L’alba del notturno 🗓

17 OTTOBRE 
 
WUNDERKAMMER FESTIVAL ALGORITMI MUSICALI 
 
SECONDO CONCERTO A PALAZZO GOPCEVICH REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON IL MUSEO TEATRALE CARLO SCHMIDL
“L’ALBA DEL NOTTURNO” CON ROSANGELA FLOTTA AL FORTEPIANO
National Opera Studio Group Photos, Rosangela Flotta, foto fornita da ufficio stampa Wunderkammer

TRIESTE – Appuntamento all’interno dei Lunedì dello Schmidl con Wunderkammer Festival – Algoritmi Musicali il 17 ottobre alle 17.30 a Palazzo Gopcevich con “l’Alba Del Notturno”, ovvero il testamento spirituale di John Field, il primo compositore a pubblicare, nel 1700 opere pianistiche dal titolo “Notturni” e qui riproposte filologicamente al fortepiano, nelle sonorità argentee e delicate dello strumento, attraverso l’interpretazione di Rosangela Flotta.

Rosangela Flotta, artista dal ricco curriculum, tra i molti riconoscimenti e primi premi a concorsi internazionali ha vinto lo  Young Artist Programme per Répétiteur presso la prestigiosa National Opera Studio di Londra si è recentemente perfezionata nel repertorio antico a Trieste dove consegue con lode e menzione d’onore il Diploma Accademico di II Livello in Clavicembalo e Tastiere storiche presso il Conservatorio “G. Tartini”.

John Field (Dublino 1782 – Mosca 1837) è stato il primo a pubblicare opere pianistiche dal titolo “Notturni”. Per questo è considerato l’inventore del genere, anche se già nel Settecento non mancano composizioni dal sapore di vespero,  come il Concerto per flauto, archi e basso continuo RV 439 di Antonio Vivaldi conosciuto come “La notte”.Ma è nel Romanticismo, grazie alle sue intuizioni, che il nome prende una precisa connotazione approdando al pianoforte, indicando composizioni brevi dal carattere sognante, ora liriche, ora tempestose, sempre pregnanti. John Field ci lascia diciotto “Notturni” ognuno dal preciso carattere, alcuni distinti da ornamentazioni e virtuosismi, altri invece da sobrietà. Lui stesso, indeciso su come chiamare questi pezzi che titolò dapprima “Romanze”, “Serenate”, “Pastorali”, si decise infine, in occasione della prima pubblicazione del 1814, a dar loro il nome che ora universalmente li contraddistingue. Field fu musicista originale, apprezzato dai contemporanei per la sua tecnica solida ed il suono vellutato, capace di creare atmosfere oniriche, autore oggi ancora poco valorizzato. I suoi notturni sono spesso offuscati dai più celebri ventuno scritti successivamente da Chopin.I “Notturni” di Field sono semplici e concisi quanto misteriosi ed ambigui, sospesi in una parvenza di pace ma in poche linee di basso scendono nell’oscurità più sinistra.Il fortepiano, strumento utilizzato da Field, adatto ad ambienti esecutivi non troppo grandi, si differenzia molto dai pianoforti moderni: il suono ha una capacità dinamica inferiore e soprattutto è disomogeneo fra le varie zone della tastiera, determinando differenziazioni timbriche nei vari registri, quasi come un’orchestra. La sonorità resta piuttosto argentea e delicata, la meccanica è leggera tanto da suscitare nell’esecutore l’impressione di toccare le corde con le dita stesse. Riletti filologicamente al fortepiano, nelle sonorità peculiari dello strumento, questi suoi capolavori in una sintesi scelta, riacquistano in nuce tutta la loro essenza primigenia. Info su  www.wunderkammer.trieste.it

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