
La notizia è, certamente, da salutare con favore.
Una preziosa fonte di informazione di pubblica utilità è tornata accessibile.
Restano, tuttavia, oscure le ragioni che avevano indotto il Ministero a disporne addirittura la chiusura, ragioni che sembrerebbero – stando a quanto si riferisce nel comunicato del Ministero – essere state chiarite ai responsabili del sito dplmodena.it ma che non vengono chiarite all’opinione pubblica come, invece, sarebbe stato auspicabile dato il grande clamore sollevato dalla vicenda.
Difficile comprendere cosa sia realmente accaduto. Cosa può aver condotto – nello spazio di una settimana – il Ministero del Lavoro a disporre la chiusura e la riapertura di un sito internet di informazione?
Qual è la verità? Il sito dplmodena violava davvero leggi e regole vigenti? Quali? Quali azioni sono state poste in essere per porre rimedio a violazioni tanto gravi da aver giustificato un provvedimento di immediata chiusura di un sito internet?
È un brutto copione già visto e già letto centinaia di volte e che ci si augurava di non dover continuare a veder messo in scena. Peccato.
In molti, sin qui, abbiamo aspettato una risposta ma, allo stato, l’unica risposta arrivata è quella dei fatti: il sito non meritava di essere chiuso tanto che è stato riaperto e destinato ad essere integrato nel patrimonio informativo del Ministero. Manca, però, la risposta ad una domanda ineludibile: perché il sito è stato chiuso? Quali provvedimenti sono stato adottati per evitare che altri siti siano chiusi in futuro?
Sono domande legittime?
Se sì, si aspettano risposte.