A volte penso che sarebbe meglio essere un cerino,una cosetta che brucia in fretta,in questo mondo di accendini senza ricarica.
Ortensia
La mia vita mi sembra un tapis roulant,ingolfato di roba che continua a passarmi davanti,senza che io riesca ad acciuffare alcunchè.
Anemone
Oh ma quanto brave sono state? Mi è piaciuto moltissimo. Le due interpreti hanno recitato benissimo… ma alla fine, però… chi è Manola?
Questi i commenti all’uscita del teatro, nel foyer, tra i vicini di palco e nell’ascensore.
Due gemelle opposte e una terapeuta dell’occulto a cui entrambe si confidano: è “Manola” di Margaret Mazzantini che Nancy Brilli e Chiara Noschese dirette da Leo Muscato portano a teatro. La pièce visionaria ed esilarante è in scena al Politeama Rossetti dal 26 al 29 maggio, ospite della stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
Lo spettacolo è stato delizioso, scioccante a tratti. La capacità artistica delle due attrici è indiscussa.
Nancy Brilli, con la sua prorompente solarità ha saputo donare un pizzico di allegria dentro un racconto buio. Chiara Noschese, ha interpretato in maniera eccellente il personaggio noir a lei affidato.
Entrambe sono state molto professionali nel cambiare ruoli.
Ma Manola, poi chi era?
Manola era, in fondo ed a mio avviso, una libera interpretazione. Lo spettacolo poteva esser visto da diversi lati.
Le due gemelle potevano benissimo essere un’unica persona. I lati estremamente diversi tra le due potevano unirsi benissimo in una singola donna, ma sicuramente tutti in sala, si sono riconosciuti in alcuni lati espressi, esageratamente esposti sicuramente, ma pur sempre umanamente comprensibili.
Il regista, Leo Muscato, ha dal suo lato aperto molte lati interpretativi anche nella scelta scenografica; gli ingressi mutavano, così come le aperture delle porte.
La terra, sulla quale era appoggiato tutto, in fondo non era che sabbia. Le luci hanno giocato un ruolo importante nella costruzione della scena.
Il testo è di Margaret Mazzantini, nota scrittrice, drammaturga, attrice e sceneggiatrice italiana. Nata a Dublino nel 1961 è figlia dello scrittore Carlo Mazzantini e della pittrice irlandese Anne Donnelly e cresce fin da bambina, attorniata d’arte.
I suoi libri spesso toccano il mondo femminile con sagacia e crudezza, ma anche con molta sensibilità.
In questo testo, due donne, due sorelle non a caso, diversissime tra loro, alla fine invertono i ruoli. In fondo la femminilità è appartenenza alla Luna e come questa, muta in mille forme, con mille luminosità fino a toccare il buio che pare assenza.
Laura Poretti Rizman
“MANOLA”
di Margaret Mazzantini
regia Leo Muscato
con Nancy Brilli, Chiara Noschese
scene Federica Parolini
costumi Lisa Rufini
disegno luci Alessandro Verazzi
produzione Enfi Teatro Produzione di Michele Gentile e Il Parioli

«Una volta c’era più ignoranza, certo, ma anche più clemenza. Ogni paese aveva il suo tonto appeso a un muricciolo, e tutti gli volevano bene, tutti se lo trastullavano un poco. Oggi siamo più colti, abbiamo la posta elettronica, possiamo inviare telematicamente dall’altra parte del pianeta le nostre parole senza neppure aver finito di pensarle. Ma non sappiamo chi è quel viso che ogni mattina s’affaccia, accanto al nostro sul davanzale confinante».
È una delle belle riflessioni che punteggiano “Manola” pièce di Margaret Mazzantini diretta da Leo Muscato e interpretata da Nancy Brilli e Chiara Noschese, che sarà in scena al Politeama Rossetti dal 26 al 29 maggio, ospite della stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
La pièce scava nella complessità esistenziale e nell’essenza di due donne attraverso una prosa gradevole, ironica, surreale e lieve, ma allo stesso tempo sottile e imprevedibile, capace di incidere un segno tutt’altro che fugace, da cui in ogni spettatore si dirameranno confronti e pensieri.
La commedia è stata portata in scena una prima volta alla fine degli anni Novanta dalla stessa autrice e da Nancy Brilli che – in questa nuova versione – ne è nuovamente protagonista assieme a Chiara Noschese. Due interpreti di forte personalità, carismatiche e versatili: non poteva essere che così, se – come spiega la stessa Margaret Mazzantini – «“Manola” è un testo sfrenato che prevede due interpreti formidabili per una prova circense senza rete. Ma che invoca l’umano in ogni sua singola cellula teatrale».
A dirigerle sarà Leo Muscato, regista internazionale, eclettico che frequenta la prosa, la lirica (a ottobre ha debuttato alla Scala nel rossiniano “Il barbiere di Siviglia”) e che il pubblico del Politeama Rossetti ha apprezzato per diversi spettacoli fra cui “Il nome della rosa”, “Il tempo di Chet” e il recentissimo “Morte di un commesso viaggiatore”.
“Manola” con il suo gioco di rifrazioni, assieme alla duttilità e all’affiatamento di Nancy Brilli e Chiara Noschese, è per Muscato materia da plasmare in uno spettacolo visionario ed esilarante al centro del quale ci sono le sorelle – gemelle ma assolutamente opposte – Anemone ed Ortensia. «Pianeti opposti nello stesso emisfero emotivo» le definisce Margaret Mazzantini che racconta Anemone come una donna sensuale e irriverente, che aderisce ad ogni dettaglio della vita con vigoroso entusiasmo, mentre Ortensia appare da sempre come un uccello notturno, un’irsuta e rabbiosa creatura in cerca di una perenne rivincita. E Manola?
È la terapeuta dell’occulto a cui entrambe – per uno strano gioco – si rivolgono confidando le loro emozioni, le insicurezze, i loro amori, i rancori. «(…) è come carburante che si incendia provocando fiamme teatrali ustionanti, sotto una grandinata di risate» anticipa l’autrice «In realtà la Manola del titolo, perennemente invocata dalle due sorelle, interlocutore mitico e invisibile, non è altro che la quarta parete teatrale sfondata dal fiume di parole che Anemone e Ortensia rivolgono alla loro squinternata coscienza attraverso un girotondo di specchi, evocazioni, malintesi, rivalse canzonatorie. Una maratona impudica e commovente, che svela l’intimità femminile in tutte le sue scaglie. Come serpenti storditi le due finiranno per fare la muta e infilarsi nella pelle dell’altra, sbagliando per l’ennesima volta tutto. Perché un equivoco perenne le insegue nell’inadeguatezza dei loro ruoli esistenziali».
Lo spettacolo replica alla Sala Assicurazioni Generali alle ore 20.30 dal 26 al 28 maggio e domenica 29 maggio alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. L’ingresso in sala sarà consentito con mascherina FFP2. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.