Teatro Luigi Bon, lunedì 24 novembre —— ore 20.45
Via Patrioti, 29, 33010 Colugna UD
Roberto Herlitzka in
Una giovinezza enormemente giovane
di Gianni Borgna
ispirato a testi di Pier Paolo Pasolini
regia Antonio Calenda
scene Paolo Giovanazzi
luci Nino Napoletano
produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
in collaborazione con Mittelfest 2013
Uno spettacolo singolare, costruito attorno a un monologo presago, quasi divinatorio che da un lato fa omaggio al pensiero di Pier Paolo Pasolini attraverso l’evocazione della sua opera letteraria e poetica, e dall’altro sancisce la grande capacità profetica dello scrittore, sul piano sociale e politico.Una giovinezza enormemente si sviluppa attorno a questo nucleo concettuale, all’idea – condivisa dall’autore Gianni Borgna e dal regista Antonio Calenda – di riflettere, attraverso le parole di Pasolini, sul mondo attuale, che egli aveva in qualche modo già intuito e adombrato nei suoi scritti. Ne nasce una messninscena rievocativa ma anche profondamente evocativa della sua capacità di “vedere politicamente” la società e i suoi mutamenti. Un “vedere politicamente” di cui l’autore del monologo Gianni Borgna, è un vero testimone culturale. Egli infatti – da segretario della FGC romana – ebbe modo di essere molto vicino a Pasolini, di conoscerlo direttamente, di sperimentare la generosità con cui si dedicava ai giovani di sinistra, nei quali ravvedeva il virgulto di una realtà allora in forte divenire. Successivamente Borgna si è dedicato con profonda attenzione allo studio della figura e del pensiero pasoliniano, di cui è profondamente competente (basti ricordare il saggio firmato a quattro mani con Adalberto Baldoni Una lunga incomprensione. Pasolini fra destra e sinistra e il suo impegno, recentemente, nel far riaprire il caso sulla morte dell’intellettuale presso la Procura della Repubblica di Roma).E proprio dalla sua morte – sempre rimasta oscura – Antonio Calenda trae ispirazione per l’incipit dello spettacolo: una musica, un colpo nel buio, un corpo a terra. Un’immagine forte da cui il protagonista avvia il proprio monologare. Come se Pasolini stesso fosse testimone della propria fine e in quel misterioso istante, si lasciasse andare a un flusso di riflessioni sul mondo che ha lasciato e sulle sue evoluzioni di cui non potrà più essere testimone critico e acuto, pur avendole intuite: l’immagine di una Roma così diversa dalla sua, città multietnica, con l’idea che il bene più grande sia la ricchezza, che la storia e la cultura non possano essere che quelle borghesi… Temi con cui oggi quotidianamente ci confrontiamo, confliggiamo e che il suo pensiero, la sua ricchezza poetica, ci insegnano ancora ad attraversare con la necessaria consapevolezza.I riferimenti a tale pensiero pasoliniano, e al corpo della sua opera letteraria pervadono il monologo, che Antonio Calenda ha scelto di affidare a Roberto Herlitzka, uno degli interpreti di più intenso, misterioso spessore poetico e drammatico della scena italiana.

Gianni Borgna nel suo testo portato in scena per la regia di Antonio Calenda ed interpretato da Roberto Herlitzka, riporta in vita il grande filosofo Pier Paolo Pasolini.
Sue molte parole profetiche quali il dire: ” Vivremmo anni terribili di violenza. È dunque necessario morire perché finché siamo vivi manchiamo di senso.”
Questo profeta morto misteriosamente, ritorna in vita grazie alla messa in scena di questo spettacolo, all’apertura della sala Bartoli, nella stagione teatrale 2013/2014.
Herlitzka interpreta in maniera mirabile questo personaggio storico e la sua premonizione di un mondo difficile nel quale vivere, dove la violenza si esprime ovunque si volga lo sguardo.
Immagini della nuova Ostia scorrono sullo sfondo della scena. Una città nuova che difficilmente risulterebbe riconoscibile agli occhi di chi non la vede da decenni.
Si affronta il tema del potere petrolifero e del suo mercato si racconta del suo libro e delle sue scoperte, si sfiorano potenze come le Sette Sorelle e si racconta della morte di Mattei. Passo dopo passo, si ricorda la nascita del potere informatico e di questa nuova tecnologia: tra letture e interpretazioni ripercorriamo il periodo storico nel quale visse Pasolini, soffermandoci a lungo nel ricordo della strage di piazza Fontana.
Nello scorrere sullo schermo le immagini dei morti in quella strage, si riflette il corpo di Pasolini steso a terra sul palcoscenico, insabbiato a metá, quasi fosse un’installazione artistica che urla nel suo silenzio. Li, posizionata dall’inizio alla fine dello spettacolo, sembra non lasciar traccia, eppure imprime un forte significato alla scena.
E dal racconto dell’Italicus, Pasolini affronta il tema della violenza condivisa ed estesa a tutti i fronti: oramai non esiste più la destra e la sinistra, ma il potere della violenza dove i padri hanno sbagliato nel non saper parlare con i figli, dove forse una sola parola sarebbe bastata a cambiare gli eventi.
Mi soffermo a considerare che oggi in fondo succede ancora la stessa storia, in ogni esternazione di violenza: bullismo, femminicidi, guerre.
Profeta anche in questo, come per quanto riguarda l’esodo di popoli verso una vita migliore. Nella poesia Alì dagli occhi azzurri, si parla di uno sbarco nelle città della malavita. La peggior cosa, dice, in tutto questo sarà che i nostri ragazzi invece di capirli, li colpevolizzeranno, perché le stragi sono state anche e soprattutto quelle efferate alla cultura.
Nell’ultima intervista a Furio Colombo, Pasolini diceva: “Siamo tutti in pericolo!” , forse vedeva davvero quello che noi non riusciamo a vedere o semplicemente siamo noi così pigri ed assuefatti da non voler guardare in faccia la realtà per paura di affrontarla?
Un testo splendido, un’interpretazione perfettamente assegnata ed una regia di notevole impatto artistico anche nella sua scelta scenografica.
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©Laura Poretti Rizman
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“Viene trasmesso dalla sede rai per il Friuli Venezia Giulia sabato 28 dicembre alle ore 11.30 lo spettacolo Una giovinezza enormemente giovane di Gianni Borgna, ispirato a testi di Pier Paolo Pasolini. Il programma è curato dal regista Mario Mirasola. Grandissima prova di Roberto Herlitzka, diretto da Antonio Calenda, lo spettacolo è stato molto applaudito al Mittelfest 2013 e, lo scorso ottobre, alla Sala Bartoli”.
La sede rai per il Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, trasmetterà SABATO 28 DICEMBRE, alle ore 11.30, l’atto unico di Gianni Borgna, UNA GIOVINEZZA ENORMEMENTE GIOVANE ispirato ai testi di PierPaolo Pasolini con la magistrale interpretazione di ROBERTO HERLITKZA e la regia teatrale di ANTONIO CALENDA.
Il monologo, andrà in onda sulle frequenze regionali di RADIOUNO RAI (91.5FM), oppure dal portale : www.sedefvg.rai.it. Tecnico del suono : CORRADO SPUNTON, il programma è curato dal regista MARIO MIRASOLA .
Lo spettacolo – che ha debuttato con successo nell’ambito del Mittelfest 2013 – e che ha replicato in apertura di stagione lo scorso ottobre con ottimo esito alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti, è una produzione del Teatro Stabile regionale.
“Il teatro e l’opera di Pier Paolo Pasolini sono al centro dell’incontro che si terrà venerdì 25 ottobre alla Sala Bartoli: sarà presentato il libro Pasolini e il teatro alla presenza dei co-curatori Stefano Casi e Angela Felice e di Antonio Calenda regista dello spettacolo Una giovinezza enormemente giovane”
Venerdì 25 ottobre alle 18 alla Sala Bartoli si terrà un incontro sull’opera di Pier Paolo Pasolini nel corso del quale sarà presentato il libro Pasolini e il teatro alla presenza dei co-curatori Stefano Casi e Angela Felice e naturalmente del regista dello spettacolo, Antonio Calenda. L’ingresso sarà libero.
Pasolini e il teatro secondo numero della collana “Pasolini. Ricerche”, promossa dal Centro Studi Pasolini di Casarsa in sinergia con la casa editrice Marsilio è curato da Stefano Casi, Angela Felice e Gerardo Guccini e raccoglie gli esiti di due convegni promossi nel novembre 2010 a Casarsa della Delizia, dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini il 5 e 6, e, a Bologna, dal Fondo Pasolini-Cineteca e dal Cimes-Università degli Studi di quella città, nei giorni 10 e 11. Lo studio a più mani, arricchito da 40 saggi, ambisce ad offrire una ricognizione finalmente esaustiva che, con sette sezioni di un’ampia panoramica concettualmente rimeditata, contribuisca a far chiarezza sull’originalità del teatro pasoliniano, ne perlustri le tappe evolutive fin dai poco esplorati esordi friulani, ne indaghi le varianti e le costanti, ne riposizioni il significato dentro l’opera dell’autore e nel contesto del suo tempo, ne metta in luce il potenziale di rappresentabilità sempre aperta al futuro. Particolarmente originale pare l’ultima sezione Registi a Casarsa: un simposio, che attraverso gli scritti inediti di alcuni maestri della regia contemporanea (Luca Ronconi, Giorgio Barberio Corsetti, Armando Punzo, Federico Tiezzi, Giorgio Pressburger, Andrea Adriatico e Antonio Syxty, con la giovane artista romana Roberta Nicolai) cede la pagina alle riflessioni degli artisti che si sono misurati con la parola teatrale pasoliniana e che ne hanno sciolto positivamente il vitale paradosso, tra utopia e concretezza. Non una mera riproposizione di Atti, dunque, ma uno studio sfaccettato e organico. Il quale infine, con Pasolini e attraverso la sua esperienza, finisce per interrogarsi anche sul teatro del presente e sulla sua sfida dentro la babele multilinguistica della nostra rumorosa contemporaneità.
“Antonio Calenda dirige Roberto Herlitzka in Una giovinezza enormemente giovane di Gianni Borgna spettacolo pasoliniano che apre la stagione altripercorsi giovedì 24 ottobre e replica alla Sala Bartoli fino a giovedì 31. Prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Mittelfest 2013 e con il sostegno della Fondazione CRTrieste, lo spettacolo che evoca la figura e le opere di Pasolini ha debuttato in anteprima a Cividale nel luglio scorso”
Sarà Roberto Herlitzka diretto da Antonio Calenda il primo protagonista della Stagione 2013-2014 nello spazio raccolto della Sala Bartoli. A lui il regista ha infatti affidato la difficile prova di interpretare, solo sulla scena, Una giovinezza enormemente giovane che Gianni Borgna – esperto pasoliniano – ha scritto evocando la figura e le opere del celebre scrittore friulano.
Un’inaugurazione di stagione dunque che evidenzia la centralità dell’attività di produzione (lo spettacolo nasce dalla sinergia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con Mittelfest 2013 e con il sostegno della Fondazione CRTrieste) e che si pone in luce argomenti radicati nella storia e nella cultura della regione ma fortemente significativi sul piano nazionale.
Una giovinezza enormemente giovane – dopo l’anteprima di una sola sera a Cividale nel luglio scorso – va in scena alla Sala Bartoli da giovedì 24 ottobre alle ore 21 fino al 31.
Una giovinezza enormemente giovane è uno spettacolo singolare, costruito attorno a un monologo presago, quasi divinatorio che da un lato fa omaggio al pensiero di Pier Paolo Pasolini attraverso l’evocazione della sua opera letteraria e poetica, e dall’altro sancisce la capacità profetica dello scrittore, sul piano sociale e politico.
Il progetto si sviluppa attorno all’idea – condivisa dall’autore Gianni Borgna e dal regista Antonio Calenda – di riflettere, attraverso le parole di Pasolini, sul mondo attuale. Ne nasce una messninscena rievocativa ma anche profondamente evocativa della sua capacità di “vedere politicamente” la società ed i suoi mutamenti.
Un “vedere politicamente” di cui l’autore del monologo Gianni Borgna, è testimone culturale. Egli infatti – da segretario della FIGC romana – ebbe modo di essere molto vicino a Pasolini. Successivamente Borgna si è dedicato con attenzione allo studio della figura e del pensiero pasoliniano, di cui è profondamente competente (basti ricordare il saggio firmato a quattro mani con Adalberto Baldoni Una lunga incomprensione. Pasolini fra destra e sinistra e il suo impegno, recentemente, nel far riaprire il caso sulla morte dell’intellettuale presso la Procura della Repubblica di Roma).
«In una metafisica evocazione della morte di Pasolini – spiega Antonio Calenda – immaginiamo che lo scrittore abbia a vedere sé stesso massacrato sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia. Lo spettacolo parte da qui. Oggi Pasolini avrebbe 91 anni e questa rivisitazione immaginaria vuol essere omaggio al suo pensiero antesignano, profetico sul piano sociale e politico, e assieme una ricapitolazione dei momenti più importanti della sua testimonianza civile e poetica nell’ambito della grande tradizione italiana».
I riferimenti a tale pensiero pasoliniano, e al corpo della sua opera letteraria pervaderanno dunque il monologo, che Antonio Calenda ha scelto di affidare a Roberto Herlitzka, uno degli interpreti di più intenso spessore poetico e drammatico della scena italiana, recentemente insignito del Nastro d’Argento alla carriera, riconoscimento che si aggiunge ai numerosi premi ottenuti nella sua lunga attività artistica tra cinema e teatro. Un attore che già nell’aspetto morfologico evoca un’appartenenza al mondo pasoliniano e che con lo Stabile del Friuli Venezia Giulia ha grande intrinsecità.
Le scene sono di Paolo Giovanazzi, le luci di Nino Napoletano.
Venerdì 25 ottobre alle 18 alla Sala Bartoli si terrà un incontro sull’opera di Pier Paolo Pasolini nel corso del quale sarà presentato il libro Pasolini e il teatro alla presenza dei co-curatori Stefano Casi e Angela Felice e naturalmente del regista e del protagonista dello spettacolo, Antonio Calenda, Roberto Herlitzka. Anche qui l’ingresso sarà libero.
Pasolini e il teatro secondo numero della collana “Pasolini. Ricerche”, promossa dal Centro Studi Pasolini di Casarsa in sinergia con la casa editrice Marsilio è curato da Stefano Casi, Angela Felice e Gerardo Guccini e raccoglie gli esiti di due convegni promossi nel novembre 2010 a Casarsa della Delizia, dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini il 5 e 6, e, a Bologna, dal Fondo Pasolini-Cineteca e dal Cimes-Università degli Studi di quella città, nei giorni 10 e 11. Lo studio a più mani, arricchito da 40 saggi, ambisce ad offrire una ricognizione finalmente esaustiva che, con sette sezioni di un’ampia panoramica concettualmente rimeditata, contribuisca a far chiarezza sull’originalità del teatro pasoliniano, ne perlustri le tappe evolutive fin dai poco esplorati esordi friulani, ne indaghi le varianti e le costanti, ne riposizioni il significato dentro l’opera dell’autore e nel contesto del suo tempo, ne metta in luce il potenziale di rappresentabilità sempre aperta al futuro. Particolarmente originale pare l’ultima sezione Registi a Casarsa: un simposio, che attraverso gli scritti inediti di alcuni maestri della regia contemporanea (Luca Ronconi, Giorgio Barberio Corsetti, Armando Punzo, Federico Tiezzi, Giorgio Pressburger, Andrea Adriatico e Antonio Syxty, con la giovane artista romana Roberta Nicolai) cede la pagina alle riflessioni degli artisti che si sono misurati con la parola teatrale pasoliniana e che ne hanno sciolto positivamente il vitale paradosso, tra utopia e concretezza. Non una mera riproposizione di Atti, dunque, ma uno studio sfaccettato e organico. Il quale infine, con Pasolini e attraverso la sua esperienza, finisce per interrogarsi anche sul teatro del presente e sulla sua sfida dentro la babele multilinguistica della nostra rumorosa contemporaneità.
L’ufficio stampa
vergognosa rappresentazione della morte di un grande intellettuale inutilmente scomodato per riempire la bocca dei parvenu che compongono il pubblico gregge.
regia che è fin troppo definire mediocre.
un’ora scippata..
arte di stato.
Buonasera signor gjon, come vede io metto il mio nome per le opinioni che esprimo. Ognuno è libero di provare le emozioni personali che vuole nel rispetto dell’altro. Questo in fondo è il fine ultimo dell’arte in generale.
Laura Poretti