La Verità

Uno spettacolo meraviglioso: questo è l’aggettivo giusto per  esprimere l’emozione provata vedendo La verità. La verità e tutto ciò che abbiamo sognato, ciò che abbiamo vissuto, ciò che abbiamo inventato, tutto quello che fa parte della nostra memoria. Sono queste le parole di Daniele Finzi Pasca che ha scritto e diretto lo spettacolo, con la professionalità data dal  frutto di esperienze internazionali con il Cirque Eloize e il circo Cirque du Soleil.
Un omaggio al mondo circense attraverso il ricordo di un grandissimo artista Salvador Dalì. Durante lo spettacolo un miscuglio di arti si amalgamano sul palcoscenico rendendo  l’insieme magico e fantasioso. Una grandissima competenza rende possibile il realizzarsi di un’opera completa. Ballerini, acrobati, ginnasti, musicisti, cantanti, letterati, poeti, mimi, attori, storici raccontano la loro storia sul palcoscenico e la storia del grande maestro di pittura, d’arte, e di vita fantastica.
Lo spettacolo racconta un’asta dove viene venduta una tela del grande maestro Dalì che raffigura l’impossibile storia d’amore tra Tristano e Isotta. All’interno di quella tela non ci sono solo i due amanti e la loro storia, ma c’è un mondo che vive e si racconta continuamente. I quadri prendono vita  creando personaggi fantastici che possono appartenere al mondo dell’arte ma  allo stesso  modo appartengono al mondo del teatro.
Si narra dunque anche la storia del teatro attraverso la vita degli artisti in questo spettacolo, che duramente sopravvivono con il loro lavoro nonostante il passare degli anni e dei secoli con la loro voglia di raccontare e di far divertire, alla ricerca di quei tanti occhi che nel buioli osservano ed applaudono spesso vogliono essere occhi che appartengono all’applauso di un’unica persona.
Sul palcoscenico bellezza e ironia, divertimento e musica, espressioni artistiche che si mescolano; il battitore dell’asta potrebbe essere Dalì stesso, colui che è meglio di chiunque altro, dentro al quadro e dentro la sua opera dove l’invidia si somma alla bellezza.
Squarci sulla tela e opinioni di cosa sia brutto e cosa sia bello, un dialogo in fondo che invita la lettura dell’immagine e racconta la storia di Salvador Dalì e del suo percorso artistico. Giochi di ombre sulla tela che mancano perché ai morti non possono appartenere, una corrida, delle corna, degli animali fantastici che si alternano e si rincorrono. Un torero saltella aiutato da alcune stampelle per fuggire al toro che lo insegue, uomini vestiti spesso con abiti femminili senza che questo appaia strano ma risulti bello. Fisarmonica, pianoforte, chitarra, tamburi, musicano la visione della tela dove formiche popolano il quadro. La poesia contorna perché è nella danza, nella visione, nella parola, nella musica nel canto, da solista e corale.
Qual è la donna delle due? Si chiedono gli attori.  E’ forse quella con il velo blu oppure l’altra con le piume bianche in testa? Lei porta lui nella danza e lui porta lei ma allo stesso modo lui porta lui in uno scambio di ruoli nella danza attraverso acrobazie pericolosissime dove nessuna protezione salvaguardia la sicurezza dei ballerini, rendendo allo stesso modo tutto più libero nei movimenti. I livelli si moltiplicano e la visione non è solamente a terra e a mezz’aria; la ritroviamo  ancora più su nel cielo della scena, dove spirali assomigliano a catene di DNA e tralicci sembrano occhi rossi infuocati. Una ruota raccoglie ballerini e poi i giocolieri si sommano scambiano utilizzano molti oggetti dai più comuni ai più insoliti. La comicità è presente ovunque; contorsionisti e illusionisti si esibiscono tra ironia e poesia, tra metafora e realtà.
“Ho danzato nei colori la follia del Natale”, recita la narratrice, mentre una guerra di bastoni da minacciosa diviene divertente.
Attraverso le parole di Amanda Lear si ricordano gli ultimi momenti di vita del maestro. Lui voleva che la sua diva divenisse una principessa non sicuramente un’artista o una pittrice perché in questo modo avrebbe solo sofferto, infine la sua voglia solitudine prima della morte ascoltando Tristano Isotta di Wagner.
Una musicista suona molteplici strumenti compresi dei bicchieri nello stile d’artista da strada, e attraverso il canto rende tutto magico.
Questo spettacolo è l’esaltazione della bellezza non stereotipata.
La verità del palcoscenico è che qui tutto è di cartone, il dolore vero non esiste,  quindi nessuno soffre realmente. Il teatro come finzione risulta dunque essere una protezione dove la paura si combatte con una caramella alla menta e dove tutto finisce con un gran ballo colorato e chiassoso.
“Ho sognato di sfruttare dalla bocca d’animale ho sognato di squarciare con un dito il cielo infinito”
©Laura Poretti Rizman
foto fornita da Teatro Stabile FVG
foto fornita da Teatro Stabile FVG
“Un poema acrobatico pieno di magia visiva e di sorprese ne La Verità, grande spettacolo internazionale firmato da Daniel Finzi Pasca: appuntamento da non perdere dal 19 al 22 novembre al Politeama Rossetti, in programma nel cartellone Musical ed Eventi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.
Un evento internazionale di intensa forza comunicativa e di grande raffinatezza inaugura al Politeama Rossetti il cartellone Musical ed Eventi Internazionali: si tratta de La Verità, incantevole spettacolo scritto e diretto da Daniel Finzi Pasca, da non perdere fra giovedì 19 e domenica 21.
Reduce da applauditissime repliche in Canada, Uruguay, Brasile, Ungheria, Slovenia, Francia, Danimarca (in Italia è stato ospite esclusivamente del Piccolo Teatro di Milano), La Verità porta in scena un mondo da sogno, capace di lasciare senza fiato, letteralmente, gli spettatori: «Il linguaggio dell’acrobazia, il teatro fisico – spiega Finzi Pasca – può impossessarsi facilmente di questo territorio, il territorio dove non è né giorno né notte, dove la luce non tocca la realtà ma lo disegna, lo inventa, lo reinventa. Il linguaggio degli acrobati titilla il nostro inconscio, ci fa vedere dei paesaggi interiori più veri che veri…».
Linguaggi con cui è abituato ad operare il pluripremiato Daniel Finzi Pasca, artista eclettico, fantasioso e originalissimo la cui cifra ha conquistato tutti, a livello mondiale: ha diretto per il Cirque du Soleil Corteo, ha firmato le Cerimonie di chiusura delle Olimpiadi di Torino nel 2006 e Invernali di Sochi nel 2014, gli è stata affidata anche l’apertura dei Giochi Paralimpici di Sochi, ha al proprio attivo riconoscimenti prestigiosi ed enormi successi fra cui citiamo almeno Rain del Cirque Èloize (che ha affascinato nel 2009 anche il pubblico dello Stabile regionale), e con le proprie compagnie Icaro e il recente Donka dedicato ad Anton Cechov.
L’ispirazione de La Verità gli giunge da Salvador Dalì ed in particolare dal fondale dipinto a New York negli anni Quaranta per il balletto Tristan Fou: dopo anni trascorsi nell’oblio del deposito di un teatro, il prezioso fondale viene ritrovato.
«Parigi inizio dicembre 2010 – scrive Finzi Pasca – dopo il debutto di Rain c’è molta eccitazione. Sono giornate piene d’idee che corrono nella testa. Julie (cofondatrice della Compagnia Finzi Pasca) è certa che dobbiamo metterci al lavoro, vuole produrre un nuovo spettacolo, è sicura che si debba proseguire la linea tracciata dalla Trilogia del Cielo e poi da Donka. Vorrebbe uno spettacolo dove l’acrobazia prendesse il volo (…).  Natale 2010 a Montreal: stiamo preparando la cena quando mi chiama un amico e mi parla di un progetto. Una Fondazione d’Arte è in possesso di un telone dipinto da Salvador Dalí a New York negli anni quaranta. La Fondazione vorrebbe propormi di utilizzarlo in uno spettacolo.
Bruxelles, inizio gennaio 2011: debutta Corteo in Europa. Come spesso accade lentamente le idee iniziano a sedimentare. Con Julie siamo in taxi, entrambi certi che lo spettacolo acrobatico e il telone dipinto da Dalí si debbano ritrovare nello stesso progetto».
Sono molte le induzioni che Finzi Pasca riceve dall’arte e dall’epoca del grande pittore e artista e che ritroveremo nella magia armoniosa dello spettacolo: «Ci sono il Tristano e Isotta – spiega – la New York degli anni Quaranta, il viaggio interiore di chi dovette lasciare l’Europa per rifugiarsi negli Stati Uniti. Ci sono temi che aprono su altri temi, nella testa le idee rimbalzano e si compongono in immagini. Una distesa di fiori gialli, personaggi bendati, velati, come le statue di Giuseppe Sanmartino nella cappella di San Severo a Napoli. Mani con dita lunghissime, ombre che deformano le proporzioni, rosso sangue, bianco, il blu del mantello di Maria, scale sospese nel vuoto, equilibri impossibili, corpi che si dislocano, piume e paillettes come se la storia prendesse vita in un vaudevilles decadente con un direttore che cerca idee per risollevare le sorti della baracca».
Ne scaturisce uno spettacolo di rara eleganza e incanto: un susseguirsi di frammenti, fra clownerie, insidiose acrobazie, ricchi costumi e sorprese incredibili… Un gioco d’immagini per attraversare il surrealismo, una storia d’amore, una riflessione sulla verità: la Compagnia Finzi Pasca attraverso la propria poetica e lo strumento del “teatro della carezza”, si addentra, ispirata da Dalì, nel mondo del sogno, della memoria, del surreale, nella “strana” dimensione di ciò che è vero e di ciò che non loè ma che appare ancor più vero grazie ai sortilegi del teatro.
Ne La Verità assisteremo a un poema acrobatico e surrealistico che abbina in modo ineguagliabile l’acrobazia, il teatro, la danza e la musica: «…Un fuoco d’artificio di fantasmagorie sceniche, quadri di enorme bellezza, luci curate, costumi strepitosi, numeri d’acrobazia da togliere il fiato» come ha efficacemente sentenziato, unanime con tutta la stampa, il “24 heures” di Losanna.
foto fornita da Teatro Stabile FVG
foto fornita da Teatro Stabile FVG
La Verità spettacolo della Compagnia Finzi Pasca è scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca che ne è autore, regista, co-design luci e coreografo.
Direttrice di creazione, produttrice e partecipazione alla scrittura: Julie Hamelin Finzi
Scene: Hugo Gargiulo
Produttore esecutivo e consulente artistico: Antonio Vergamini
Co-design luci: Alexis Bowles
Video designer: Roberto Vitalini
Assistente alla regia: Geneviève Dupéré
Costumi: Giovanna Buzzi
Musiche: Maria Bonzanigo
Sound design e co-design coreografie: Maria Bonzanigo
Make-up designer e hairstyle designer: Chiqui Barbé
Direttore di produzione: Marc Laliberté
Consulente artistico: Fabrizio Arigoni
Ricercatore: Facundo Ponce de León
Creatore di sculture coreografiche: Toni Vighetto
Ideatrice Carré: Mariève Hémond
Coreografie Carré: Annie-Kim Déry
Ideatore ruota Cyr: Daniel Cyr
Foto di scena: Viviana Cangialosi
Regia: Daniele Finzi Pasca
Produzione: Compagnia Finzi Pasca, tour italiano a cura di ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna
©Salvador Dalí, Fundación Gala-Salvador Dali
con il supporto di: Cornercard, Grand Hotel Villa Castagnola, OSI, RSI, La Place des Arts, Maison de la Culture de Nevers et de la Nièvre, Scène Nationale de Bayonne – Sud Aquitain, Citta di Lugano, Cantone Ticino, Pro Helvetia, Caffè Chicco d’Oro, Fidinam, Ernst Göhner Stiftung
Ne sono interpreti: Moira Albertalli, Jean-Philippe Cuerrier, Stéphane Gentilini, Andrée- Anne Gingras-Roy , Erika Bettin, James Kingsford-Smith, Francesco Lanciotti, David Menes Rodriguez, Marco Paoletti, Felix Daniel Salas Sostoa,  Beatriz Sayad, Tarquini Rolando.
In abbonamento per il cartellone Musical ed Eventi, La Verità va in scena da giovedì 19 novembre alle ore 20.30. Replica allo stesso orario venerdì 20 e sabato 21 novembre: recite pomeridiane con inizio alle ore 16 anche sabato 21 e domenica 22 novembre.
Per acquistare abbonamenti e i posti ancora disponibili o per prenotazioni ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

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