La letteratura entra in carcere

 

LA LETTERATURA ENTRA IN CARCERE

Patrizia Rigoni, foto fornita da Giulia Basso


Sabato 9 giugno alle ore 10 verrà presentato un testo letterario in un contesto insolito, ovvero nella Casa circondariale di Trieste, in via del Coroneo.
L’incontro, ovviamente riservato ai detenuti, verterà sul libro La parola figlio di Patrizia Rigoni, scrittrice lombarda che da tempo risiede stabilmente a Trieste.
Con lei dialogheranno Luisella Pacco e Walter Chiereghin, entrambi attivi nella redazione della rivista web Il Ponte rosso.
Il libro, di ispirazione autobiografica, narra per frammenti alcuni momenti chiave nella vita di una donna, prendendo soprattutto in esame la rete dei rapporti affettivi che in gran parte si intersecano in un gruppo familiare, da quello di provenienza, dove la voce narrante si ricorda bambina e poi adolescente, a quello della maturità, dove memorie e
riflessioni ruotano attorno alla maternità, vissuta per due volte con consapevole coinvolgimento emotivo ed estesa nel rapporto con i figli a loro volta diventati adulti.

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