Richard II

Una scenografia molto lineare e semplice presenta la scena come un quadro con una pittura dorata ed un passepartout nero. I costumi sono moderni nella fattura e di superba eleganza; le pelli, le armature, le armi, i copricapi e gli abiti sono costruiti con stoffe e pellame di grande qualità. Perfino la scelta del colore lascia intravedere chiaramente le diversità di poli opposti tra il bianco e il nero e sopra tutti l’oro regale si eleva.

Essenziali e raffinate le scene, risulta molto curata anche la parte coreografica nel disporre da parte del regista le posizioni, attentamente studiate, degli attori sul palcoscenico.

Il quadro è pieno di personaggi: al centro lei, lui ovvero il re con il cuore da regina nell’interpretazione di bravura indiscussa da parte di Maddalena Crippa. Al suo cospetto due sudditi che si accusano e si sfidano a duello entrambi si tracciano di vigliaccheria e tradimento nei confronti della patria, del regno al quale appartengono ed al proprio re.

Grande la prova di recitazione del cast ed eccezionale l’interpretazione della protagonista che ha portato sul palcoscenico una prova interpretativa superba. La scelta di regia di far interpretare ad una donna la parte di un uomo che nel tempo ha ceduto al suo femminile pur mantenendone il tono esteriore, è stato di grande effetto.

La lotta per ottenere il potere, la falsità nell’abbindolare le masse, la ferocia studiata e inaudita nei confronti dei propri cari, l’appartenenza ad un Dio per il quale si scatenano guerre e si innalza la spada ci porta da epoche lontane al nostro tempo e gli abiti stessi ne divengono prova consistente e immediata.

Dio, campione e difensore delle beghe, ne genere le stesse: un’assurdità che crea desolazione per la prossima morte, morte che vince su ogni cosa, morte che vince su tutti.

Perfino il duello è fin troppo reale e procura sul palcoscenico evidenti segni nell’armatura colpita. Colpiscono oltre modo le parole di William Shakespeare quando racconta la vergogna del sovrano nel rendersi locatore di uno Stato, nel dare in appalto lo Stato rendendo la vergogna di sè stesso, dei suoi sudditi ma soprattutto di tutto il Paese agli occhi del mondo. Parole fin troppo moderne per non rabbrividirne al sentirle.

Allo stesso modo un tempo come ora, il cedimento alla deviazione e alla lussuria da parte dei regnanti porta inevitabilmente lo scandalo e la rovina del Paese stesso in un un finale di dolore e vergogna.

Uomini saggi prevengono questi dolori, ma la storia si ripete anno dopo anno: nuovo re, nuovo lancio di guanti, nuova sfida, infiniti guanti, infinite guerre fino a rendere la scena una parodia di se stessa.

Un presagio di sventura e che si conclude con uno specchio rotto sulla scena a sfidare tutte le superstizioni teatrale.

 

 

Laura Poretti Rizman

 

 

“Un ospite di straordinario prestigio, domani – giovedì 9 novembre alle 17.30 – all’incontro dedicato a “Richard

RICHARD II_GrazianoPiazza-MaddalenaCrippa-AlessandroAverone_Foto-PaoloPorto, foto fornita da Teatro Stabile FVG

II” di Shakespeare: oltre alla bravissima protagonista Maddalena Crippa, sarà presente Peter Stein, regista di statura internazionale e dalla geniale creatività. La conversazione sarà condotta dal professor Peter Brown. L’iniziativa è a ingresso libero e il giorno successivo l’approfondimento sul testo si terrà in lingua inglese”.

Due diversi incontri di approfondimento sono in programma per “Richard II” di Shakespeare a cura del direttore della British School del Friuli Venezia Giulia, Peter Brown.
Giovedì 9 novembre alle 17.30 alla Sala Bartoli, la conversazione sarà impreziosita da due presenze di assoluto prestigio: oltre alla bravissima Maddalena Crippa sarà infatti presente il regista, Peter Stein, uno straordinario protagonista del teatro internazionale contemporaneo, fondatore della Schaubühne di Berlino, direttore a lungo della sezione teatrale del Festival di Salisburgo… La sua creatività geniale, raffinata, profondamente comunicativa, ha prodotto spettacoli memorabili nel panorama teatrale italiano e internazionale.

Un’occasione imperdibile e davvero rara ascoltarlo discorrere, assieme alla protagonista, del suo lavoro su Shakespeare.

Venerdì 10 novembre alle ore 17.30 sempre alla Sala Bartoli il professor Brown terrà la conferenza sul “Richard II” in lingua inglese.
L’ingresso ad entrambi gli appuntamenti è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Lo spettacolo replica al Politeama Rossetti fino a domenica 12 novembre.

“Prestigioso appuntamento al Politeama Rossetti – da mercoledì 8 novembre – con “Richard II” di Shakespeare nella regia di Peter Stein, firma prestigiosa, fra i più geniali e innovativi registi a livello internazionale. Recita nel ruolo del titolo, in una prova ardua e molto ammirata da critica e pubblico, Maddalena Crippa. Lo spettacolo è inserito nel cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, repliche fino al 12 novembre”.

Va in scena da mercoledì 8 a domenica 12 novembre, al Politeama Rossetti, “Richard II” di Shakespeare nella raffinata e significativa lettura registica di Peter Stein e nell’ammirata interpretazione di Maddalena Crippa, nel ruolo del titolo e a capo di una compagnia eccellente e numerosa.

Lo spettacolo – uno fra i titoli più attesi dagli appassionati di prosa – riporta allo Stabile la straordinaria e versatile attrice, già spesso applaudita a Trieste, e Peter Stein, sicuramente fra i più eminenti registi e artisti di teatro in ambito internazionale.
Berlinese, rivelatosi al Münchner Kammerspiele è tra i fondatori, nel 1970 della Schaubühne di Berlino, che ha diretto a lungo, per passare negli anni Novanta alla sezione teatrale del Festival di Salisburgo. Memorabili ed emozionanti molti spettacoli che ha creato per i palcoscenici internazionali di prosa e lirica, come pure per quelli italiani.

Allo Stabile regionale, solo un’altra volta in passato è andato in scena un suo spettacolo: lo shakespeariano “Tito Andronico” nel 1990. Ed è nuovamente una illuminante lettura di Shakespeare a condurlo nel cartellone 2017-2018, con “Richard II”.

«Shakespeare – ha spiegato Peter Stein in una recente intervista – ha costruito questa tragedia sulla grande arte della retorica (…) Quasi tutte le scene di “Richard II” si svolgono in luoghi pubblici, si parla come se si fosse al perenne cospetto di un tribunale e ogni parola è frutto di uno specifico calcolo. Mi piace lavorare sulla lingua parlata perché il teatro è l’ultimo luogo che permette di farlo anche relativamente all’identità culturale. Ma è difficile dare una possibilità attoriale a questa altissima retorica. L’unico modo è stato farne una sorta di partitura musicale, fino a renderla attraente e comprensibile».

È stata dunque una notevole sfida, anche per un artista del suo calibro, portare in scena questo testo che Shakespeare scrisse probabilmente nel 1595 e che ha una notevole forza metaforica e politica: è infatti completamente incentrato sulla deposizione di un sovrano. Non sulle sue gesta, né su un tradimento.

Quello che sembra interessare l’autore sopra ogni cosa è un concetto, una questione: è possibile deporre un sovrano legittimo? E l’usurpatore, privo d’investitura divina, può essere considerato a tutti gli effetti un sovrano? Dilemmi di etica, politica, potere che possono facilmente essere traslati all’oggi e illuminare la tragedia di avvincenti rifrazioni…

Dilemmi che per Shakespeare ed i suoi coevi rappresentavano una rivoluzione copernicana. “Richard II” sconvolge le certezze del Medioevo, squassa un ordine che sembrava intangibile, dettato da Dio: rappresenta la svolta inquietante dalla regalità sacra medievale alla prospettiva del Rinascimento, dove una monarchia può non necessitare di metafisiche investiture.

È questa svolta verso l’uomo moderno che il dramma annuncia. «Richard, che nella sua esaltazione va oltre il proprio tempo, poiché la monarchia assoluta si sarebbe sviluppata molto più tardi – anticipa ancora il regista – può essere interpretato utilmente da una donna che recita la parte maschile. In questo modo diventa ancora più chiaro il carattere inconsueto di questo re e gli aspetti fondamentali della discussione politica risultano più evidenti. Anche la profonda malinconia dell’ultimo monologo di Richard, quando è in carcere, dove parla dell’inutilità e della mancanza di senso dell’esistenza umana, ci può toccare in modo più commovente».

Per questo motivo, dunque, sarà Maddalena Crippa ad interpretare il re dei Plantageneti: una prova ancor più accesa per la bravissima attrice, che senza dubbio va annoverata fra le più colte interpreti del teatro internazionale, provvista di un talento impetuoso e duttile, guidato da una tecnica ineccepibile. Darà corpo e voce a un Riccardo II sicuramente memorabile, nei suoi eccessi, nella sua arroganza, nella violenza, ma anche nelle sue voragini di fragilità e disorientamento.

Tutto ha inizio con un duello fra Henry Bolingbroke e Thomas Mowbray, accusato di tradimento: Riccardo II, che aveva proibito quel confronto, esilia entrambi. Ma i nobili sostengono Bolingbroke che ritorna in patria e si oppone ai consiglieri del re, fino a costringerlo alla resa, all’abdicazione e alla reclusione nella Torre di Londra. Bolingbroke salirà al trono come Enrico IV, senza investitura divina, ma sarà al riparo da vendette e congiure?

“Richard II” di William Shakespeare nella traduzione di Alessandro Serpieri e nella riduzione e regia di Peter Stein è interpretato da Maddalena Crippa (Re Richard II), Alessandro Averone (Henry Bolingbroke), Gianluigi Fogacci (Duca di York), Paolo Graziosi (John Gaunt/Un Capitano gallese/ L’abate di Westminster), Andrea Nicolini (Conte di Northumberland), Graziano Piazza (Thomas Mowbray/Il Vescovo di Carlisle), Almerica Schiavo (La Duchessa di Gloucester/La Duchessa di York), Giovanni Visentin (Araldo I atto/Lord Willoughby/Sir Piers Exton), Marco De Gaudio (Araldo I atto/Lord Ross), Vincenzo Giordano(Henry Percy), Luca Iervolino (Il Lord Maresciallo/Il Conte di Salisbury/Un assassino), Giovanni Longhin (Araldo atto IV/Sir William Bushy/Il Carceriere del Tower), Michele Maccaroni (Araldo atto IV/Sir Henry Greene/Un assassino), Domenico Macrì (Sir John Bagot/Un assassino/Il Servo del Duca di York), Laurence Mazzoni (Il Duca di Aumerle).

Le scene sono di Ferdinand Woegerbauer, i costumi di Anna Maria Heinreich, le luci di Roberto Innocenti. Lo spettacolo è una produzione del Teatro Metastasio di Prato.

“Richard II” va in scena per il cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti: debutta mercoledì 8 novembre alle ore 20.30, replica alla stessa ora fino sabato 11 novembre e domenica 12 novembre chiude con una recita pomeridiana con inizio alle ore 16.

Due diversi incontri di approfondimento sono in programma per “Richard II”: giovedì 9 novembre alle 17.30 alla Sala Bartoli, il direttore della British School, Peter Brown, parlerà del testo shakespeariano e della storia di Riccardo II assieme alla protagonista Maddalena Crippa. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Venerdì 10 novembre alle ore 17.30 sempre alla Sala Bartoli il professor Brown terrà la medesima conversazione sul “Richard II” in lingua inglese: l’ingresso è sempre libero.

I biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e naturalmente anche attraverso il sito www.ilrossetti.it. Attraverso gli stessi canali si possono acquistare ancora molte tipologie di abbonamento alla Stagione del Teatro Stabile che proseguirà il 13 novembre con il primo appuntamento del cartellone Altripercorsi “Pensieri e parole” con Peppe Servillo , il 16 novembre con il musical “Green Day’s American Idiot” e sabato 18 con il concerto di Ute Lemper.

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