Laura Poretti Rizman intervista Donatella Surian

Ingresso della Scuola del Vedere, foto fornita da Donatella Surian

Donatella Surian
Triestina, perfeziona la sua formazione frequentando la Facoltà di Lettere (con indirizzo Storia dell’Arte Antica e Moderna) e successivamente specializzandosi in Arredamento e Design.  Dopo un’esperienza dirigenziale nel campo della progettazione e realizzazione arredamenti,  inizia a collaborare con il critico d’arte, pittore e scenografo, Luigi Danelutti, con il quale promuove qualificate rassegne espositive nel Friuli-Venezia Giulia e vari cicli di conferenze artistico/culturali  con relatori di primo piano.
Nel  1986 soggiorna a Boston (Mass., USA) a fianco di artisti locali, tutti docenti  alla bostoniana Northeaster University’s Department of Art and Architecture con i quali crea la premessa per un insegnamento artistico a Trieste.
Nel 1988, assieme a Danelutti, dà vita alla Scuola del Vedere – Accademia internazionale di belle arti, dedicandola idealmente al grande maestro dell’espressionismo Oskar Kokoschka, fondatore della  “Shule des Sehens” di Salisburgo, frequentata negli  anni Sessanta dallo stesso Danelutti.  Nel 1995, alla scomparsa del critico triestino, D.S. assume la presidenza della Scuola del Vedere dirigendola ininterrottamente sino ad oggi (2017). L’Accademia, situata nel cuore di Trieste, è da anni un concreto punto di riferimento artistico-culturale, un centro d’approccio, apprendimento ed approfondimento dell’arte figurativa che si articola in corsi, laboratori, stage con artisti internazionali, workshop formativi, mostre ed eventi multimediali. Contemporaneamente, D.S. cura varie rassegne d’arte, anche  patrocinate da istituzioni pubbliche: “Luigi Danelutti, pittore e scenografo” 1997, “I colori della follia” 2000,  “Il laboratorio dei sogni”  2004,  “Per Amleto” 2005, “Pitture & Sculture” 2005, “Confronti” 2006, “Oltre gli orizzonti del mondo” 2007, “La paura dell’altro” 2009;  nonché numerose mostre di singoli artisti.
Nel 2008 diventa presidente anche della Casa dell’Arte di Trieste, un consorzio di 12 associazioni/istituzioni costituitosi grazie al consenso della Provincia di Trieste con lo scopo di diffondere e valorizzare i molteplici aspetti dell’espressività artistica contemporanea e la cui presidenza, da alcuni anni,  è retta da Massimo Premuda.
“Patron” della Scuola del Vedere è stato per molti anni il noto artista Bruno Chersicla (1937-2013), autore del logo dell’accademia, che ha realizzato opere pittoriche e scultoree di grande originalità e di riconosciuto valore artistico, premiato nel 2009 con il San Giusto d’oro. Di lui va ricordato  anche quello che è stato il  più grande dipinto del mondo (che gli valse il Ghiness) sulla piazza dell’Unità d’Italia.
A D.S. nel 2011 è stato conferito da parte del Sindaco di Trieste (Roberto Dipiazza) una targa a riconoscimento dei propri meriti nel campo della divulgazione e promozione della cultura artistica a Trieste da oltre un ventennio.

opera, immagine fornita da Donatella Surian
copia d’autore, immagine fornita da Donatella surian

Laura Poretti Rizman intervista  Donatella Surian

LPR: Buongiorno a Donatella Surian. Ho messo in apertura d’articolo la sua biografia, ma in realtà lei fa anche parte dell’Associazione Onlus Futuro Donna, dove ci siamo conosciute. Vuole iniziare questa intervista raccontando il motivo del suo appartenere ad un’associazione che si occupa di parità di genere?
Donatella Surian: Intanto la ringrazio per l’attenzione che dedica a me e al mio lavoro. Sono lieta di far parte anche dell’Associazione Futuro Donna perché la parità di genere non è un’ovvietà se non la si pratica, se non si diventa parte attiva di un’entità che promuove costantemente delle attività volte alla crescita, alla consapevolezza, all’aiuto reciproco delle Donne e comunque delle Persone in genere.

LPR: Lei è un’appassionata d’arte che ha, in fondo, realizzato il suo sogno. Quando ha iniziato a sentire che lei apparteneva a questo mondo?
Donatella Surian: Ho visto la mia prima mostra d’arte a 13 anni, non ricordo più il nome della pittrice ma ho ancora davanti agli occhi la luce di quei fiori dipinti sulle tele ed ho pensato, emozionata, che da quella luce non volevo più separarmi.

LPR: Cosa vuol dire vivere per l’arte, oggi?
Donatella Surian: Questa è una domanda molto opportuna che mi consente di chiarire quella che, per molti, appare come un’incongruenza. Io vivo l’arte ma non dipingo (se non sporadicamente e con risultati non apprezzabili). Mi è impossibile conciliare il coordinamento e la gestione della Scuola del Vedere e la concentrazione necessaria alla creazione di opere. Non ce la faccio, dedico tutto il mio tempo a gestire al meglio l’attività della S.d.V. e a cercare di migliorarla con idee e innovazioni.

LPR: Lei avrà incontrato nel trascorrere della sua vita, personaggi davvero fantastici. Ci vuole raccontare chi ha in particolar modo, lasciato il segno nella sua espressione artistica?
Donatella Surian: La persona che ha letteralmente determinato una svolta nella mia vita è stato il critico d’arte, pittore e scenografo Luigi Danelutti. E’ lui che nel 1988 ha concepito l’idea di fondare la Scuola del Vedere. Era un personaggio determinato ma gentile, molto erudito ma semplice, visionario ma pragmatico: professionalmente irresistibile.

LPR: Cosa significa equilibrio per lei?
Donatella Surian: Non è un termine che mi appassiona, mi piacciono gli squilibri che generano situazioni nuove ma certamente senza equilibrio non c’è stabilità e senza stabilità non si costruisce nulla.

LPR: Quali sono stati gli eventi organizzati che le hanno dato maggior soddisfazione?
Donatella Surian: Io amo molto tutta la parte didattica del mio lavoro, dove vedo confronti, socialità, crescita… Comunque l’evento che mi ha emotivamente coinvolta di più è stata la mostra “La paura dell’altro”, realizzata tra il 2009-10, dove si proponeva un’espressività che non parlava solo agli occhi, ma anche al cuore, al cervello e, soprattutto,  alla nostra coscienza.
Si era voluto  mettere in evidenza l’aspetto più scomodo forse, ma certo più attraente dell’Arte: quello di mostrarci quanto non riusciamo a cogliere con  il semplice indaffarato distratto e forse indifferente sguardo di ogni giorno. E questo nostro sguardo, tutte le opere esposte, così forti da risultare sconcertanti,   ce lo avevano inchiodato per costringerci a pensare.

LPR: Cosa ha in serbo per il prossimo futuro?
Donatella Surian: Oltre a proseguire al meglio con l’attività in corso vorrei festeggiare degnamente, il prossimo anno, i 30 anni della Scuola del Vedere con una giornata di festa e d’Arte che coinvolga tutti coloro che, in varia misura, ci corrispondono.

LPR: Ringraziandola per questa intervista, le chiedo di chiuderla con un motto che la rappresenti.
Donatella Surian: L’Arte è per me  un dispositivo ottico e mentale che consente di percepire la realtà effettiva o possibile, sempre e comunque più ampia.
Dunque, come vivere senza ?

Laura Poretti Rizman

Donatella Surian, foto fornita dalla stessa

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