TRA I NOMI INTERNAZIONALI DI QUESTA 12^ EDIZIONE:
JOZEF VAN WISSEM, LIUTISTA OLANDESE, HA VINTO IL CANNES SOUNDTRACK AWARD AL FESTIVAL DEL CINEMA CON LA COLONNA SONORA DEL FILM DI JIM JARMUSCH “SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO”.
Wunderkammer celebra 12 anni di musica affascinante e di alta qualità, che spazia nel tempo ma anche nei luoghi. Tema infatti di quest’anno: “Distanze. musica dalle Americhe al Medio Oriente”. Ideato nel 2006 da Andrea Lausi e Paola Erdas, WK si è guadagnato una reputazione internazionale nel proporre e diffondere la vivacità e la continua ricerca che caratterizzano la musica antica.
E l’anteprima Wunderkammer “Bach Magnificat +” di ieri sera, domenica 29 ottobre, nella chiesa Luterana di Trieste ha testimoniato quanto la musica antica sia più che mai vivace e attuale. Più di 400 le persone che sono entrate, oltre 180 le persone in fila che non sono riuscite ad accedere perché la Chiesa era piena.
Oltre alla scelta di interpreti di assoluto valore e programmi innovativi in linea con i più importanti festival europei (a cui si ricollega il tema Distanze), si aggiungono l’utilizzo di sedi anche insolite e il coinvolgimento di un elevato numero di Istituzioni nazionali e internazionali (il Ministero dei Beni Culturali, la Regione Friuli Venezia Giulia, il Comune di Trieste, partenariato con Ghislierimusica il partenariato con Musica, Impulse Centre for Music – Belgio).
Wunderkammer inoltre oltre a portare concerti ed eventi in Friuli Venezia Giulia, produce spettacoli insieme a giovani talenti affiancati ad artisti di spessore internazionale, che combinano la meraviglia della musica antica con gli elementi più contemporanei della musica.
Interpretare l’innovazione è possibile solo attraverso i talenti emergenti, aumentandone la visibilità sulla scena musicale e concorrendo così al supporto della loro carriera internazionale. Sulla scia di quanto già fatto nelle precedenti edizioni con i giovani vincitori del Concorso Internazionale di Fortepiano di Roma, il festival riserverà due concerti, uno ad un gruppo EEEmerging (partenariato con Ghislierimusica) e uno a un gruppo dell’ International Young Artist’s Presentation – IYAP (partenariato con Musica, Impulse Centre for Music – Belgio), partecipando così alle due più importanti azioni di promozione e sviluppo in Europa della nuova generazione di ensemble emergenti di musica antica.
EEEmerging è un progetto di cooperazione finanziato dall’Unione Europea per promuovere i talenti emergenti della musica antica. Con un finanziamento di circa due milioni di euro il progetto è realizzato da 8 co-organizzatori, membri del REMA, ed è supportato da altri 37 membri associati fra cui Wunderkammer. Il processo messo in atto da EEEmerging mira a migliorare l’accesso al mercato alle giovani formazioni, dando loro condizioni di lavoro eccellenti e favorendo la circolazione internazionale e la promozione di questi artisti europei. La selezione dei nuovi gruppi per il 2017 si è appena conclusa ad Ambronay in Francia.
Lo IYAP invece si svolge ogni anno ad agosto ad Anversa e accoglie giovani ensemble selezionati fra i migliori del panorama mondiale, cui vengono forniti un coaching, una serie di concerti aperti al pubblico e il feedback di un comitato di esperti internazionali di cui Paola Erdas o Andrea Lausi hanno fatto parte nel 2010, ’13 ’16 e ’17.
Il profilo delle scelte artistiche ha fatto sì che già nel dicembre 2007, dopo due sole edizioni, Wunderkammer sia stato accolto nell’esclusivo Réseau Européen de Musique Ancienne – (Rete Europea della Musica Antica – REMA). Fondata nel 2000 con il sostegno dal Dipartimento per gli Affari Internazionali del Ministero della Cultura francese, la rete riunisce oggi ottanta festival di venti paesi dell’Unione Europea. REMA è una piattaforma di incontro essenziale per mettere in comune il lavoro di direttori artistici e responsabili di produzione sulle tematiche riguardanti la diffusione e la promozione della musica antica.
WUNDERKAMMER 2017/2018: DISTANZE. MUSICA DALLE AMERICHE AL MEDIO ORIENTE.
Uno spartito non è musica. È un sistema di trasmissione di alcuni parametri, che l’interprete integra con le sue scelte nel momento in cui rende udibile il segno scritto. Si tratta quindi essenzialmente di uno strumento, funzionale hic et nunc alla pratica quotidiana del far musica: uno spartito bolognese del seicento veniva scritto per l’interprete bolognese del seicento, immerso nel sistema di scelte proprio di quel luogo e di quel momento. Lo stesso spartito quattro secoli dopo ci fornisce solo una traccia della musica che vuole rappresentare. Per renderlo di nuovo uno strumento utilizzabile abbiamo bisogno di un libretto di istruzioni.
Negli anni ’60 del secolo scorso la proposta del “movimento musica antica” è radicale: per rendere più viva l’esperienza della musica del passato è necessario attingere a tutte le fonti disponibili, usando gli strumenti e i trattati dell’epoca, epoca per epoca e luogo per luogo.
La “musica antica” nasce quindi dalla presa di coscienza dell’enorme perdita di informazione delle pratiche condivise del passato. E nasce anche dal rifiuto dell’idea che per affrontare tutto il lascito musicale del passato potessero essere sufficienti le regole sviluppate nella prima metà del secolo scorso, assieme alla nascita della registrazione e trasmissione dei suoni – ovvero quel “libretto di istruzioni” che, assieme al canone di autori e brani dell’ottocento, potremmo definire “modernista” o “mainstream”
Per fare questo gli interpreti di musica antica si trovano a confrontarsi con molte pratiche di molte epoche, molti stili, molti generi di improvvisazione diversi fra loro. Un situazione non facile, che richiede un’educazione alla duttilità e molti consapevoli compromessi. È al tempo stesso una situazione feconda, perché, immersi nell’infinitamente vario ambiente sonoro di oggi, questa duttilità di approccio ha finito per favorire innesti dei più vari, dal panorama contemporaneo a quelli della musica di tradizione e della world music.
Con le due stagioni del 2017, Riformulazioni della primavera passata, e l’attuale – Distanze – Wunderkammer cerca di esplorare una parte almeno di questo mutevole scenario.
Andrea Lausi
Direttore Artistico Wunderkammer Festival
IL PROGRAMMA
Primo appuntamento il 17 novembre,alle 20.30 al Miela, con le atmosfere d’Oriente dello spettacolo musica e danza “Diwan” prodotto da Wk. Tratto dal prologo della Seconda notte di “Mille notti e una notte” il Diwan, oltre ad indicare tra i suoi significati quello di una raccolta di poesie, di un raduno amministrativo e di un elemento d’arredo, è anche il luogo privato, riservato allo scambio, dove musicisti e poeti esprimono in libertà la loro ispirazione. In questo Diwan immaginario tre musiciste, l’italiana Elena Baldassarri al tabla, l’iraniana Shadi Fathi al sétar e Paola Erdas al clavicembalo incontrano la danzatrice e coreografa Daša Grgič, nel fluire di un dialogo musicale che passa dal suono al movimento e dalla melodia al puro ritmo. In scena, senza pregiudiziali barriere, molte delle vie possibili ispirate dall’antica musa si intersecano e si sovrappongono creando la meraviglia della comunicazione.
Elena Baldassarri ha iniziato a studiare tabla in India nel 1993 all’Accademia di Musica ” Ustad Alla Rakha Khan “a Bombay con i più grandi maestri di qust strumento diplomandosi in tabla alla Benares Hindu University nel 2002 e svolgendo attività concertistica in diversi Paesi dell’Europa. Shadi Fathi, nata a Teheran da una famiglia curda, ha studiato sétar col grande Maestro Dariush Tala’i iniziando a esibirsi in concerti già all’età di 15 anni. Per accrescere il suo sapere studia poi zarb nella tradizione della fratellanza Ghaderiyeh del Kurdistan Iraniano. Ha partecipato a numerosi progetti di danza, musica e teatro che ha arricchito con la sua esperienza della musica classica persiana. Paola Erdas, già nota al pubblico di Wunderkammer e di Trieste è clavicembalista dal repertorio ampio e poco convenzionale e professore di cembalo nei conservatori di Messina e Trieste. La sua attività concertistica si avvale delle collaborazioni con importanti e interessanti artisti di fama in progetti di concezione innovativa e di ricerca musicologica e teatrale. Daša Grgič è stata ospite di numerosi festival internazionali ed ha ricevuto il riconoscimento speciale “listina Mete Vidmar”. La sua visione della danza è stata fortemente influenzata dall’incontro e dallo studio con Carolyn Carlson a Parigi, dove recentemente ha lavorato come danzatrice al promo del suo nuovo film.
Il 18 novembre alle 20 la Chiesa Luterana di Largo Panfili ospita JOZEF VAN WISSEM, liutista olandese, firma la colonna sonora del film di Jim Jarmusch “Solo gli amanti sopravvivono” (Only Lovers Left Alive) per cui ha vinto il Cannes Soundtrack Award al Festival del Cinema di Cannes dove ha suonato dal vivo con il regista Jim Jarmusch, l’attrice Tilda Swinton e la musicista statunitense Zola Jesus.
“Entrare nel suo mondo significa arrendersi all’atmosfera della musica di un artista unico nel suo genere, “sia compositore d’avanguardia che liutista barocco, a suo agio in questa dicotomia” (New York Times). Con il suo liuto nero, costruito apposta per lui, Van Wissem si è esibito in più di 800 concerti nel mondo, incluse alcune apparizioni in prestigiosi rock festival come ATP e Primavera Sound. Nel suo ultimo album “Shall This Bright Day Begin” la voce si intreccia con le sue ballate barocche in una bellezza delicata e sognante.
A precedere il suo concerto ci sarà il Canary Pipe Opening Act con il duo che prende ispirazione (il nome) da uno dei Music Club nella Londra del ’600 in cui i musicisti di corte si esibivano. Irene Brigitte e Ilaria Fantin aprono il doppio concerto interpretando l’incontro fra il mondo del cantautorato-folk e la musica antica con un repertorio che raggiunge i club dei nostri giorni.
Un viaggio nella musica al tempo dei conquistadores è quello che proporranno l’Argentina Evangelina Mascardi (liuto) e, dal Paraguay, Lincoln Almada (arpa) il 22 novembre alle 20.30 nella Basilica di San Silvestro con il concerto “Un solo camino”. Il programma riunisce l’arpa diatonica del secolo XVI con la chitarra barocca di fine secolo XVII, che, pur non essendo collegati all’origine, si incontrarono nell’ambiente culturale eterogeneo del Sudamerica di metà Settecento. Nobiltà e commercianti europei, schiavi africani e indios, l’incrocio si riflette anche nella musica: nei manoscritti dell’epoca troviamo brani di corte nella forma classica della suite insieme ai “Zarambeques” (ritmo africano) o alle “Jàcaras” (danza spagnola). Il ricco spettro di forme musicali presenti nel programma viene ulteriormente arricchito dall’improvvisazione sui motivi di tradizione guaranì, dove reminiscenze melodiche e armoniche della Spagna dei Conquistadores si intrecciano al ritmo e al colore della musica locale.
Evangelina Mascardi è considerata una tra i migliori liutisti attivi nel panorama concertistico internazionale per la maturità interpretativa, la ricchezza del suono e la non comune solidità tecnica. Ha studiato liuto alla Schola Cantorum Basiliensis dove ottiene il “Solisten Diplom” con Hopkinson Smith. Ha collaborato con Savall, Minkowsky, Marcon, Banchini (415) e Simon Rattle (Berliner Philarmoniker), con i quali ha registrato oltre 30 CD. Ora collabora con Ensemble Zefiro (Bernardini), Giardino Armonico (Antonini) e Monteverdi Choir (Sir John Elliot Gardiner) e sulla sua attività di solista. Per ORF-Alte Musik e Arcana ha registrato tre CD dedicati a Weiss, Bach e Castaldi. Insegna liuto presso la Hochschule für Musik und Theater di Monaco di Baviera.
Lincoln Almada fin da molto giovane si dedica alla percussione suonando in diversi gruppi tradizionali, e in seguito si dedica all’arpa integrando in essa tutta l’esperienza prima acquisita. Portata in America Latina durante la conquista spagnola come mezzo di evangelizzazione dei gesuiti, l’arpa resta ancora oggi lo strumento principe in Mexico, Ecuador, Colombia e Venezuela. In Paraguay l’arpa è considerata strumento solista, avvalendosi di antiche tecniche ormai dimenticate in Europa. Lincoln Almada possiede queste tecniche, e le arricchisce unendo influenze europee contemporanee. Insegna in workshop in tutta Europa dedicati alla musica latino-americana e all’improvvisazione e insegna arpa e percussioni al Conservatorio di Ferrara.
Il concerto del 29 novembre vedrà un pianista eclettico come Riccardo Morpurgo in “Tempo Rubato” alle 20.30 al Teatro Miela. La sua attività spazia attraverso tutte le declinazioni musicali: jazz, musica estemporanea per il cinema muto, colonne sonore, action painting. Ha al suo attivo nove incisioni discografiche. Dal 2002 è arrangiatore ed esecutore della NienteBand per il progetto “Pupkin Kabarett” del Teatro Miela di Trieste. Sul palco un viaggio attraverso la musica classica dal barocco al contemporaneo che attraverso l’armonia e il ritmo delle composizioni antiche si rielabora, si ricrea in una composizione estemporanea e viva.
Venerdì 1 dicembre alle 20.30 nella Basilica di San Silvestro sarà la volta di un evento incentrato sul secolo d’oro spagnolo: “La Bomba”, con il quartetto Cantoría composto da Inés Alonso, Samuel Tapia Valentín Miralles, Jorge Losana (tenore e direzione).
Tutta l’originalità e la freschezza della musica del “Siglo de Oro” spagnolo, tra il XVI e il XVII secolo, presentata da questo quartetto di giovani voci spagnole. Il concerto affianca musiche profane e musiche sacre del periodo natalizio.
In questa musica così intensa sono presenti emozioni, giochi, storie incredibili: un affascinante affresco sonoro che rappresenta ogni aspetto della vita, da quella quotidiana al Mistero della nascita di Gesù Cristo.
I Canzonieri spagnoli del Rinascimento sono ricchi di danze, “villancicos” e “ensaladas”, una mescolanza di una moltitudine di elementi, ritmi, linguaggi, strutture e azioni teatrali. Le voci giovani, entusiaste e colorate di Cantoría faranno rivivere queste gioiose canzoni ancora una volta.
Diretto dal tenore Jorge Losana, Cantoría è un ensemble vocale emergente focalizzato sul repertorio del Rinascimento spagnolo. L’ensemble è nato nell’estate del 2016 durante il Festival de Musica Antigua di Sierra Espuña (Regione di Murcia – Spagna) e ha come base la Escuela Superior de Música de Catalunya (Barcellona). Ensemble presentato allo IYAP 2017, e selezionato per Wunderkammer da Paola Erdas, Cantoría è stato anche recentissimamente accolto nella nuova annualità del progetto EEEmerging.
Il 5 dicembre alle 20.30 al Teatro Miela Wk porta lo spettacolo “Il Transilvano. Dalla pagina scritta all’improvvisazione, passando per il folk“ con l’ensemble PRISMA in cui quattro giovani musicisti (Franciska Anna Hajdu, Dávid Budai Elisabeth Champollion e Alon Sariel) provenienti da Israele, Svizzera e Ungheria uniscono i loro talenti per suonare la bizzarra, colorata e fortemente espressiva musica dei secoli XVI e XVII, mescolandola ai brani del Codex Cajoni, legati al folk tradizionale ungherese e romeno.
“Perfezione tecnica, bellezza del suono, equilibrio e freschezza interpretativa danno l’impressione che ogni frase sia inventata nel momento stesso dell’esecuzione” (Göttinger Tageblatt). PRISMA è un ensemble internazionale che nel maggio 2015 ha vinto il 1° Premio all’International Heinrich Ignaz Franz Biber Competition in Austria; nel 2016 e 2017 è stato scelto per il progetto EEEmerging, con residenze ai festival di Riga, Ambronay, Bucarest e Pavia. Sull’apparizione del gruppo ad Ambronay il giornalista musicale Leszek Bernat ha scritto: “PRISMA ha incantato per musicalità, perfetta comprensione tra i musicisti, arte dell’ornamento e gioia di vivere e fare musica insieme. Non c’è da meravigliarsi che il gruppo abbia vinto il premio del pubblico”.
L’ultimo concerto in programma del 2017 il 9 dicembre alle 20.30 nella Basilica di San Silvestro con Gianluca Campanino in “AL OUD EL AAZEF”, un viaggio nel mediterraneo alla ricerca delle note racchiuse nel legno.
Gli strumenti musicali sono espressione dei luoghi e delle culture: il legno che canta, l’Oud – ‘al Oud el aazef – è lo strumento principe della musica del vicino Oriente, progenitore, anche nel nome, del liuto. Gianluca Campanino percorre storie e viaggi, intrecciando biografie e geografie per condurre l’ascoltatore attraverso gli stili del vicino Oriente, dal Marocco alla Siria, all’Andalusia. Un percorso antico e attualissimo, manifesto di una musica che vive e continua ad affascinare grazie alla maestria chi la esegue. Laureato in filologia musicale con una tesi su teoria e pratica del liuto arabo dedicata all’oud, Campanino ha studiato in Siria con il maestro Muhammad Aiman Juby e in Marocco con il maestro Said Chraibi. Da diversi anni porta avanti il progetto Damsait, ispirato alle antiche e nuove forme musicali arabe e mediterranee. Profondo conoscitore della liuteria occidentale e mediorientale, collabora con liutai in Italia, Marocco e Siria. È del novembre 2017 l’uscita del CD “Suonn ‘e criature” con la Gianluca Campanino Band per l’etichetta Europhone Records.
Prevendita biglietti Wunderkammer presso: TEATRO MIELA Piazza Duca degli Abruzzi, 3 – Trieste Tel. 040 365119 – Orario 17.00-19.00 CIRCUITO WWW.VIVATICKET.IT e punti vendita associati. I posti disponibili saranno in vendita anche all’ingresso degli spettacoli a partire da un’ora prima dell’inizio. Intero € 10 / Ridotto AmiciWK € 7
Ridotto Giovani & Sostenitori WK € 5
MiniW
Il festival Wk ospita quest’anno la terza edizione di miniW, rassgna di eventi dedicati a bambini e ragazzi, con due spettacoli a cui si affiancherà una serie di laboratori per bambini (età di riferimento indicativa: 4-10 anni), a carattere prevalentemente pratico- artistico (strumenti musicali; libri pop-up; animazione; ecc.) a cura di Annalisa Metus.
Dopo il successo della scorsa edizione, ritorna, sabato 18 novembre alle 11 e alle 17 alla Casa della Musica, BABAR con Pier Luigi Maestri (flauto, voce recitante) e Patrizia Tirindelli (pianoforte) che metteranno in scena le avventure dell’elefantino più elegante di tutta la foresta. Dai celebri romanzi di Jean de Brunhoff, musica di Francis Poulenc, allestimento originale di Pier Luigi Maestri.
Sempre alla Casa della Musica il 25 novembre in doppia replica alle 11 e alle 17 debutterà lo spettacolo GOMITO A GOMITO, delicata fantasia su musiche di Gabriel Fauré per pianoforte a quattro mani (Alessandra Sagelli e Cristina Santin) e scenografia pop-up di Annalisa Metus.
I biglietti saranno disponibili in prevendita presso la segreteria della Casa della Musica a partire dal 6 novembre.
Prevendita miniW presso: CASA DELLA MUSICA
Via dei Capitelli, 3 – Trieste Tel. 040 307309 da lunedì a venerdì ore 15.00-19.00 giovedì dalle 10.00 alle 12.00 . Posto unico 7€ / Famiglia (4 persone) 24€
Il FESTIVAL E’ REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA, CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI TRIESTE. MEDIA PARTNER: RAI RADIO 3 E LA SEDE RAI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA. PARTNER DI PROGETTO: POLO MUSEALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA MUSICA BELGIO | GHISLIERI MUSICA SEVICQ BREŽICE | SCUOLA DI MUSICA ANTICA DI VENEZIA | THERESIA YOUTH ORCHESTRA ASSOCIAZIONE MUSICALE CORO DA CAMERA UDINESE PROJECTS ALMAMUSICA433 | GOETHE ZENTRUM TRIESTE IN COLLABORAZIONE CON: WUNDERCANTUS TEATRO MIELA/BONAWENTURA | ASSOCIAZIONE SUZUKI CASA DELLA MUSICA/SCUOLA DI MUSICA 55. SPONSOR TECNICI: RISTORANTE AI FIORI HOTEL VICTORIA .
STEFANO BOLLANI SVELA I FILM SCELTI PER IL SUO NUOVO SPETTACOLO “FANTABOLLANI”
IN PROGRAMMA IL 3 NOVEMBRE AL TRIESTE SCIENCE+FICTION
Trieste Science+Fiction Festival ospiterà il concerto di Stefano Bollani “FantaBollani” per la cerimonia di premiazione dei Méliès d’Or della European Fantastic Film Festivals Federation in calendario il 3 novembre 2017 al Politeama Rossetti.
Il grande pianista jazz svela il programma unico ed inedito di sonorizzazioni di classici e sorprese del grande cinema fantastico delle origini disegnato in esclusiva per il Trieste Science+Fiction Festival.
Il nuovo progetto “FantaBollani” curato assieme agli organizzatori è un programma inedito di film per rendere omaggio alla 21a Golden Méliès Ceremony. Un programma per rivivere la magia del cinema delle origini con “Voyage dans la Lune” (1902), “Les quat’ cents farces du diable” (1906) e “Voyage à travers l’impossible” (1904) del maestro Georges Méliès, e poi “Voyage autour d’une étoile” (1906) di Gaston Velle e uno dei primissimi film italiani di fantascienza: “Matrimonio interplanetario” (1910) di Enrico Novelli. Tutti i film verranno presentati in versione digitale restaurata.
Artista in costante ricerca di stimoli, nel passato e nell’esplorazione del presente, Stefano Bollani racconta così la relazione con i maestri del cinema:
“Amo molto i vecchi film dove non c’è bisogno di parlare, dove tutto è raccontato in maniera diversa. E mi piace il cinema che lo fa tutt’ora. Sicuramente mi è rimasto un amore per il cinema muto perché usa altri linguaggi. La sonorizzazione mi permette di fare un duetto con un altro artista che segue un copione preciso. È meraviglioso! Posso improvvisare sapendo sempre esattamente quello che succederà sullo schermo!”
Al cinema Bollani ha musicato “Barbe-bleu” (1901) e “Le parapluie fantastique” (1903) di George Méliès per l’antologia “L’Illusionista – Le Origini Del Cinema 1896-1903” (Ermitage Cinema) e “The General” (Come vinsi la guerra) di Buster Keaton e Clyde Bruckman (1926).
Pianista e compositore, Stefano Bollani si è esibito con direttori d’orchestra come Zubin Mehta, Daniel Harding, Kristjan Järvi, Leonard Slatkin, Gianandrea Noseda e Antonio Pappano e ha suonato, tra le altre, con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, l’Orchestre de Paris, l’Orchestre de Lyon, la Danish Radio Orchestra e la Toronto Symphony Orchestra.
Dal 31 ottobre al 5 novembre Trieste ritornerà così ad essere nuovamente la capitale europea del cinema fantastico con la 21a Golden Méliès Ceremony, cerimonia di consegna del premio Méliès d’Or della European Fantastic Film Festivals Federation per il migliore lungometraggio e cortometraggio. Un appuntamento d’eccezione in sé che gli organizzatori de La Cappella Underground hanno voluto rendere ancora più prezioso con il concerto di Stefano Bollani.
I biglietti per il concerto di Stefano Bollani al Politeama Rossetti il 3 novembre sono disponibili sul circuito Vivaticket – bit.ly/Fantabollani – o presso la Biglietteria del teatro. Il prezzo dei biglietti è di €15 per gli accreditati del TS+FF, €20 per gli abbonati de Il Rossetti, €30 prezzo intero.
Trieste Science+Fiction Festival è organizzato dal Centro Ricerche e Sperimentazioni Cinematografiche e Audiovisive La Cappella Underground con la collaborazione e il sostegno di: MiBACT – Direzione Generale Cinema, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, Sport e Solidarietà, PromoTurismo FVG, Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura, Fondazione CRTrieste, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”, Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali, Università degli Studi di Trieste, ARPA FVG – LaREA.
La manifestazione gode del patrocinio dei principali enti scientifici del territorio: AREA Science Park, ICGEB, ICTP, INAF – Osservatorio Astronomico di Trieste, IS Immaginario Scientifico – Science Centre, SISSA, Università Popolare di Trieste.
RAI 4 E TRIESTE SCIENCE+FICTION
IL PREMIO RAI 4 E UNA PROGRAMMAZIONE DA “FESTIVAL”
La 17a edizione del Trieste Science+Fiction Festival si terrà quest’anno dal 31 ottobre al 5 novembre nella nuova prestigiosa sede del Politeama Rossetti, al Teatro Miela e al Cinema Ariston.
La manifestazione, organizzata dal Centro Ricerche e Sperimentazioni Cinematografiche e Audiovisive La Cappella Underground, è lieta di annunciare la partnership con Rai 4, canale del gruppo Rai che dal 2008 si rivolge ad un pubblico giovane e esigente, appassionato di cinema di genere e serialità televisiva.
Rai 4, presente al Festival triestino in qualità di media partner, consegnerà nel corso della XVII edizione del Trieste Science+Fiction il “Premio Rai4”, che verrà assegnato durante la cerimonia di premiazione, il 5 novembre, a uno dei film della selezione ufficiale.
Inoltre, la partnership tra Rai 4 e Trieste Science+Fiction si materializzerà anche in televisione attraverso un ciclo dedicato a film presentati nelle precedenti edizioni del festival.
Appuntamento ogni sera in terza serata, a partire da lunedì 30 ottobre, e fino a domenica 5 novembre. Da Last Days on Mars con Liev Schreiber a Monsters di Gareth Edwards, passando per l’horror REC 3 – La genesi, L’arrivo di Wang dei Manetti Bros. e il filosofico Coherence – Oltre lo spaziotempo.
30/10: Last Days on Mars di Ruairi Robinson
31/10: REC 3: Genesis di Paco Plaza
01/11: L’arrivo di Wang di Antonio e Marco Manetti
02/11: Kiss of the Damned di Alexandra Cassavetes
03/11: Coherence – Oltre lo spaziotempo di James Ward Byrkit
04/11: The Colony di Jeff Renfroe
05/11: Monsters di Gareth Edwards
Inoltre nella puntata in onda il 2 novembre anche Kudos – Tutto passa per il web, il magazine settimanale di Rai 4, dedicherà un servizio alla manifestazione fantascientifica triestina.
Fondato a Trieste nell’anno 2000, Trieste Science+Fiction Festival, che raccoglie l’eredità dello storico Festival Internazionale della Fantascienza di Trieste (1963-1982), è il più importante evento italiano dedicato ai mondi della fantascienza e del fantasy nei settori del cinema, della televisione e dei new media; in programma anche letteratura, scienza, workshop, forum, fumetti, musica e fotografia.
TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL
31 ottobre – 5 novembre 2017
La 17a edizione del Trieste Science+Fiction Festival si terrà quest’anno dal 31 ottobre al 5 novembre nella nuova prestigosa sede del Politeama Rossetti, al Teatro Miela e al Cinema Ariston.
Fondato a Trieste nell’anno 2000, Trieste Science+Fiction Festival, che raccoglie l’eredità dello storico Festival Internazionale della Fantascienza di Trieste (1963-1982), è il più importante evento italiano dedicato ai mondi della fantascienza e del fantasy nei settori del cinema, della televisione e dei new media; in programma anche letteratura, scienza, workshop, forum, fumetti, musica e fotografia.
La selezione ufficiale del festival presenta anteprime mondiali, internazionali e nazionali, con tre concorsi internazionali che ospitano filmmaker e cineasti da tutto il mondo: il Premio Asteroide, per il miglior lungometraggio, e i due Premi Méliès d’Argent in collaborazione con la European Fantastic Film Festivals Federation per il miglior lungometraggio e cortometraggio di genere fantastico europeo.
L’evento speciale del Festival si terrà la sera del 3 novembre 2017 con la 21a Golden Méliès Ceremony e la consegna dei Méliès d’or della EFFFF. Un appuntamento d’eccezione che gli organizzatori de La Cappella Underground hanno voluto rendere unico con il concerto di Stefano Bollani “FantaBollani”, un programma speciale di sonorizzazioni di classici e sorprese del grande cinema fantastico europeo delle origini.
Il film d’apertura della 17a edizione di Trieste Science+Fiction Festival sarà “Marjorie Prime” di Michael Almereyda, presentato in anteprima italiana. Tratto dall’acclamato testo teatrale nominato al Pulitzer di Jordan Harrison, “Marjorie Prime” è una storia profonda e toccante, che esplora i temi della memoria, dell’identità, dell’amore e della perdita nell’era dell’intelligenza artificiale. Il futuristico “dramma da camera” di Almereyda è meravigliosamente interpretato da un cast di altissimo livello composto da Lois Smith, Jon Hamm, Geena Davis e Tim Robbins. “Marjorie Prime” ha debuttato a gennaio al Sundance Film Festival, dove ha vinto lo Sloan Feature Film Prize, riconoscimento conferito ai migliori film incentrati sul tema della scienza e della tecnologia.
Il cartellone del Trieste Science+Fiction Festival rappresenta il punto di riferimento in Italia per l’osservazione del panorama del cinema fantastico internazionale. Sono 14 i paesi rappresentati nella sezione NEON sono: USA, Giappone, Francia, Canada, Germania, Kenya, Russia, UK, Finlandia, Ungheria, Spagna, Australia, Polonia e Italia.
FILM IN CONCORSO
Appartengono alla selezione cinematografica ufficiale NEON del Trieste Science+Fiction Festival 2017 i seguenti titoli in anteprima italiana e in concorso: Alone (Seuls) di David Moreau, adattamento della popolarissima serie di graphic novel di Bruno Gazzotti su cinque ragazzi che cercano di sopravvivere in un mondo da cui tutti sembrano essere scomparsi (distribuito da Draka Distribution); Beyond Skyline di Liam O’Donnell, autore dell’acclamato Skyline, una storia fantascientifica con Frank Grillo alle prese con alieni, astronavi, arti marziali e una tonnellata di effetti speciali creati dalla pluripremiata Hydraulx; Cold Skin di Xavier Gens, una storia lovecraftiana di solitudine e alienazione ai confini del Polo Sud, ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale; Hostile di Mathieu Turi, un incubo post-apocalittico con tocchi di romanticismo costruito attorno all’eroica Juliette alle prese con la fame, la sete, una gamba rotta e strane, inquietanti creature che si manifestano la notte (distribuito da Twelve Entertainment); It Came From the Desert di Marko Mäkilaakso, omaggio imperdibile ai cari B-movie degli anni ’50 con tanta azione e tanti mostri, ispirato al videogame della Cinemaware degli anni ’80 (distribuito da Minerva Pictures); Kati Kati del keniota Mbithi Masya, un’affascinante parabola sulla vita e la morte ambientata in un villaggio turistico con una variegata compagine di residenti; Loop (Hurok) di Isti Madarász, un nuovo Sliding Doors dall’Ungheria sulle complicate ripercussioni che le nostre decisioni hanno sul tempo; Rememory di Mark Palansky sui meandri della memoria e sul modo in cui questa delinea il presente, in un noir fantascientifico intriso di mistero e sorretto da una straordinaria interpretazione di Peter Dinklage e dall’ultima apparizione di Anton “Chekov” Yelkin; Replace di Norbert Keil sulla giovane e bella Kira, vittima di una malattia dermatologica, che scopre di poter sostituire la sua pelle con quella di altre ragazze, in una storia dai risvolti agghiaccianti; Salyut-7 di Klim Shipenko sulla stazione spaziale sovietica Salyut 7 calata in una space opera straordinaria, che ci racconta una delle imprese più incredibili nella storia delle missioni spaziali; The Man With The Magic Box di Bodo Kox, un’originale love story sci-fi dal regista polacco Bodo Kox ambientata a Varsavia nell’anno 2030; Science Fiction Volume One: The Osiris Child di Shane Abbess, autore del celebre Infini, un’avventura fantascientifica interpretata da Kellan Lutz, qui nel ruolo di un evaso che si unisce a un ex-eroe di guerra per salvare la giovane figlia di quest’ultimo (distribuito da Eagle Pictures); Zombillenium di Arthur De Pins e Alexis Ducord, in arrivo dal festival di Cannes, una divertente animazione francese, per grandi e piccini, su un parco giochi dell’orrore diverso da tutti gli altri: qui i mostri ci sono davvero e hanno anche un sacco di problemi.
Concorrono al Méliès d’argent: Alone, Cold Skin, Hostile, It Came from the Desert, Loop, The Man with the Magic Box, Replace, Zombillenium.
Concorrono al premio Asteroide: Beyond Skyline, Hostile, It Came from the Desert, Kati Kati, Rememory, Replace, Science Fiction Volume One: The Osiris Child, The Man with the Magic Box.
FILM FUORI CONCORSO
Dal Giappone arrivano Fuori Concorso due nuove attesissime opere: Before We Vanish dell’acclamato regista Kiyoshi Kurosawa, autore di Tokyo Sonata e Retribution, che rielabora la fantascienza anni ’50 in una storia profondamente umana di amore e mistero con protagonisti tre alieni; e Blade of the Immortal di Takashi Miike dove il samurai Manji porta a Trieste spettacolari combattimenti e armi incredibili nella nuova epopea del regista di culto giapponese, basato sul famoso manga di Hiroaki Samura. Trieste Science+Fiction Festival presenta tre film statunitensi già in odore di cult: Bushwick di Cary Murnion e Jonathan Milott, un action movie mozzafiato, girato in un unico piano sequenza, dove si immagina uno scenario sinistramente vicino al nostro presente; Mayhem di Joe Lynch, 86 minuti di adrenalina pura con un virus che azzera i freni inibitori, dove gli impiegati e i dirigenti di una società legale americana sono finalmente liberi di dare sfogo ai loro peggiori istinti; The Endless del duo americano Justin Benson e Aaron Moorhead, a Trieste cinque anni dopo l’acclamato Resolution, con una storia di fratellanza, famiglia, spiritualità, e che ci parla dell’importanza della ribellione e dell’anticonformismo. Infine, dalla Spagna giunge Veronica di Paco Plaza, creatore dell’acclamata serie horror di [Rec], basato sull’unico caso di cronaca che la polizia spagnola ha classificato come inspiegabile e soprannaturale e che, ad oggi, rimane ancora insoluto.
Il film di chiusura di Trieste Science+Fiction Festival sarà un grande classico della fantascienza presentato nel 40° anniversario dalla sua uscita in una versione speciale in 4K: Incontri ravvicinati del terzo tipo di Stephen Spielberg, che chiude anche la sezione Classix, dedicata ai film che hanno fatto la storia del genere e aperta dall’immortale classico di John Carpenter Halloween – La notte delle streghe, presentato in lingua originale e nella versione restaurata e rimasterizzata in digitale sotto la supervisione del direttore della fotografia Dean Cundey. Una speciale ed esclusiva introduzione di John Carpenter precede il film. Il leggendario maestro dell’orrore racconta la storia e l’influenza che Halloween ha avuto non solo sul genere horror, ma sull’intera industria cinematografica indipendente. Sempre in collaborazione con la distribuzione Rising Alternative viene offerta ai fan dell’horror un’altra occasione imperdibile: vedere o rivedere sul grande schermo il cult La notte dei morti viventi di George A. Romero, scomparso nel luglio scorso e premio Urania a Trieste nel 2011, ed il classico “camp” di Ed Wood Plan 9 From Outer Space. Considerato “uno dei peggiori film di tutti i tempi”, l’amatissimo capolavoro kitsch di Ed Wood è diventato negli anni oggetto di culto. Presentato in una scintillante copia in 35mm L’ultima spiaggia di Stanley Kramer ritrae l’impatto di una guerra nucleare sulla vita della gente comune. Con un cast stellare, si concentra sulle relazioni e i desideri dell’uomo quando deve confrontarsi con il poco tempo a disposizione. Tratto dal libro di Nevil Shute, non è solo una storia d’amore, ma anche na forte critica alla corsa agli armamenti all’epoca della Guerra Fredda. Infine, il geniale regista italiano Luigi Cozzi regala al pubblico del TS+FF una proiezione esclusiva, in 35mm, della versione da lui rimontata nel 1977, mixata in super-stereo e colorata con il sistema Spectrorama 70 del mitico Godzilla.
Il premio alla carriera Urania d’Argento, organizzato con l’omonima testata letteraria edita da Mondadori e dedicato ai grandi artisti del fantastico, verrà consegnato al maestro del cinema popolare italiano Sergio Martino. L’evento speciale dedicato al grande regista di genere prevede la presentazione della recente autobiografia “Sergio Martino: Mille peccati… Nessuna virtù?” e la proiezione omaggio del cult postatomico 2019 – Dopo la caduta di New York. A Trieste Sergio Martino racconterà “la storia del lavoro di un “regista trash emerito”, cercando di bilanciare gli insulti dei critici all’uscita dei miei film, negli anni Settanta e Ottanta, e gli osanna delle nuove generazioni che hanno potuto apprezzare in dvd i miei film e rivalutarli, il tutto grazie alla stima di Quentin Tarantino, Eli Roth, Jaume Balaguerò e altri autori e critici stranieri, bontà loro.” L’iniziativa prosegue il percorso culturale del festival triestino che negli anni ha sempre omaggiato i grandi maestri del cinema di genere e del fantastico italiano, da Dario Argento ad Antonio Margheriti, da Enzo G. Castellari a Mario e Lamberto Bava, curando apprezzati omaggi e retrospettive rimaste nella memoria degli appassionati come Fant’Italia.
L’appassionata ricerca dei nuovi talenti della fantascienza underground del Trieste Science+Fiction Festival comincia dalla forma del cortometraggio. ll programma completo presenta 51 cortometraggi da 23 paesi diversi, 5 anteprime mondiali, 4 anteprime europee, 21 anteprime italiane. Uno spettacolare planetarium per scrutare le nuove stelle del cortometraggio fantastico contemporaneo in tre sezioni: gli European Fantastic Shorts per il premio Méliès d’argent, gli Italian Shorts di Spazio Corto e il panorama dei Fantastic Shorts.
In programma non solo fantascienza, ma anche proiezioni su un presente da scoprire con i mezzi della scienza. Saranno cinque i documentari presentati nella sezione Futurologia Docs & Talks: “Galois. Storia di un matematico rivoluzionario” di Diego Cenetiempo al Cinema Ariston il 27 ottobre in anteprima italiana come “Amateurs in Space” di Max Kestner e “Let There Be Light” di Mila Aung-Thwi; chiudono la finestra dei Docs “Il senso della bellezza – Arte e scienza al CERN” di Valerio Jalongo e l’evento speciale a cura di ARPA FVG LaREA “Dusk Chorus” di Alessandro D’Emilia e Nika Saravanja. La selezione dei documentari si chiude con Creature Designers: The Frankenstein Complex di Gilles Penso e Alexandre Poncet con preziose interviste ai maghi degli effetti speciali (distribuito da I Wonder Pictures).
La seconda edizione del Fantastic Film Forum riunirà produttori, registi, sceneggiatori, tecnici e distributori presenti al festival per una giornata intensiva di incontri e masterclass con professionisti affermati e talenti emergenti, in una prospettiva di cooperazione europea ed internazionale.
In programma anche il focus Spazio Italia, dedicato alle produzioni di cinema fantastico e sci-fi “made in Italy”, che oltre all’ampia panoramica di corti e web series ospita due lungometraggi L’ultimo sole della notte di Matteo Scarfò e Il guardiano del ghiaccio di Salvatore Metastasio.
Gli incontri Futurologia Docs & Talks e Science Fiction Cafè, le esposizioni dell’archivio fotografico de La Cappella Underground e le mostre di LRNZ e The Shadow Planet, i workshop con gli esperti e le iniziative per i kids e La Notte Immaginaria, il live A/V di Wolfgang Flür (ex Kraftwerk) e i dj set, che hanno reso Trieste Science+Fiction Festival un appuntamento imperdibile e una vera festa per gli appassionati e gli esperti della fantascienza.
Il manifesto ufficiale del Trieste Science+Fiction Festival 2017 è stato realizzato da Lorenzo LRNZ Ceccotti, importante artista e illustratore della scuola fumettistica italiana.
Trieste Science+Fiction Festival è organizzato dal Centro Ricerche e Sperimentazioni Cinematografiche e Audiovisive La Cappella Underground con la collaborazione e il sostegno di: MiBACT – Direzione Generale Cinema, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, Sport e Solidarietà, PromoTurismo FVG, Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura, Fondazione CRTrieste, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”, Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali, Università degli Studi di Trieste, ARPA FVG – LaREA.
La manifestazione gode, inoltre, del patrocinio dei principali enti scientifici del territorio: AREA Science Park, ICGEB, ICTP, INAF – Osservatorio Astronomico di Trieste, IS Immaginario Scientifico – Science Centre, SISSA, Università Popolare di Trieste.