Ci si può innamorare di chi ci ama?
L’amore può fare miracoli in effetti, e la sua forza può mutare il corso della nostra vita. E’ questo quello che accade al protagonista Tito, interpretato mirabilmente da Massimo D’Apporto, che si ritrova a vestire i panni di un ladro, un bugiardo, un trafficante che con male intenzioni si avvicina ad una donna sola, Rachele interpretata da Susanna Marcomeni , corteggiandola. Le sue intenzioni sono quelle di coinvolgere l’amico Oreste interpretato da Blas Roca Rey, idealista ma ridotto alla fame per derubarla e scappare con la refurtiva.
Ma la donna lo conquista con il suo totale amore e nel momento cruciale non solo non riesce a derubarla, ma le rimane vicino facendosi deportare insieme a lei dai nazisti, nonostante lui non fosse ebreo ed avesse la carta speciale con se a dimostrarlo.
Un uomo che ha ingannato gli altri facendosi passare per giudice, operaio, ladro, e chissà cos’altro ancora, nella frase finale dello spettacolo esordisce con: Oggi sò ebreo pure io!
Un testo importante recitato con estrema bravura dai tre protagonisti che ha portato un approccio diverso ai fatti tragici che la storia ha scritto. L’infamia della raccolta di cinquanta chilogrammi d’oro da parte degli ebrei romani da consegnare ai nazisti per salvare duecento anime non sono serviti a nulla ed erano soltanto l’inizio di una efferata strage.
Attraverso tutto lo spettacolo si evidenzia con scioltezza uno spaccato storico di quella Roma nel periodo nazista. Nel racconto si inseriscono fatti reali, come la trasformazione dei giardini in orti, che avvenne nel periodo di ristrettezza fascista; si nomina il compagno Nenni, ma anche Matteotti più volte, ma tra tutte rimane la sua frase più famosa: Potrete uccidere me, ma il mio pensiero vivrà per sempre.
Di forte impatto la splendida scenografia di Andrea Stanisci, che divide il palcoscenico in due scene; da una parte l’umile stanza di Oreste, dall’altra la lussuosa abitazione di Rachele. Uno spettacolo bellissimo che ha avuto anche il privilegio di andare in onda in prima serata su Rai 5, pochi giorni dopo il debutto di Roma.
Vederlo a teatro è una magia in più.
©Laura Poretti Rizman




“Ladro di razza” con Massimo Dapporto alla Contrada.
Debutta venerdì 31 gennaio alle 20.30, in esclusiva regionale al Teatro Bobbio, “Ladro di Razza” di Gianni Clementi che sostituisce lo spettacolo “Pazza” con Caterina Murino inizialmente presentato in cartellone. Massimo Dapporto, Susanna Marcomeni e Blas Roca Rey sono i tre straordinari interpreti di un testo che saprà fare ridere e riflettere il pubblico.
La vicenda é ambientata a Roma nel 1943. Tito, un modesto ladro e truffatore appena uscito dal suo ennesimo periodo in carcere. Stavolta però é in difficoltà perché un usuraio particolarmente crudele lo sta aspettando per regolare i conti con lui e questo gli impedisce di tornare a casa dalla sua famiglia, spingendolo a rifugiarsi da Oreste, suo amico d’infanzia, che lavora come operaio nelle fornaci di Valle Aurelia. Tito cerca in tutti i modi di trovare i soldi da consegnare al suo aguzzino. Conosce casualmente una ricca zitella ebrea, Rachele, che vive da sola in un appartamento lussuoso del ghetto e decide di farne la sua vittima. Tito la corteggia e, dopo un’estenuante resistenza della donna, riesce finalmente ad entrare
nelle sue grazie, pronto per copiere un furto ai suoi danni. Ma sceglie di entrare in azione proprio all’alba del 16 ottobre 1943, il momento del rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma da parte dei nazisti. Ma Tito, opportunista e vigliacco, catapultato di colpo in un episodio storico, scoprirà in sè un inaspettato coraggio che gli consentirà un grande riscatto. “Ladro di razza” si ispira alla grande tradizione del cinema neorealista, indagando in chiave di tragicommedia un momento della nostra Storia. Momenti di comicità si alternano a parentesi di riflessione e commozione. Tito, Oreste e Rachele, infatti, protagonisti di questa storia diventano il tramite per raccontare un’Italia in guerra, una Roma allo stremo, ma ancora capace di sussulti d’orgoglio.
Marco Mattolini firma la regia dello spettacolo, Andrea Stanisci i costumi e Lucio Gregoretti le musiche originali.
Lo spettacolo, che fa parte degli “spettacoli blu” debutta venerdì 7 marzo alle 20.30 e rimane in scena fino a lunedì 10 marzo, con i consueti orari del Teatro Bobbio: serali 20.30, festivi 16.30.
Prevendita dei biglietti, prenotazione dei posti e cambi turno presso la biglietteria del Teatro Bobbio (tel. 040.390613/948471 – orari: 8.30-13.00; 15.30-18.30) o al TicketPoint di Corso Italia 6/C (tel. 040.3498276/3498277 – orari: 8.30-12.30; 15.30-19.00). Prevendita On Line: Circuito VIVATICKET by Charta (vivaticket.it).
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