in cassa integrazione straordinaria, è a maggioranza lavorativa femminile.

foto Laura Poretti Rizman

Le due rappresentanti sono state  invitate  per ufficializzare una richiesta d’incontro tra la Consulta, tutte le lavoratrici dell’Azienda e le loro rappresentanti che si terrà nei prossimi giorni.

Le rappresentanti delle Associazioni Femminili presenti all’incontro hanno discusso con loro di lavoro e  delle sue mille forme, passando da quello occasionale a quello parziale o anche intermittente. Si è parlato del loro futuro e di quello delle nuove generazioni. Si è anche ipotizzato di chiedere alle Istituzioni, anche da parte della Consulta Femminile, di cercare di fermare questa ulteriore chiusura di un’azienda triestina che è considerata qualificata, specializzata e competitiva e, non da ultimo, è stata assicurata la solidarietà nella lotta per il mantenimento del posto di lavoro.
La considerazione finale si pone sul termine solidarietà: chi più delle donne può capire questo termine appieno? Chi più di queste donne che della solidarietà pongono le basi per il loro operato può comprendere le reali difficoltà della mancanza di lavoro, con tutti i disagi economico-psicologici che ne conseguono?

Questo potrebbe essere uno dei tanti modi per porre l’evidenza sulla Diaco e su  come non smettere di parlarne.

Laura Poretti Rizman

nella foto da sinistra, Maria Cristina Ravalico (Diaco Laboratori Biomedicali), Monica Bernardi (Diaco Laboratori Biomedicali), Laura Poretti Rizman (Futuro Donna)

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