La guerra

“Debutto nazionale, giovedì 2 novembre alla Sala Bartoli, per “La guerra” di Carlo Goldoni, nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Diretti da Franco Però, ne sono interpreti gli attori della Compagnia Stabile e parecchi attori “ospiti” che danno voce alle ironie dell’autore sul tema del conflitto, ma anche a tante osservazioni dalle forti assonanze con l’attualità. La guerra come gioco d’interessi, come cinica occasione di speculazione raccontata da Goldoni apre una riflessione che proseguirà attraverso altri spettacoli di produzione: “A Sarajevo il 28 giugno” di Gilberto Forti e “Anomalie” in cui Mauro Covacich tratta il conflitto nell’ex Jugoslavia”.

Mauro Malinverno ed Ester Galazzi,foto Simone Di Luca fornita dal Teatro Stabile del FVG

«Desideravo ritrovare uno sguardo in prospettiva su un argomento – la guerra – che trova trattazioni altissime nel teatro antico, ma sul quale non va sottovalutato nemmeno il punto di vista di chi ha raccontato, osservato, patito il conflitto fino a pochi secoli fa. Uno sguardo che risulta contemporaneamente universale e affine alla nostra sensibilità» commenta Franco Però che ha scelto di proporre “La guerra” di Carlo Goldoni quale nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, che va in scena in prima nazionale il 2 novembre per la sua regia e replica alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti fino al 19 novembre per il cartellone “Prosa”.

«Goldoni è un autore straordinario per la sua capacità di leggere il mondo e la società, di analizzarne gli aspetti in uno spettro molto vasto» prosegue il regista. «Di questa commedia mi ha sempre colpito l’acutezza nel ritrarre il mondo di “piccoli interessi” che una guerra muove: denunciando le piccole tresche del commissario, Goldoni riesce a chiarire perfettamente una delle ragioni fondamentali per cui le guerre, sempre e comunque, “funzionano”. Lo sfruttamento della situazione bellica di alcuni dei personaggi goldoniani riflette come in uno specchio i terribili macro- interessi per cui i conflitti non vengono spenti mai del tutto… La riflessione sulla guerra si svilupperà ulteriormente nel corso della Stagione: sarà al centro di “A Sarajevo il 28 giugno” di Gilberto Forti, un contemporaneo che tratta la prima guerra mondiale e di “Anomalie” in cui la sensibilità attuale di Marco Covacich restituisce una guerra vicinissima, avvenuta nella ex Jugoslavia negli ultimi anni del Novecento».

“La guerra” rappresenta una scelta interessante: si tratta infatti di una commedia poco frequentata sui palcoscenici italiani, ma ricca di spunti degni d’attenzione. Ci sono distanze ma anche forti assonanze con il mondo attuale che confermano l’irraggiungibile talento dell’autore veneziano nel cogliere altezze e cadute dell’uomo, ritratto fra incisività e battute bonarie.

Si evince dai “Memoires” che “La guerra” è ispirata a Goldoni dall’impressione diretta di una battaglia, a cui gli era capitato di assistere: ma l’impressione dell’assedio non ha certo obnubilato il suo spirito d’osservazione. Egli infatti denuncia immediatamente come la guerra sia soprattutto un grande affare, dimostrando una sorprendente modernità di pensiero. E se le battute e i tormentoni dell’avido Commissario Don Polidoro – che sulle miserie dell’assedio cinicamente si arricchisce – da un lato fanno sicuramente divertire il pubblico (rasserenato peraltro da una pace che nel finale riunisce gli amanti e punisce i colpevoli) dall’altro accendono negli spettatori una luce critica, un campanello d’allarme che evocherà ben più pericolose battute: magari inquietudini di brechtiana memoria, o attualissimi echi delle voci di chi lucra vendendo armi a paesi in guerra o ride prevedendo gli affari che si possono concludere sulle macerie di un terremoto…

Scritta nel 1760 e presentata con successo a Carnevale al Teatro San Luca di Venezia “La guerra” si svolge nel corso di un assedio: il drammaturgo ha così modo di osservare quasi “al microscopio” gli atteggiamenti degli assedianti, nella claustrofobica attesa.
Un’umanità che vive in una dimensione atemporale e quasi distaccata dalla realtà e dai suoi valori, fra irresponsabilità fanatica e snervante attesa del combattimento. E se Don Polidoro incarna sul piano degli interessi questa spogliazione di umanità e di senso, è ancor più dura – sul piano degli affetti – sua figlia quando confida «Saranno morti in battaglia più di cento ufficiali che spasimavano per amor mio. Sulle prime mi dispiaceva la perdita di qualcheduno: ora tanta specie mi fa sentir dire “il tale è restato morto” come se mi dicessero che ha perduto al gioco (…) Per questo quando tratto con ufficiali che hanno d’andar a combattere mi par di trattare con delle ombre (…) Mi rallegro con chi torna, mi scordo di chi ci resta, scherzo coi vivi e non mi rammarico degli estinti». Un atteggiamento ancor più crudo se posto al confronto dell’amore lacerante eppure intenso che nasce – contro ogni ragionevolezza – fra la giovane figlia del comandante della fortezza assediata ed uno dei soldati nemici che la tengono prigioniera.

Gli attori della Compagnia Stabile, assieme a Mauro Malinverno, Adriano Giraldi e altri “ospiti”, incarnano le molte figure che popolano l’assedio con precisione e affiatamento, restituendo con gusto ogni sfumatura del testo goldoniano, costruito con impeccabile precisione teatrale, efficace nelle stoccate più ciniche come negli accenti più bonari ed esilaranti.

“La guerra” di Carlo Goldoni, per la regia di Franco Però è interpretata da Francesco Migliaccio (Don Egidio, comandante della fortezza assediata/ un soldato che parla), Federica De Benedittis (Donna Florída, sua figlia/ Lisetta, contadina), Riccardo Maranzana (Don Sigismondo, Generale degli assedianti), Giulio Cancelli (Il Conte Claudio, tenente), Gilberto Innocenti (Don Ferdinando, alfiere/ un soldato che parla), Filippo Borghi (Don Faustino, alfiere), Adriano Giraldi (Don Cirillo, tenente stroppiato), Mauro Malinverno (Don Polidoro, commissario dell’armata), Ester Galazzi(Donna Aspasia, sua figlia), Maria Grazia Plos (Orsolina, venditrice di varie cose all’armata), Stefano Pettenella (Don Fabio, alfiere).

“La guerra” debutta giovedì 2 novembre alle ore 21 alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti e replica fino al 19 novembre (gio 2/11 ore 21, ven 3/11 ore 19.30, sab 4/11 ore 21, dom 5/11 ore 17, mar 7/11 ore 19.30, mer 8/11 ore 21, gio 9/11 ore 21, ven 19/11 ore 19.30, sab 11/11 ore 17, dom 12/11 ore 17, mar 14/11 ore 19.30, mer 15/11 ore 21, gio 16/11 ore 21, ven 17/11 ore 19.30, sab 18/11 ore 21, dom 19/11 ore 17).

La compagnia terrà un incontro martedì 14 ottobre alle 17.30 alla Sala Bartoli: l’iniziativa è particolarmente rivolta ai ragazzi delle scuole superiori e medie ma rimane aperto a tutti gli interessati, fino ad esaurimento dei posti disponibili. L’ingresso è libero.

I biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e naturalmente anche attraverso il sito www.ilrossetti.it. Attraverso gli stessi canali si possono acquistare ancora molte tipologie di abbonamento alla Stagione del Teatro Stabile che proseguirà l’8 novembre con “Richard II” di Shakespeare con Maddalena Crippa e la regia di Peter Stein e il 13 novembre con il primo appuntamento del cartellone Altripercorsi “Pensieri e parole” con Peppe Servillo.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.