Nonviolenza e spiritualità

Molti considerano la nonviolenza semplicemente una forma di lotta per il cambiamento politico e sociale. In questo senso figure come il Mahatma Gandhi e Martin Luther King appaiono come campioni della nonviolenza. La storia mostra tuttavia innumerevoli esempi di cambiamenti sociali ottenuti attraverso una protesta nonviolenta. Questo però passa spesso inosservato perché in genere i movimenti di protesta nonviolenta che hanno successo non ottengono la stessa visibilità concessa a quelli violenti dai mass-media, dalla cronaca e dai saggi storici. Come si diceva un tempo: “La pace è il periodo tra due guerre”.
Un altro elemento di cui tenere conto è costituito dal fatto che il cambiamento sociale ottenuto con metodi nonviolenti è in genere considerato “normale” e quindi trascurato. Inoltre molti cambiamenti raggiunti grazie alla violenza appaiono spesso “eccezionali” e vengono glorificati sotto il nome di patriottismo, coraggio, eroismo, sacrificio per una causa, difesa della libertà ecc. In ogni caso, il tema viene ridotto a una strategia o una tattica per raggiungere obiettivi sociali, evitando le implicazioni etiche, psicologiche e spirituali della nonviolenza. Molto tempo prima di questo, però, la nonviolenza costituiva una parte essenziale della religione: grazie ai Giainisti e ai Buddisti, è apparsa per la prima volta in un contesto spirituale almeno 2.500 anni fa e da allora ha permesso innumerevoli passi avanti in campo sociale, politico e culturale.
La nonviolenza dunque sorge nel campo della spiritualità e solo molti secoli dopo viene esplicitamente considerata un metodo di lotta per il cambiamento sociale. È dunque possibile capire che l’azione nonviolenta è ispirata, spinta e guidata dalla spiritualità. Questo è il motore interno più potente che la nonviolenza attiva possa avere.
La ribellione contro tutte le forme di violenza (aperta o nascosta, interna o esterna) supera il dolore e la sofferenza negli esseri umani e questo permette di liberare la coscienza per consentirle nuovi passi evolutivi. Ogni azione mirata al benessere degli altri, alla loro felicità e libertà, acquisisce un valore spirituale. La nonviolenza ha un valore spirituale se è ispirata e guidata dall’amore e dalla compassione.
Per manipolare le popolazioni la spiritualità è stata spesso separata dalla partecipazione attiva ai temi sociali, mentre nella nostra visione questi due elementi non sono in alcun modo antagonistici, ma anzi sinergici. La nostra capacità di produrre grandi cambiamenti sarà proporzionale alla mistica sociale che incoraggia e pervade le nostre azioni.

Ringraziamo Fernando Garcia per queste parole ispiratrici.
Per consultare il testo integrale (in spagnolo): http://fernandoagarcia.blogspot.com

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